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Ryanair, dovevano andare a Bari sono arrivati a Lamezia. Altri guai per il vettore Low Cost?

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Volo Ryanair Torino – Bari del 06 gennaio u.s.: i paseggeri giungono a destinazione con un giorno di ritardo a seguito del dirottamento dell’aereo a Lamezia Terme, nonostante l’aeroporto di Bari fosse aperto e operativo.

Pronte le iniziative risarcitorie nei confronti del vettore irlandese per il riconoscimento degli indennizzi in favore dei malcapitati passeggeri.

Lecce, 10 gennaio 2016. Un fine settimana da incubo per gli utenti del traffico aereo in transito sugli aeroporti di Bari e Brindisi. Stanno giungendo allo sportello di Codici Lecce più segnalazioni di utenti che denunziano di essere rimasti in attesa per molte ore negli aeroporti italiani, senza ricevere alcuna informazioni sulla durata dei ritardi o, peggio, dovendo sopportare cancellazioni o dirottamenti spesso ingiustificati, oltre alle spese necessarie per il rientro a casa.

E’ il caso dei passeggeri del volo Ryanair 8715 Torino – Bari del 6 gennaio u.s., partito con circa quattro ore di ritardo dall’aeroporto internazionale di Torino Caselle e giunto alle 23.30 circa a Lamezia Terme, a seguito del dirottamento del volo: il pilota, nei pressi dell’aeroporto di Bari, dapprima annunciava un ritardo nell’atterraggio per dare la precedenza ad un altro aereo e, in seguito, la deviazione del volo a Lamezia Terme.

Dopo circa un’ora di attesa all’aeroporto di Lamezia T., i passeggeri venivano finalmente avvisati che sarebbero giunti alcuni pullman entro un’altra ora, mezzi che arrivavano verso l’una di notte e, peraltro, risultavano insufficienti a far salire a bordo tutti i passeggeri, dovendo trasportare anche i viaggiatori di un altro aereo dirottato, proveniente da Bologna.

Alcuni passeggeri, con bambini stremati al seguito e preoccupati per le condizioni delle strade interne e dalla prospettiva di affrontare un viaggio lungo, difficoltoso e pericoloso, decidevano di trascorrere la notte in albergo a Lamezia, sopportando ogni spesa relativa al pernottamento e al disagevole rientro a Bari, con pullman da Lamezia a Napoli e viaggio in treno con scalo alla stazione di Caserta. Così, alla fine di questa odissea, i viaggiatori giungevano stremati e influenzati a destinazione solo alle 22.00 del 07 gennaio, ossia con oltre un giorno di ritardo rispetto al preventivato.

Un vero e proprio incubo che non trova giustificazione solo nelle cattive condizioni atmosferiche, visto che l’aeroporto di Bari era regolarmente operativo e altri voli (anche dello stesso vettore) erano regolarmente atterrati la sera dell’Epifania.

Evidenzia l’avv. Stefano Gallotta, segretario di Codici Lecce, che “in base al Regolamento CE n. 261/2004, i vettori aerei sono tenuti a corrispondere una compensazione pecuniaria ai passeggeri in caso di arrivo a destinazione con oltre tre ore di ritardo, compensazione che, per il volo in questione, è di Euro 250 pro capite, oltre al rimborso per tutte le spese sostenute in conseguenza del ritardo (albergo, treno, pasti ecc.) e al danno extracontrattuale determinato dai gravi disagi patiti, riconosciuto dalla recente giurisprudenza di merito. Infatti – prosegue l’avv. Gallotta – il vettore aereo è esonerato da responsabilità solo ove dimostri che i ritardi siano imputabili a circostanze realmente imprevedibili ed eccezionali, inevitabili pur adottando tutte le misure opportune (è il caso, ad esempio, dei disagi conseguenti all’eruzione del vulcano in Islanda del 2010, che determinò la chiusura dello spazio aereo europeo): ma tali non possono ritenersi i disagi legati alla vicenda narrata, agevolmente evitabili dal vettore in quanto l’aeroporto di Bari Palese era regolarmente operativo”.

In merito alle cancellazioni e ai ritardi di questi giorni, premesso che occorrerà valutare la sussistenza di responsabilità a carico delle compagnie aeree per ogni singolo caso, si invitano i viaggiatori a non tener conto delle emaildeterrenti” inviate dai vettori aerei che, il più delle volte, respingono ogni richiesta di risarcimento anche a fronte di responsabilità palesi e inconfutabili

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Consumatori

MUTUI PRIMA CASA- Appello ADICONSUM al Governo: rifinanziare presto

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Appello di Adiconsum al Ministro dell’Economia, Giovanni Tria:
rifinanziare al più presto il Fondo Consap per l’acquisto della prima casa.
Nessun onere a carico dello Stato per il rifinanziamento

15 gennaio 2019 – Sulla nostra pagina facebook continuano ad arrivare numerose richieste di consumatori in merito al rifinanziamento del Fondo Consap per l’acquisto della prima casa, lamentando anche il fatto che, a dispetto delle esigue risorse rimaste ma comunque ancora presenti, alcuni istituti di credito stanno declinando le domande di accensione dei mutui con questa modalità già da alcuni mesi – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale.

Lo scorso novembre – prosegue Danilo Galvagni, Vice Presidente di Adiconsum –  ci eravamo attivati lanciando l’allarme sull’imminente esaurimento delle risorse del Fondo Consap, inviando una lettera al Ministro, Giovanni Tria, chiedendo, oltre  ad un intervento urgente di rifinanziamento, anche l’apertura di un Tavolo con tutti gli stakeholder, comprese le Associazioni Consumatori, per omogeneizzare le regole e aumentare le opportunità. Questa lettera, purtroppo, al momento è ancora disattesa.

Il Fondo di garanzia Consap – continua Galvagni – ha svolto in questi anni un duplice ruolo: di tutela sociale, da un lato, permettendo l’accesso al credito anche a quelle persone prive di determinati requisiti (si pensi in primis al lavoratore con contratto di lavoro atipico) e di volano nel settore dell’edilizia, dall’altro.

Rivolgiamo, quindi, un appello al Ministro dell’Economia Tria – conclude De Masi – affinché intervenga al più presto per rifinanziare il Fondo, considerato che tale operazione non richiede alcun onere a carico dello Stato.

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Consumatori

Guerra TAXI vs NNC, secondo l’antitrust va liberalizzato il settore

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è stata sentita in audizione informale dinnanzi alla IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera dei Deputati in merito al disegno di legge di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2018, n. 143 “Disposizioni urgenti in materia di autoservizi pubblici non di linea”. 
Nel corso dell’audizione è stato evidenziato come nel settore della mobilità non di linea si sia sviluppata nei tempi più recenti una domanda molto estesa e diversificata di servizi che tende a non distinguere più tra attività soggette a obblighi di servizio pubblico (taxi) e attività di mercato (NCC) e che, legata ad un concetto di mobilità urbana di tipo intermodale di servizi, fa ampio ricorso ai nuovi strumenti resi possibili dall’innovazione tecnologica.

In questo quadro, qualunque riforma organica della disciplina di settore dovrebbe avere quale obiettivo ultimo il pieno soddisfacimento delle nuove esigenze dei consumatori, affinché gli stessi possano trarre pieno beneficio dalle innovazioni tecnologiche e dai mutamenti intervenuti nelle modalità di offerta dei servizi.

A tale riguardo, l’Autorità ha posto in luce come le modifiche introdotte dal Decreto in via di conversione non appaiano andare nella direzione auspicata. Il mantenimento infatti di vincoli nelle modalità di prenotazione dei servizi e delle restrizioni territoriali all’offerta di servizi NCC, unitamente all’inutilizzabilità delle piattaforme tecnologiche e alla moratoria nel rilascio di nuove autorizzazioni, tenderà a rendere sempre più difficile l’incontro della domanda e dell’offerta, con l’effetto di deprimere il benessere dei consumatori finali in termini di minore ampiezza e qualità dei servizi offerti e di prezzi più elevati.

        Sulla base di tali considerazioni, l’Autorità ha ribadito il proprio favore a un disegno di riforma complessiva della normativa del settore della mobilità non di linea secondo le linee avanzate nelle sue numerose segnalazioni in senso pro-concorrenziale e nel rispetto rigoroso del principio di proporzionalità.

Nelle more di tale processo di riforma, l’Autorità ha sottolineato la necessità di procedere, in sede di conversione, a modificare quelle parti del Decreto idonee a mantenere o addirittura a rafforzare ingiustificate restrizioni concorrenziali nel settore della mobilità non di linea.

In particolare, l’Autorità ha suggerito di: i) eliminare ogni limitazione alle modalità di prenotazione del servizio di NCC; ii) abrogare le norme della legge n. 21/92 che di fatto determinano restrizioni territoriali all’operatività delle imprese NCC; iii) abrogare la norma che introduce una moratoria al rilascio di nuove autorizzazione NCC sino alla realizzazione del registro nazionale.

Roma, 16 gennaio 2019

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Consumatori

CONSOB: verso la nomina di Marcello Minenna. OK dei consumatori

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16 gennaio 2019 – Esprimiamo soddisfazione per le dichiarazioni dei leaders di maggioranza di voler procedere alla copertura della presidenza della Consob, già dal prossimo Consiglio dei Ministri, indicando nella persona di Marcello Minenna, il candidato da nominare.

Consideriamo il prof. Minenna, la sua storia personale e la sua indipendenza dalla politica e dai poteri finanziari, una figura di garanzia per i risparmiatori e per i cittadini tutti, al fine di contrastare le distorsioni e le problematiche che si sono determinate, spesso causate dal potere delle elite finanziarie. 

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