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SAFER INTERNET DAY 2019 I trucchi ADICONSUM per navigare in sicurezza

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Navigare in internet in sicurezza e legalità si impara.
E poi serve consapevolezza e buon senso

Adiconsum pubblica i suoi consigli su

Come navigare in internet in sicurezza
Come usare correttamente i social
Come scaricare un’app in modo sicuro


5 febbraio – Secondo gli ultimi dati pubblicati da Audiweb, nello scorso mese di novembre 2018, 42,6 milioni di italiani hanno navigato in internet, pari al 71,3% della popolazione.

Navigare in Rete è divertente, è un’opportunità, permette di espandere i propri orizzonti e fin qui tutto bene. Il problema vero è un altro: i consumatori navigano in internet in sicurezza? Tutelano efficacemente i propri dati?

In occasione del Safer Internet Day 2019, Adiconsum ha redatto 3 brevi guide di consigli su come navigare in maniera protetta in internet, come usare correttamente i social e come scaricare in sicurezza un’app.
Consigli Adiconsum sulla navigazione in internet●      Mantieni protetto il tuo pc, usando aggiornamenti automatici, firewall, antivirus e antispam
●      Utilizza password sicure (con più di 8 caratteri con lettere maiuscole, minuscole e numeri). Non usare la stessa password per siti diversi. Custodiscile al sicuro
●      Non conservare i tuoi dati riservati personali (carta d‘identità, foto di bancomat e carte di credito e di foglietti con password, ecc.) sul computer, ma solo su supporti rimovibili (es. hard disk esterno, pen drive, ecc.)
●      Non visitare siti compromessi. Verifica gli indicatori di sicurezza della pagina (la scritta https e il simbolo del lucchetto)
●      Non accettare “cookie” in grado di tracciare il tuo profilo, a meno che non sia strettamente necessario
●      Chiediti se il servizio a cui vuoi accedere, in cambio della disponibilità dei tuoi dati, sia così importante da barattarli. Consigli Adiconsum sull’uso dei social●      Controlla le impostazioni relative alla privacy del social
●      Prima di postare PENSA e SELEZIONA quello che vuoi realmente pubblicare o condividere. Non pubblicare nulla di personale o riservato! Consigli Adiconsum su come installare un’App●      Scarica l’App solo dagli store ufficiali (Google Play per i sistemi Android e App Store per i macOS). In questo modo puoi limitare che i malware infettino il tuo smartphone. Puoi anche disattivare, dalle impostazioni del telefono, la possibilità di installare App da altri store
●      Verifica chi è lo sviluppatore e scarica App solo da quelli affidabili, dando un’occhiata all’elenco delle App che hanno pubblicato e ai loro riferimenti di contatto
●      Leggi le recensioni degli altri per testarne la validità
●      Leggi bene le caratteristiche dell’app che ti accingi a scaricare. Il suo funzionamento potrebbe essere diverso dalle tue necessità o diverso da quelle che avevi compreso
●      Verifica quali informazioni sono necessarie per il suo funzionamento. A seconda dei casi, infatti, dovrai accettare di condividere qualcosa per farla funzionare. Ad esempio, se devi installare un’app che deve fungere da navigatore, ti verrà richiesto l’utilizzo della tua posizione GPS, che dovrai condividere, ma è chiaro che se l’applicazione nel corso della sua installazione ti richiede l’accesso alla tua rubrica dei contatti telefonici, devi cliccare su NO! Il Progetto “Peers Say NO”Il tema della corretta navigazione in internet non è solo una questione di sicurezza, ma anche di legalità, che si insegna a partire dalla scuola. 

Per il progetto europeo “PEERS SAY NO” (I ragazzi dicono NO) sull’educazione alla legalità rispetto alla proprietà intellettuale (diritto d’autore e copyright), alla contraffazione, alla pirateria online, di cui è capofila, Adiconsum ha incontrato 765 ragazzi dell’Istituto Comprensivo di Via Micheli (Roma), i quali, attraverso dei laboratori creativi hanno realizzato con i propri insegnanti numerosi materiali tra video, canzoni, poesie e TG sul tema, rivolti ai loro coetanei, presentati al MAXXI di Roma l’11 gennaio scorso.

Per il progetto, condotto in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Via Micheli (Roma), Consumedia e il portale Skuola.net, e finanziato da EUIPO-Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, Adiconsum ha realizzato anche dei cartoon sui rischi che si corrono in caso di uso di streaming e download illegali e il valore del diritto d’autore. Streaming illegaleDownload illegale

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Calcio 2018/19, sanzioni per 7 milioni di euro a SKY per pubblicità ingannevole e pratica aggressiva

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COMUNICATO STAMPA


L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso l’istruttoria avviata nei confronti di SKY Italia, accertando due violazioni del Codice del Consumo e irrogando alla società sanzioni per complessivi 7 milioni di euro.

L’Autorità ha rilevato che SKY non ha fornito informazioni chiare e immediate sul contenuto del pacchetto Calcio per la stagione 2018/19, lasciando intendere ai potenziali nuovi clienti che tale pacchetto fosse comprensivo di tutte le partite del campionato di serie A come nel triennio precedente.

Il consumatore appassionato di calcio, pertanto, in assenza di informazioni che veicolassero immediatamente e con la dovuta rilevanza i contenuti dell’offerta e in particolare le limitazioni sul numero di partite disponibili (7 su 10 per ciascuna giornata di campionato), sarebbe potuto facilmente incorrere nell’errore di ritenere compreso nel pacchetto SKY Calcio l’intero campionato di calcio di serie A, assumendo così una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso, ossia l’attivazione dell’abbonamento a tale servizio per la stagione calcistica 2018/19.

L’Autorità ha inoltre accertato che SKY ha attuato una pratica aggressiva in quanto ha esercitato un indebito condizionamento nei confronti dei clienti abbonati al pacchetto SKY Calcio, i quali, a fronte di una rilevante ridefinizione dei suoi contenuti (riduzione del 30% delle partite di serie A e cancellazione dell’intero torneo di serie B) non sono stati posti nella condizione di poter assumere liberamente una decisione in merito al mantenimento o meno del pacchetto. Gli abbonati a tale servizio sono stati costretti a scegliere tra due possibilità, entrambe svantaggiose, ossia la prosecuzione degli addebiti, tra l’altro in misura invariata, nonostante il contenuto diverso e ridotto del pacchetto rispetto a quello originariamente scelto, oppure il recesso dal contratto a titolo oneroso, con il pagamento di penali e/o la perdita di sconti e promozioni connessi alle offerte con vincolo di durata minima.

Roma, 18 febbraio 2019

www.agcm.it

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Accordo Eni e RenOils per incrementare la raccolta degli oli alimentari usati e di frittura

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L’accordo prevede anche la realizzazione di campagne di informazione ed
educazione ambientale per raccontare i vantaggi dell’utilizzo di oli esausti per la produzione di carburanti alternativi a quelli fossili

Roma, 14 febbraio 2019 – Eni e RenOils, Consorzio nazionale degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti, costituito nel 2016 con lo scopo di assicurare la corretta gestione della raccolta, del trasporto, dello stoccaggio, del trattamento e il riutilizzo degli oli vegetali e dei grassi animali esausti, hanno sottoscritto oggi un accordo di collaborazione volto a favorire il recupero degli oli vegetali esausti.
Eni, che attualmente utilizza circa il 50% degli oli alimentari usati disponibili in Italia, grazie anche alle aziende di rigenerazione aderenti a RenOils amplierà la possibilità di impiegare questi rifiuti per produrre biocarburante di alta qualità nella bioraffineria di Venezia, a Porto
Marghera, e a breve anche a Gela.
La lettera di intenti, sottoscritta oggi da Giuseppe Ricci, Chief Refining & Marketing Officer di Eni, e dal Presidente di RenOils Ennio Fano, prevede anche la realizzazione di campagne di informazione ed educazione ambientale per raccontare i vantaggi dell’utilizzo di oli esausti
per la produzione di carburanti alternativi a quelli fossili e di progetti di sensibilizzazione delle associazioni di categoria, dei consumatori e ambientaliste.
L’obiettivo è incrementare la raccolta e il corretto conferimento: oggi gli oli esausti prodotti a livello domestico sono quasi interamente dispersi. Nel 2018 sono state raccolte circa 75.000 tonnellate di olio alimentare di scarto, quasi esclusivamente prodotte dal settore della ristorazione e dell’industria, che rappresentano solo il 25% dell’olio prodotto in Italia, che ammonta a circa 280.000 tonnellate all’anno.
La maggior parte della produzione avviene quindi nelle case, e lo smaltimento avviene per lo più negli scarichi perché la maggior parte dei cittadini non sa che eliminare gli oli di frittura attraverso la rete fognaria può comportare gravi conseguenze ambientali. Oltre a intasare il sistema di scarico domestico e delle reti fognarie con incremento dei costi di manutenzione, lo smaltimento attraverso la rete fognaria pregiudica il corretto funzionamento dei depuratori, aumentando i costi di depurazione. Un litro di olio genera fino a 4 kg di fanghi di depurazione che dovranno poi essere gestiti come rifiuto, può giungere alle falde e rendere l’acqua non
potabile e crea inquinamento delle acque superficiali, cioè laghi, fiumi e mare con danni all’ecosistema, alla flora e alla fauna. Se disperso in acqua forma un “velo” che impedisce ai raggi solari di penetrare, causando ingenti danni all’ambiente.
RenOils ha l’obiettivo di contribuire in modo efficiente e partecipato alla gestione del sistema del riciclo degli oli esausti in Italia, incrementandone la raccolta. A oggi, sono 254 le associazioni e le imprese della filiera associate, a partire dai produttori di olio per uso alimentare, ai riciclatori e ai recuperatori del rifiuto. Il Consorzio agisce in mutualità per il conseguimento degli obiettivi ambientali che il Ministero dell’Ambiente (dal quale ha ottenuto il riconoscimento nel 2018) ha fissato per il settore. RenOils ha realizzato, in collaborazione l’Università di Roma Tor Vergata, il primo sistema di monitoraggio del comparto degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti (R_O_S) che opera su base geografica ed è fruibili all’interno di una piattaforma web. Questo tracciamento è di fondamentale importanza ai fini dell’accordo con Eni per l’impiego degli oli vegetali esausti per la produzione di biocarburante.
L’accordo siglato oggi è un ennesimo tassello delle iniziative di Eni finalizzate a mettere in atto un circuito virtuoso di “economia circolare” per la raccolta di materie di scarto che vengono, una volta purificate e rigenerate, trasformate in biocarburanti di alta qualità presso strutture industriali nazionali, dando piena valorizzazione a una risorsa energetica nazionale.

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Diamanti investiti tramite IDB: invia il Modulo entro l’8 marzo

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8 Febbraio 2019

Torniamo a parlare di diamanti da investimento, un tema che da molto tempo ha causato non pochi problemi ai risparmiatori, soprattutto se consideriamo che, negli ultimi anni, alcuni professionisti del settore, tra cui Intermarket Diamond Business (IDB), sono stati sanzionati dall’Antitrust per aver fornito informazioni poco trasparenti e ingannevoli sull’effettivo mercato di questo bene-investimento.

Pochi giorni fa, Intermarket Diamond Business è fallita e risparmiatori si sono giustamente preoccupati per i propri soldi.

Se hai investito in diamanti tramite IDB, puoi recuperare le tue pietre preziose: infatti, come ha spiegato il Curatore fallimentare, i diamanti dei consumatori non saranno registrati tra i beni sequestrati e quindi potranno essere recuperati ai sensi dell’art 87-bis Legge Fallimentare.

Cosa fare per recuperare le pietre?

È necessario contattare il Curatore fallimentare utilizzando l’apposita casella PEC di riferimento f41.2019milano@pecfallimenti.it e allegare la seguente documentazione:

  • Modulo di richiesta compilato
  • Copia del contratto di acquisto
  • Copia del codice identificativo della pietra
  • Copia del contratto di deposito.

Attenzione: I documenti dovranno essere in formato pdf e ognuno in uno specifico allegato.

Es. Allegato modulo.pdf / Allegato contratto.pdf / Allegato codice.pdf /Allegato contratto.pdf

Entro quando?

  • L’ultima data utile per l’invio del Modulo di richiesta è: Venerdì 8 marzo.

IMPORTANTE: Se non hai una casella PEC o hai bisogno di assistenza, rivolgiti alle sedi territoriali Adiconsum e fai valere i tuoi diritti.

#FacciamoCrescereTutele

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