Ilaria Ammirati, collaboratrice puntigliosa, incalza a rilancia. “Non ho detto solo che Enrico Mattei avrebbe risolto in 24 ore il problema della rimozione del treno deragliato. Ho detto che Mattei avrebbe risolto anche il problema del binario unico e dell’efficienza dei treni, dei comfort dei vagoni, altro che la Freccia Bianca!…
Giusto, concordo e spiego le radici di questo tormentone, l’unico in positivo, che andiamo facendo sul Mattei, fondatore dell’Eni. . Qui, “Alle 5 della sera”, io e i miei compagni di lavoro consideriamo Mattei come un cult, il miglior manager italiano di sempre. Penso anch’io che Mattei, se ai suoi tempi fosse stato alle Ferrovie (ma chissà, forse anche nel suo ruolo di leader dell’Eni, come patriota e sponsor) avrebbe risolto il problema scandaloso del binario unico della linea ferroviaria nella Liguria di ponente. Ma vado oltre: a mio parere, se ieri e oggi ci fosse stato e ci fosse un Mattei nel Sistema Italia (nella politica o nel grande management, non ci troveremmo in queste condizioni miserevoli.
Ordunque, mi è venuta voglia di scrivere un “pamphlettino” con il titolo, “Qui ci vorrebbe un Mattei”, che dice tutto. E da questa modesta postazione chiedo a Scaroni o, senza scomodarlo, al formidabile Lucchini di autorizzarmi a consultare gli archivi dell’Eni. Ringrazio anticipatamente, per l’attenzione. Di recente, ci sono state importanti commemorazioni nell’anniversario della sua tragica morte. Mi ricavai uno spazio per un libello, “Il cuore di Mattei”, sulla sua riservatissima vita privata. Ma oggi penso che sarebbe interessante un librino sulla qualità e – insisto – il patriottismo (eroico, espresso fino a farsi uccidere da coloro a cui aveva pestato i piedi) di Enrico Mattei, come riferimento esemplare su ciò che si potrebbe fare, ispirandosi alla sua efficienza e rapidità di decisioni, nonchè al suo orgoglio e alla sua non flessibile spina dorsale. I tempi sono cambiati, eppure ci sono anche alcuni politici e anche alcuni manager (a cominciare, ripeto anche questo, dal responsabile delle Ferrovie) che potrebbero e saprebbero fare, e a tutti gioverebbe ispirarsi alla storia di Mattei. Il quale contribuì in maniera determinante al risanamento dell’Italia nel secondo dopoguerra: non voglio e non posso credere che non ci siano possibilità di reagire alla crisi italiana, comunque spaventosa, di oggi. Escludo che potremo risolverla con le improvvisazioni e con lo stile nazionale dei compromessi in salsa dorotea, dei rinvii, della mancanza di autorevolezza.
Di Cesare Lanza da ” Alle 5 della sera” del 24 gennaio 2014