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Rottamazione cartelle Equitalia: cosa c’è da sapere. A chi conviene e a chi no

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Da anni i consumatori subiscono un trattamento vessatorio da parte di Equitalia, chissà se con la rottamazione delle cartelle esattoriali, introdotta dal decreto legge fiscale numero 193/2016 collegato alla Legge di Bilancio, questo modus operandi avrà fine o sarà perlomeno ridimensionato.

Dalla sanatoria delle cartelle, il Governo si aspetta di incassare 4 miliardi di euro in tempi brevi, questa brevità non è detto che gioverà anche al cittadino, vediamo perché.

La rottamazione riguarderà le cartelle emesse dal 2000 al 2016, che potranno essere pagate usufruendo della sanatoria su interessi e sanzioni. Le multe costituiscono una eccezione, sono l’unico caso infatti, in cui va pagata la sanzione e lo sconto si applica solo agli interessi sulle more, mentre in tutti gli altri casi lo sconto è anche sulla sanzione.

Scadenze e tempi previsti dal decreto legge 193/2016 che introduce la rottamazione delle cartelle:

Entro il 23 gennaio 2017 il contribuente potrà presentare la domanda di accesso agli sconti su sanzioni e interessi;

Entro il 31 marzo 2017 la domanda potrà essere inoltrata ad Equitalia per ottenere sconto su sanzioni ed interessi, via online o in via cartacea, specificando se si vuole pagare in un’unica soluzione o a rate;

Entro maggio 2017 Equitalia comunicherà l’importo da pagare scontato di sanzioni e interessi.

Entro venerdì 15 dicembre 2017 dovrà essere pagata la terza rata, nella misura di un sesto delle somme dovute, qualora il contribuente abbia deciso di aderire alla procedura di definizione agevolata a rate;

Cari consumatori state ben attenti perché non è detto che questa rottamazione convenga a tutti, da alcuni è stata anche definita una rottamazione per ricchi: pur beneficiando di uno sconto su sanzioni e interessi di mora infatti, bisogna tenere presente che più della metà del debito va pagata nel giro di 7 mesi, cosa abbastanza difficile per i più.

L’importo si potrà pagare a rate o in un’unica soluzione, ma la rateizzazione potrà essere suddivisa in un massimo di 5 rate entro dicembre 2017, e a questa data dovrà risultare versato il 70% dell’importo, quindi 3 delle 5 rate complessive. Per saldare la cifra complessiva ci sarà tempo fino a settembre 2018.

Attenzione, perché qualora non vengano rispettate queste scadenze, decadrà “l’agevolazione” della rottamazione, la regola infatti vieta di posticipare i pagamenti, pena la decadenza del beneficio e oltre all’addebito della cartella, si pagheranno maggiorazione e interessi.

Per i comuni mortali in situazione di reale disagio economico, è lampante che converrà optare per il pagamento ordinario di 72 rate, anche perché molte persone si indebitano proprio perché non hanno modo di saldare i propri debiti in poco tempo non disponendo delle cifre di cui necessitano. Rimane comunque lo svantaggio che in questo caso, ovvero con la procedura ordinaria, non è previsto alcuno sconto su sanzioni e interessi di mora.

Quindi il consiglio di Codici è: ponderate bene prima di fare la vostra scelta, se non lo aveste già fatto, informatevi sul sito di Equitalia o presso i loro sportelli, chiedendo una simulazione della cifra che vi ritrovereste a pagare sia secondo la procedura ordinaria attuale, che secondo quella della rottamazione. Solo così potrete scegliere consapevolmente senza farvi attrarre da “false soluzioni”.

Per chiarimenti o consigli contattateci al link: http://codici.org/servizi-bancari.html

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Mutui prima casa, è ufficiale: il Fondo Consap è stato rifinanziato. Al via le domande

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L’avevamo già anticipato lo scorso 2 aprile, a seguito dell’annuncio fatto dal ministro Luigi Di Maio, ma ora è ufficiale. Il Fondo di garanzia gestito dalla Consap per l’acquisto della prima casa è stato rifinanziato. Il provvedimento è stato inserito nel Decreto Legge Crescita pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dello scorso 30 aprile.

È quindi ora possibile presentare la domanda per chiedere la garanzia del 50% per un mutuo di massimo 250mila euro per l’acquisto della prima casa, non di lusso, anche con interventi di ristrutturazione purché tesi all’aumento dell’efficienza energetica.

La garanzia può essere chiesta da tutti senza limite di reddito e di età, a patto di non essere proprietari di altri immobili, fatta eccezione per quelli ricevuti a seguito di successione o concessi a titolo gratuito a genitori o fratelli.

Attualmente sono 180 gli sportelli bancari presso i quali è possibile consegnare la domanda.

Per scaricare il modulo di richiesta al Fondo Consap, clicca qui

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Gruppi segreti Facebook-prodotti Juice Plus, sanzioni da un milione di euro per pratica commerciale scorretta

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Il 27 marzo 2019 l’Autorità ha concluso un procedimento istruttorio nei confronti delle società The Juice PLUS+ Company Srl, The Juice PLUS+ Company Ltd, The Juice Plus+ Company Europe GmbH, The Juice Plus+ Company LLC, accertando che le stesse commercializzano integratori alimentari e prodotti sostitutivi dei pasti a marchio JuicePlus+ con modalità di promozione ingannevoli e non trasparenti attraverso il canale  social media marketing Facebook, in violazione del Codice del Consumo .

In particolare, il procedimento ha riguardato due profili: innanzitutto, la strategia di vendita adottata da JuicePlus incentiva la condivisione di esperienze di consumo non necessariamente autentiche. Nello specifico, è stata esaminata una forma di marketing occulto realizzata principalmente tramite pagine e gruppi segreti Facebook, consistente nel non rendere palese che i venditori dei prodotti JuicePlus agiscono nel quadro della propria attività commerciale, i quali, al contrario, si presentano falsamente sotto la veste di consumatori.

In secondo luogo, è stata accertata l’ingannevolezza delle informazioni diffuse con riguardo alle caratteristiche principali dei prodotti e dei risultati che si possono attendere dal loro utilizzo, soprattutto in termini di efficacia dimagrante e curativa, promettendo che con l’assunzione dei prodotti in esame sia possibile guarire da talune patologie o ottenere notevoli cali ponderali in poco tempo.

Inoltre, l’Autorità ha osservato che in un contesto virtuale, l’assenza degli elementi  caratterizzanti l’interazione consumatore-venditore richiede ai professionisti di adottare tutte le misure necessarie per evitare le confusioni di ruolo e, dunque, comportamenti scorretti da parte dei venditori affiliati. Di conseguenza, JuicePlus avrebbe dovuto esercitare una specifica cautela nelle indicazioni date ai propri affiliati ed effettuare un controllo esteso del loro operato, con l’applicazione di sanzioni disincentivanti.

Pertanto, l’Autorità ha ritenuto che la pratica commerciale descritta risulti scorretta ai sensi degli artt. 20, 21, 22 comma 2 e 23, comma 1, lett. aa) del Codice del Consumo e ha sanzionato le società coinvolte per un milione di euro.

 Nel corso del procedimento, l’Autorità si è avvalsa della collaborazione del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Roma, 15 aprile 2019

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Caso Diamanti, vertice tra BPM, ADICONSUM e Federconsumatori

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Incontro con l’A.D. di BancoBPM Adiconsum e Federconsumatori:Abbiamo denunciato il grave disagio dei risparmiatori
Ora BancoBpm dimostri l’attenzione verso i clienti


9 aprile 2019
 – Si è tenuto a Milano, nel tardo pomeriggio di lunedì 8 aprile, l’annunciato incontro sulla vicenda “diamanti”, tra le delegazioni delle associazioni dei consumatori Adiconsum e Federconsumatori con il BancoBpm, rappresentato dall’amministratore delegato Giuseppe Castagna, dal vice direttore generale Salvatore Poloni e il responsabile della task force Annibale Ottolina.

Nel corso dell’incontro, le Associazioni Consumatori hanno espresso il pesante disagio dei clienti che hanno investito in diamanti, le giuste aspettative di ristoro dei propri risparmi, la buona pratica di altre banche che hanno proposto l’acquisto delle pietre e che hanno integralmente rifuso l’importo investito.

L’amministratore delegato, condividendo le affermazioni delle Associazioni Consumatori sullo stato d’animo dei clienti, ha ribadito la volontà del BancoBpm di trovare soluzioni eque, ancorché differenziate nella diversa tipologia delle posizioni coinvolte.

Adiconsum e Federconsumatori hanno proposto all’amministratore delegato la necessità di rifondere i risparmiatori a partire dagli investimenti più bassi ed arrivare al ristoro del valore complessivo dell’investimento, tenendo conto anche della difficoltà di realizzo del bene acquistato.

Inoltre, stante le difficoltà oggettive del curatore, nel consegnare nel breve le pietre in deposito presso la società IDB, è stato richiesto al BancoBpm di considerare la lettera di possesso delle pietre che il curatore invierà agli investitori, quale elemento probante per effettuare il ristoro.

A fronte delle proposte delle Associazioni Consumatori, l’amministratore delegato ed il vice direttore generale, hanno dichiarato di rispondere in tempi brevi alle richieste effettuate.

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