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ROTTAMAZIONE TER & SALDO E STRALCIO|tutto quello che devi sapere

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ROTTAMAZIONE TER – ART. 3 DL N. 119/2018

a cura dello studio Dott. Raffaello Fabiano.

Il D.L. n. 119/2018, art. 3 ha riaperto la rottamazione dei ruoli dando la possibilità ai contribuenti di definire i propri debiti con l’Agenzia delle entrate-Riscossione pagando la sola quota capitale e le somme spettanti all’Agente della riscossione. La nuova Rottamazione ter:

– amplia i ruoli definibili, includendo quelli affidati dal 30 settembre al 31 dicembre 2017 (esclusi invece dalla Rottamazione bis);

– consente il versamento degli importi dovuti in 18 rate uguali spalmate su un arco di 5 anni con interessi annui del 2% decorrenti dal 1° agosto 2019.

Possono accedere i contribuenti che:

– hanno carichi a ruolo affidati agli Agenti della riscossione (Agenzia delle entrate-Riscossione ex Equitalia o Riscossione Sicilia o Altri) dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017;

– sono decaduti dalla rottamazione bis per mancato, tardivo o insufficiente pagamento delle rate in scadenza nei mesi di luglio, settembre e ottobre 2018, purché abbiano effettuato il pagamento dell’intero ammontare delle somme dovute, o della prima rata entro il 31 luglio 2019 

– hanno aderito alla prima rottamazione ma non l’hanno perfezionata

Tra gli importi affidati agli Agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 vanno considerati rottamabili anche i ruoli telematici la cui consegna formale si intende effettuata il 10 gennaio 2018 nel presupposto che gli stessi sono stati effettivamente trasmessi all’Agente della riscossione entro il 31 dicembre 2017. I carichi a ruolo relativi a violazioni del codice della strada possono essere definiti limitatamente agli interessi, compresi quelli per ritardato pagamento 
Non sono definibili:
a) debiti per risorse proprie UE e IVA riscossa all’importazione, definibili, però, in base all’art. 5, DL. n. 119/2018(v. allegato)
b) somme dovuto a titolo di recupero di aiuti di Stato;
c) crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti;
d) multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna; 
e) altre sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o di obblighi relativi a contributi e premi previdenziali;
f) carichi emessi per il recupero di crediti tributari sorti in uno Stato membro dell’Unione Europea, in uno Stato estero aderente alla Convenzione OCSE/CoE o in uno Stato estero con cui l’Italia ha stipulato una convenzione bilaterale in materia di assistenza alla riscossione.

Contribuenti che non hanno fruito delle precedenti rottamazioni:

Presentazione Mod. DA-2018 ENTRO IL 30 aprile 2019

Comunicazione degli importi dovuti da parte di Agenzia Entrate-Riscossione: 30 giugno 2019 (posticipato al 1° luglio 2019).

Versamento della prima o unica rata31 luglio 2019 .

Rateazione: massimo 18 rate consecutive di cui: 
– 1° rata (10%) 31 luglio 2019 
– 2° rata (10%) 30 novembre 2019 (posticipata al 2 dicembre
– Restanti rate, a decorrere dal 2020, di pari ammontare: 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre di ciascun anno.

Interessi su rateazione: 2%annuo a partire dal 1° agosto 2019.

Contribuenti riammessi che hanno versato le rate di luglio/settembre/ottobre 2018 entro il 7 dicembre 2018:

Comunicazione degli importi dovuti da parte di Agenzia Entrate-Riscossione: 30 giugno 2019 (posticipato al 1° luglio 2019).

Rateazione: 10 rate consecutive di pari importo, a decorrere dal 2019, con scadenza: 
– 31 luglio 2019 
– 30 novembre 2019 (posticipata al 2 dicembre 2019).

– restanti rate: scadono il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno

Interessi su rateazione: 0,3%annuo a partire dal 1° agosto 2019.

Contribuenti riammessi che non hanno versato le rate di luglio/settembre/ottobre 2018 entro il 7 dicembre 2018:

Presentazione Mod. DA-2018 ENTRO IL 30 aprile 2019

Comunicazione degli importi dovuti da parte di Agenzia Entrate-Riscossione: 30 giugno 2019 (posticipato al 1° luglio 2019)

Versamento della prima o unica rata31 luglio 2019 .

Rateazione: massimo 10 rate consecutive, ciascuna di pari importo, con scadenza: 
– 1° rata: 31 luglio 
– 2° rata: 30 novembre 2019(posticipata al 2 dicembre 2019
– restanti rate, a decorrere negli anni 2020 e 2021 entro: 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre di ciascun anno.

Interessi su rateazione: 0,3%annuo a partire dal 1° agosto 2019.

Contribuenti colpiti dal sisma 2016 che hanno aderito alle precedenti rottamazioni – Pagamento delle somme residue della sanatoria: è ripartito in 10 rate di pari importo scadenti il 31 luglio e il 30 novembre di ogni anno, con interessi dello 0,3% annuo decorrenti dal 1° agosto 2019. Non sono richiesti particolari adempimenti ma l’Agenzia della riscossione invia al contribuente, entro il 30 giugno 2019 un’apposita comunicazione contenente i bollettini di pagamento per le rate residue.

SALDO E STRALCIO DEBITI CONTROLLI AUTOMATIZZATI – ART. 1, C. 184-199, L. N. 145/2018

Il “saldo e stralcio” dei debiti da controlli automatizzati è una definizione agevolata dei carichi fiscali e contributivi per i soggetti in difficoltà economica.

Soggetti destinatari

– Persone fisiche che versano in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica (tetto massimo dell’ISEE: € 20.000);
– se sussistono i requisiti di difficoltà economica, contribuenti che sono decaduti dalla rottamazione-bis per non aver versato, entro il 7 dicembre 2018 tempestivamente e integralmente le rate in scadenza per i mesi di luglio, settembre e ottobre 2018.

Attenzione: il contribuente che, avendo fatto domanda per essere ammesso al saldo e stralcio, viene respinto per mancanza dei requisiti, è incluso automaticamente – limitatamente ai debiti definibili in base alla norma sulla rottamazione-ter – nei benefici di tale definizione agevolata (v. Rottamazione-ter).

Oggetto

Debiti tributari affidati all’Agente della Riscossione: 
– dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017; 
– di importo superiore a € 1.000; 
– derivanti da omessi versamenti di imposte dirette o IVA; 
– derivanti da omesso versamento di contributi dovuti dagli iscritti alle casse previdenziali professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi dell’INPS, esclusi quelli richiesti a seguito di accertamento.

Somme dovute

Sulle somme affidate all’Agente della riscossione si versa una quota per capitale e interessi pari al:
– 10% per coloro per cui, alla data di presentazione dell’istanza di accesso alla sanatoria, è stata aperta la procedura di liquidazione in caso di crisi da sovraindebitamento
– 16% per un ISEE non superiore a € 8.500; 
– 20% per un ISEE compreso tra € 8.501 e € 12.500; 
– 35% per un ISEE compreso tra € 12.501 e € 20.000.

Si versano per intero: 
– aggi di riscossione; 
– spese per procedure esecutive; 
– spese di notifica delle cartelle di pagamento.

Non si pagano: 
– le sanzioni; 
– gli interessi di mora; 
– sanzioni e somme aggiuntive.

a) Contribuenti ammessi

Presentazione istanza di adesione alla sanatoria: entro il 30 aprile 2019.

Comunicazione dell’Agenzia della riscossione al contribuente in ordine a accoglimento istanza, ammontare somme dovute, importo e scadenza delle singole rate: entro il 31 ottobre 2019.

Versamento in unica soluzione: entro il 30 novembre, posticipato al 2 dicembre 2019.

Versamento rateale (in 5 rate, maggiorate degli interessi annui del 2%, decorrenti dal 1° dicembre 2019):
– prima rata (35% delle somme dovute): entro il 30 novembre, posticipato al 2 dicembre 2019
– seconda rata (20% delle somme dovute): entro il 31 marzo 2020; 
– terza rata (15% delle somme dovute): entro il 31 luglio 2020; 
– quarta rata (15% delle somme dovute): entro il 31 marzo 2021; 
– quinta rata (al 15% delle somme dovute): entro il 31 luglio 2021.

b) Contribuenti respinti

Presentazione istanza di adesione alla sanatoria: entro il 30 aprile 2019.

Comunicazione dell’Agenzia della riscossione al contribuente del mancato accoglimento dell’istanza e avviso dell’inclusione automatica nella Rottamazione-ter con indicazione dell’ammontare delle somme dovute e delle scadenze: entro il 31 ottobre 2019.

Versamento in unica soluzione: entro il 30 novembre, posticipato al 2 dicembre 2019.

Versamento rateale:
a) in 17 rate (5 anni):
– prima rata: entro il 30 novembre (posticipato al 2 dicembre 2019), pari al 30% delle somme dovute; 
– le restanti 16 rate, di pari importo: 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2020 (maggiorate di interessi del 2% annuo a partire dal 1° dicembre 2019);

oppure

b) in 9 rate (3 anni) nel caso in cui per gli stessi carichi sia stata già richiesta la “rottamazione-bis”, ma non risultino pagate, entro il 7 dicembre 2018, le rate di luglio, settembre e ottobre 2018
– prima rata: entro il 30 novembre 2019 (posticipato al 2 dicembre 2019), pari al 30% delle somme dovute;
– le restanti 8, di pari importo: 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglioe 30 novembre degli anni 2020 e 2021.

Studio Dott. Raffaello FabianoVia E. Monaci, 2100161 Roma (RM)

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Cinque cose da sapere prima di acquistare un’auto usata

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Milano, Luglio 2019 – Alcune persone sono elettrizzate al pensiero di acquistare un’automobile e possono dedicare intere settimane a leggerne recensioni sulle riviste specializzate, scorrere gli annunci sull’usato e convincersi che la potenza del motore sia molto più importante dell’effettiva comodità del veicolo. Per la maggior parte delle persone, però, si tratta di un compito sgradito, oltre che molto costoso. Questo perché, anche se tutti amano l’idea di guidare una nuova auto, il percorso da affrontare per riuscire ad acquistarla può talvolta comportare degli ostacoli.

Per semplificare le ricerche degli utenti, CarGurus – uno dei principali marketplace online di auto al mondo  – ha realizzato una breve guida che evidenzia i cinque aspetti più importanti da considerare prima di acquistare un’automobile usata.

Definire il budget: Tutti sognano di sfrecciare a bordo di una Porsche scintillante, tuttavia, nella vita reale, la maggior parte delle persone acquista automobili decisamente meno prestigiose. Bisogna tenere a mente, infatti, che possedere un’automobile non significa semplicemente comprarla e guidarla: bisogna considerare anche la polizza assicurativa, i costi di manutenzione, il bollo auto e il carburante, senza dimenticare di mettere da parte una piccola somma di sicurezza a cui attingere in caso di imprevisti. Quindi, oltre a mettere da parte il denaro necessario ad acquistare l’auto, bisogna sempre prevedere i costi mensili di utilizzo.

Se invece è necessario chiedere un finanziamento, non bisogna limitarsi a stabilire se si riuscirà a versare le rate mensili, ma bisogna calcolare anche se il tasso di interesse proposto è equo, così da iniziare a mettere da parte la somma iniziale da versare per l’anticipo. Di norma, per un’auto, è opportuno non spendere più del 20% del reddito mensile.

Individuare il tipo di automobile giusto: Una volta definito il budget, è il momento di effettuare la ricerca. In passato, questo era un compito piuttosto semplice, ma oggi, con il proliferare di nuovi modelli e tipologie di motori e con una crescente gamma di opzioni ibride più ecologiche, non è facile capire da che parte iniziare.

Bisogna pensare innanzitutto al tipo di utilizzo previsto: serve un modello sportivo o un bagagliaio molto capiente? Una posizione di guida rialzata che offra una migliore visibilità del traffico? Oppure contenere i costi di utilizzo? Bisogna pensare anche ai luoghi in cui si parcheggerà più spesso l’auto: è infatti meglio evitare un modello di grandi dimensioni se poi bisogna parcheggiarlo in posti angusti e stretti.

In una fase iniziale, non è necessario scegliere un particolare marchio o modello: il motore di ricerca di CarGurus, ad esempio, permette di effettuare una ricerca in base al prezzo o al tipo di carrozzeria e propone un elenco di modelli idonei ai requisiti prescelti.

Filtrare la ricerca: A seconda dei criteri impostati, l’utente si ritrova con un elenco più o meno lungo di possibili automobili. Qual è il modo migliore per scremarlo?

I filtri di ricerca permettono di definire oltre alla marca e al modello anche le dimensioni e il tipo di motore, l’efficienza di consumo e la presenza di caratteristiche quali i cerchi in lega e il navigatore GPS. E’ possibile anche basare la scelta sulle offerte più convenienti presenti in una data zona. I risultati delle ricerche effettuate su CarGurus sono ordinati automaticamente in modo da presentare in cima all’elenco i concessionari più quotati, per fornire sempre all’utente il servizio migliore.

Il filtro più importante da selezionare riguarda il tipo di carburante: benzina, diesel o ibrido, un’opzione sempre più apprezzata negli ultimi tempi. Di norma, i modelli diesel sono più indicati per chi viaggia molto in autostrada, mentre le auto ibride sono più adatte a chi guida prevalentemente in città; infine, le auto a benzina, possono rispondere a tutte le situazioni intermedie.

Effettuare l’ispezione e la prova su strada: A questo punto, il lavoro di ricerca è terminato, ma restano da eseguire alcune semplici ma importanti verifiche prima di mettersi al volante. Occorre innanzitutto controllare che l’automobile corrisponda effettivamente alla descrizione, che non abbia subito danni da incidenti stradali e che sia libera da eventuali ipoteche. Nella maggior parte dei casi, i rivenditori di auto usate eseguono questi controlli nell’ambito del processo di vendita.

Spetta, però, anche all’acquirente controllare le condizioni della verniciatura e delle ruote, l’eventuale presenza di graffi all’interno e altri segni indicativi di un cattivo utilizzo. È importante verificare che le condizioni generali dell’auto corrispondano al chilometraggio indicato: un veicolo che ha percorso poca strada ma presenta un volante in pelle molto lucido e consunto dovrebbe far scattare qualche campanello di allarme.

A questo punto, è arrivato il momento della prova di guida, che deve durare almeno mezz’ora e va svolta sul tipo di strade su cui l’automobile viaggerà più spesso. Questa è la fase in cui si può verificare se la posizione di guida è comoda, se le sospensioni affrontano al meglio le irregolarità stradali, se il motore è elastico e se il cambio funziona alla perfezione.

Fare un buon affare: Molte persone non sono brave a trattare, ma quando si tratta di un’automobile usata, contrattando sul prezzo, si possono risparmiare diverse centinaia di euro. Il segreto è mostrare un atteggiamento cortese ma deciso e utilizzare il valore istantaneo di mercato riportato da CarGurus (indicato per tutte le auto usate) per capire se il prezzo proposto è corretto rispetto alle altre opzioni disponibili sul mercato.

Bisogna ricordare sempre che tutti gli optional che vengono proposti, come ad esempio l’assicurazione sulla vernice e la cosiddetta gap insurance contro furto e danno totale, comportano un ampio margine di guadagno per il concessionario, quindi se si vogliono avere queste opzioni è consigliabile fare qualche ricerca online per individuare le offerte più convenienti.

Infine, non bisogna temere di prendersi una pausa. Prima di firmare il contratto di acquisto è opportune tornare con la mente all’inizio del percorso di acquisto, ricordando anche il budget stabilito inizialmente. L’importante è ricordarsi sempre che, in questo settore, se un affare non va in porto subito si possono trovare rapidamente altre occasioni!

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Telecomunicazioni: fatturazione a 28 giorni, gli utenti non devono presentare nessuna richiesta per la restituzione dei giorni erosi

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Nonostante il Consiglio di Stato si sia pronunciato in via definitiva sulla fatturazione a 28 giorni, riconoscendo una volta per tutte il criterio automatico da adottare per l’erogazione dei rimborsi a cui gli utenti hanno diritto, le compagnie telefoniche non si arrendono. Riceviamo continue segnalazioni da utenti a cui le compagnie telefoniche stanno indicando ai clienti di presentare una richiesta ad hoc per ottenere la restituzione dei giorni illegittimamente erosi.

Il comportamento delle aziende di telefonia, ancora di più se reiterato, si sta rivelando come minimo fuorviante. Ribadiamo che il pronunciamento del Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi di Vodafone, Wind-Tre e Fastweb e confermando così quanto disposto da AGCom, che aveva appunto già stabilito che i rimborsi debbano essere automaticamente erogati nelle prossime bollette.

Gli utenti non devono trasmettere alcuna richiesta agli operatori per la restituzione dei giorni sottratti e, come abbiamo sottolineato più volte, non è esatto sostenere che l’erogazione della compensazione sia subordinata alla presentazione di una modulistica ad hoc. Per quanto riguarda TIM il Consiglio di Stato non si è ancora pronunciato, tuttavia ci si aspetta un pronunciamento analogo a quello già emesso per le altre compagnie. Anche in questo caso, però, non è opportuno invitare gli utenti ad inoltrare una richiesta di rimborso, proprio perché solo il Consiglio di Stato può indicare l’iter da intraprendere.

Il comportamento tenuto dai gestori è assolutamente deprecabile e nel caso in cui le aziende stesse continuino a fornire indicazioni errate agli utenti valuteremo la possibilità di rivolgerci direttamente ad AGCom segnalando i fatti. Ancora una volta esortiamo gli utenti a rivolgersi alle sedi Federconsumatori, presenti in tutta Italia, per ricevere informazioni e assistenza.

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Efficienza energetica negli edifici: chiave per contrastare la povertà energetica

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secondo evento promosso nell’ambito dell’Alleanza contro la povertà energetica . Da Redazione Canalenergia.com-16 luglio 2019414

Da sinistra Gilberto Dialuce (Mise), Francesco Vetrò (Gse), Agnese Cecchini (Canale Energia)

Promuovere l’efficienza energetica negli immobili può favorire grossi risparmi agli italiani, incrementare la qualità di vita dell’inquilino e migliorare il decoro urbano. Innanzitutto, perché l’energia più pulita ed economica è quella che non si consuma. Poi, perché abitare in una casa sicura e di qualità può ridurre il peso dei costi sociali sulla collettività. A riprova dell’importanza della riqualificazione edilizia del vetusto parco immobiliare italiano è la centralità nella bozza del Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec) inviata a Bruxelles.

Questi i temi al centro del convegno “Prima la casa. Contro la povertà energetica” promosso stamane nella sede del Gse dall’Alleanza contro la povertà energetica e da Prima la Casa.

Efficienza energetica nella governance nazionale ed europea

Migliorare le prestazioni energetiche dell’edificio permette di migliorare la qualità di vita del povero energetico. “Il compito del Gse è quello di assistere i cittadini”, ha evidenziato in apertura del convegno il presidente Francesco Vetrò, e “di creare le condizioni per lo sviluppo sostenibile del Paese”. La “parte più ambiziosa del Pniec”, ha rimarcato Luca Benedetti del Gse, riguarda il target di 9,4 Mtep per il risparmio di energia fissato tra il 2020 e il 2030, il “70 per cento dovrà arrivare dal residenziale e dal terziario”.

La povertà energetica in Europa tocca 50 milioni di famiglie e in Italia 2,2 milioni di abitanti. Per “combattere la povertà energetica non bastano i meccanismi di bonus ma bisogna intervenire sui consumi di energia”, ha spiegato Gilberto Dialuce, DG della Direzione generale per il mercato elettrico, le rinnovabili e l’efficienza energetica, il nucleare al Mise. Il Pniec prevede “dei bonus per ridurre la spesa delle famiglie”, politiche per ridurre la spesa degli utenti, tra cui “la riduzione dell’accisa e una tassazione agevolata” e l’ “efficientamento dell’edilizia popolare”. Misure approvate dalla Commissione Ue che dovranno trovare concretezza nel prossimo triennio. Inoltre, Dialuce ha confermato il lancio di un Osservatorio nazionale sulla povertà energetica, come previsto dal Pniec, che comprenderà soggetti come Istat e Arera e potrebbe aprirsi alle associazioni dei consumatori, per prima Adiconsum.

Il valore dell’immobile

Chi vuole acquistare una casa è sempre più attento che sia anche energeticamente efficiente. Riuscire a possedere un immobile, però, è sempre più difficile: “Anche il bravo commercialista fatica a calcolare la tassazione sulla casa”, ha commentato Gian Battista Baccarini di Federazione italiana agenti immobiliari professionali, ed “è difficile avere il netto dell’investimento iniziale”. I dati dell’Osservatorio immobiliare del settore urbano della Fiaip mostrano che l’80 per cento degli italiani è proprietario d’immobile e che il settore immobiliare incide per il 20 per cento sul Pil nazionale. È il quinto anno consecutivo in cui aumentano le compravendite grazie ai tassi di interesse ai minimi storici, ai rendimenti finanziari a segno meno, ai più immobili all’asta e alle locazioni brevi.

Gli strumenti per migliorare l’efficienza energetica delle case

Come riuscire, dunque, a incrementare l’efficienza energetica dell’immobile? Innanzitutto partendo dalla formazione dell’amministratore di condominio quale leva per la cultura dell’efficienza tra i singoli utenti, ha commentato Renato Cremonesi di Cremonesi Groupleva. Alcune imprese vogliono aiutare il cittadino a orientarsi tra gli strumenti di finanziamento esistenti. Genera Group illustra alle famiglie che vivono in condominio le diverse possibilità di cessione del credito, come spiegato da Filippo Ghirelli. Auxilia finance fa consulenza del credito gratuita per individuare l’investimento ideale alla riqualificazione edilizia: “Vogliamo promuovere un cambiamento culturale di ricorso al credito“, ha evidenziato Alessandro Bonucci. Enel X sta spingendo la ristrutturazione usando, come spiegato daSimone Benassi, strumenti più o meno consolidati. Tra quelli più innovativi c’è l’indice che misura il grado della circular economy dell’edificio o il demand/response, meccanismo con cui il singolo utente può offrire nuovi servizi alla rete elettrica sfruttando la colonnina di ricarica intelligente della e-car. Progetti innovativi che sposano la visione della smart city proposta da Luigi Gabriele di Adiconsum in cui le case sono stampate in 3D e si vive in spazi urbani dove la qualità dell’abitazione sposerà sempre di più la qualità urbana.

Progetti futuri

Per spingere la riqualificazione energetica del parco immobiliare italiano “stiamo mettendo a punto metodologie automatizzate per la standardizzazione e la suddivisione in classi degli edifici”, ha dichiarato Iliaria Bertini dell’Enea. Inoltre, “ci stiamo concentrando sull’aggregazione della domanda” e sulla “condivisione dei dati per favorire le decisioni dei policy maker”.

Gli operatori sono attenti alla riqualificazione dell’esistente e al superamento delle difficoltà riscontrate sul campo: “C’è una legge sul consumo di suolo” ma ne manca una “sulla ricostruzione“, ha evidenziato Paolo Righi di Fiaip.

Per fare il salto di qualità “serve una regia che metta a sistema tutte le varie misure di sostegno per aumentare l’efficienza energetica e combattere la povertà energetica”, ha commentatoPierpaola Pietrantozzi di Adiconsum. A farle eco il presidente dell’associazione consumatori nel suo discorso conclusivo, Carlo De Masi, ricordando come prevenire e contrastare la povertà energetica sia possibile adottando una strategia preventiva e sinergica: “Serve sinergia fra consumatori, istituzioni, aziende per informare e formare e rendere consapevoli i consumatori”, ha commentato. L’obiettivo, ha concluso De Masi, è di presentarsi al Governo con una strategia risolutiva e propositiva che riunisca progetti come l’Alleanza per la povertà energetica e Prima la casa.

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