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Saldo Imu, Tari e Tasi di Dicembre: chi paga e come

Nel corso di questo mese di Dicembre scadono i pagamenti del saldo delle imposte comunali facenti parte della cosiddetta “IUC”, imposta unica comunale, ovvero Imu, Tari e Tasi.
La questione è articolata e perciò cerchiamo di sintetizzarla al massimo, facendo presente che ogni informazione può essere trovata sui siti istituzionali dei Comuni dove spesso sono anche disponibili programmi utili per il calcolo del dovuto.

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IMU – IMPOSTA MUNICIPALE
E’ la classica imposta patrimoniale sugli immobili, sostitutiva dell’ICI. Le regole di legge per il 2014 sono le stesse del 2013.
Chi paga: paga il proprietario o comunque il titolare di altro diritto reale (usufrutto, uso, etc.) sull’immobile. Non coinvolge in alcun modo eventuali occupanti diversi da questi soggetti (come per esempio inquilini , comodatari, etc.). Grava sulle seconde case oltre che sugli immobili ad uso diverso dalle abitazioni (fondi, negozi) e sulle aree fabbricabili e i terreni agricoli (esclusi quelli montani, per i quali dovrebbe scattare una proroga – 1). Le prime case, intese come case di abitazione, sono esenti escluse quelle di lusso, le ville i castelli.
Quando si paga: per tutti entro il 16/12/2014; l’acconto del 16/6 andava calcolato utilizzando le aliquote del 2013 mentre il saldo va calcolato a conguaglio sulla base delle aliquote e detrazioni del 2014 approvate dai Comuni e pubblicate entro il 28/10 sul sito del Ministero delle finanze (www.finanze.it). In caso contrario (nessuna delibera o pubblicazione della stessa dopo il 28/10) anche la rata di saldo può essere calcolata sulla base delle aliquote e detrazioni deliberate per il 2013.
Il Comune di Firenze ha approvato la delibera il 28/7/2014 confermando per il 2014 le stesse aliquote del 2013.
Come si paga: il calcolo del dovuto, a carico del contribuente, dev’essere fatto utilizzando come base imponibile la rendita catastale rivalutata e moltiplicata per alcuni coefficienti; il pagamento si esegue con modello F24. Sui siti dei Comuni si trovano non di rado programmi che eseguono, con l’immissione di alcuni dati, sia il calcolo che la compilazione del modello F24.

TARI – TASSA SUI RIFIUTI
E’ la tassa sui rifiuti che dal 2014 sostituisce la TARES.
Chi paga: il detentore dell’immobile (proprietario, affittuario, usufruttuario, etc.).
Quando si paga: le scadenze le decide il Comune, prevedendo almeno due rate a cadenza semestrale con possibilità di pagare tutto entro il 16/6. L’acconto dovrebbe in genere esser scaduto tra fine Maggio e Giugno, calcolato probabilmente in base a quanto pagato nel 2013, perché la scadenza per l’approvazione delle tariffe per il 2014 è stata il 31/7/2014. Alcuni Comuni, con lo stesso criterio, potrebbero aver previsto anche un secondo acconto.
Il saldo dovrebbe scadere in questo mese, calcolato a conguaglio con le tariffe approvate per il 2014. Per il Comune di Firenze scadrà il 31/12/2014.
Come si paga: nella maggioranza dei casi il Comune invia bollettini postali precompilati a casa, ma potrebbero anche essere utilizzabili altri mezzi di pagamento (modello F24, pagamenti telematici, etc.).
Fonte di informazioni è l’ufficio tributi del Comune, il sito dello stesso o la delibera pubblicata sul sito del Ministero delle finanze (2)

TASI – TASSA SUI SERVIZI INDIVISIBILI
E’ la tassa sui servizi indivisibili che dal 2014 sostituisce la maggiorazione della TARES e che è andata di fatto a sostituire l’IMU sulle prime case (di abitazione).
Chi paga: il soggetto obbligato è il possessore dell’immobile, proprietario o titolare di altro diritto di godimento (usufrutto, uso, etc.). Se l’immobile fosse occupato da persona diversa dal possessore (tipico esempio l’inquilino in un contratto di affitto), a quest’ultimo potrebbe spettare parte del pagamento, decisa dal Comune tra il 10 e il 30% dell’imposta totale.
Gli immobili colpiti sono quelli previsti dalle delibere comunali, che devono però rispettare il criterio secondo cui IMU+TASI non devono superare i tetti di legge delle aliquote IMU maggiorati dello 0,8 per mille totale (per esempio, se decidono di colpire unicamente le abitazioni principali non di lusso, l’aliquota non deve superare il 3,3 per mille).
Quest’ultima soluzione è stata scelta dal Comune di Firenze che ha fatto gravare la TASI solo sugli immobili NON colpiti da IMU (le prime case) con l’aliquota massima ma senza coinvolgere gli eventuali inquilini.
Quando si paga: per il 2014 è stato previsto che l’acconto (del 50%) potesse scadere il 16/6 oppure il 16/10 a seconda della data di pubblicazione sul sito del Ministero delle finanze delle delibere comunali che fissano le aliquote per il 2014 (vedi questo articolo – 3).
Il saldo scade per tutti al 16/12/2014 con alcune differenze:
– nei Comuni che hanno pubblicato (sul sito del Ministero delle finanze www.finanze.it) le delibere entro il 18/9 si tratta di un saldo vero e proprio, ovvero va versata l’altra metà del dovuto;
– nei Comuni che NON hanno pubblicato le delibere entro il 18/9, non essendo stato versato alcun acconto, il pagamento del 16/12 è unico e riguarda tutta la Tasi dovuta per il 2014 calcolata applicando l’aliquota base di legge dell’1 per mille senza detrazioni. L’eventuale occupante diverso dal proprietario in questo caso contribuisce pagandone il 10%.

Si ricorda che il calcolo del dovuto, a carico del contribuente, dev’essere fatto utilizzando come base imponibile la stessa utilizzata per l’IMU (rendita catastale rivalutata e moltiplicata per alcuni coefficienti); il pagamento si esegue con modello F24 o con apposito bollettino postale. Sui siti dei Comuni si trovano non di rado programmi che eseguono, con l’immissione di alcuni dati, sia il calcolo che la compilazione del modello F24.

Attenzione! Riguardo ai pagamenti con modello F24 sono entrate recentemente in vigore alcune novità:
– se il pagamento supera 1.000 euro si può effettuare solo per via telematica (home banking, banche online, etc.)
– stessa cosa se c’è una compensazione (importi a credito decurtati dal dovuto), con la particolarità che se la compensazione porta il dovuto a zero l’F24 va “trasmesso” attraverso il servizio telematico dell’Agenzia delle entrate (fiscoonline o entratel). Per approfondimenti si veda qui.

Per approfondimenti sulle singole imposte si veda la scheda pratica
La nuova IUC (imposta unica comunale) comprendente IMU, TARI e TASI: una guida: http://sosonline.aduc.it/scheda/nuova+iuc+imposta+unica+comunale+comprendente+imu_22057.php

1) Il Sole 24 Ore (clicca qui)
2) Finanze.it (clicca qui)
3) Aduc (clicca qui)

Rita Sabelli, responsabile Aduc per l’aggiornamento normativo

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Finanziamenti condizionati a polizze assicurative, avviate istruttorie per presunte pratiche commerciale scorrette su Agos, Findometic e Cardif

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, anche a seguito di una segnalazione dell’IVASS, ha avviato due distinti procedimenti istruttori per presunte pratiche commerciali scorrette nei confronti:
•    della società finanziaria Agos Ducato S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Vita, Cardif Assurance Vie s.a.;
•    dell’istituto di credito Findomestic Banca S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Danni, Cardif Assurances Risques Divers s.a..

Oggetto degli approfondimenti sono due autonome condotte poste in essere rispettivamente dalle citate società erogatrici dei finanziamenti e dalle predette compagnie di assicurazione.

Secondo l’ipotesi istruttoria, Agos Ducato S.p.A. e Findomestic Banca S.p.A. avrebbero condizionato, di fatto, la concessione a favore dei consumatori di prestiti personali alla sottoscrizione da parte degli stessi di polizze assicurative prive di connessione con il finanziamento, realizzando in tal modo una “pratica legante” tra i prodotti bancari e assicurativi, in violazione degli artt. 24 e 25, comma 1, lett. a), del Codice del Consumo. Tali condotte sarebbero idonee a limitare considerevolmente la libertà di scelta dei consumatori in relazione ai prodotti di finanziamento in questione, nella misura in cui le imprese prospettano ai consumatori – intenzionati a richiedere prestiti – di poter accedere a questi ultimi solo sottoscrivendo le menzionate polizze assicurative, che nulla hanno a che vedere con il finanziamento, attuando un abbinamento forzoso tra le due tipologie di prodotti.

Dal canto loro, Cardif Assurance Vie s.a. e Cardif Assurances Risques Divers s.a. avrebbero posto in essere condotte contrarie alla diligenza professionale e idonee a falsare in misura apprezzabile il comportamento del consumatore, in violazione dell’art. 20, comma 2, del Codice del Consumo. Segnatamente, esse, pur essendo venute a conoscenza dell’abbinamento forzoso tra le proprie polizze assicurative e i finanziamenti erogati, rispettivamente, da Agos Ducato S.p.A. e Findomestic Banca S.p.A., avrebbero rifiutato la restituzione richiesta da parte di consumatori in sede di estinzione anticipata dei finanziamenti delle quote parti dei premi delle polizze assicurative de quibus, motivando il rifiuto con l’assenza di connessione tra le due tipologie di prodotti: nel far ciò, le due compagnie non avrebbero attuato nei confronti delle finanziarie alcuna attività di verifica circa gli abbinamenti forzosi e, in via generale, di monitoraggio e controllo circa la modalità di collocamento dei prodotti assicurativi in questione.

Per accertare queste condotte, nella giornata di oggi, 18 aprile 2018, i funzionari dell’Autorità hanno eseguito una serie di ispezioni nelle sedi delle suddette società, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Roma, 18 aprile 2018

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Il packaging alimentare lo paga comunque il consumatore. Frutta e verdura sfusa o imballata?

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La novità dei sacchetti dell’ortofrutta a pagamento ha orientato le abitudini d’acquisto dei consumatori sulla scelta di alimenti confezionati, ma CODICI avverte, anche l’imballaggio si paga.

L’applicazione della normativa europea, che a partire da Gennaio scorso ha fatto sì che i sacchetti dell’ortofrutta siano diventati a pagamento (da 0,1 a 0,3 centesimi), ha influenzato sicuramente alcune abitudini d’acquisto da parte dei consumatori che si sono ritrovati a prediligere frutta e verdura confezionata in vaschette di plastica, polistirolo o cartoncino.

Naturalmente anche questi imballaggi sono a carico dei consumatori, sebbene il costo non venga percepito in maniera diretta, bensì sia inserito nel prezzo finale. Il prodotto confezionato risulta, a conti fatti, addirittura più caro.

Per quanto riguarda l’impatto ambientale, è evidente che l’ortofrutta in vaschette e coperta dal film plastico ha un peso notevole e comporta tempi di smaltimento più lunghi. La cosa migliore sarebbe non tanto quella di concentrarsi sui nuovi sacchetti biodegradabili, che da una recente parere del Consiglio di Stato sembra si potranno portare da casa, ma cercare di migliorare la sostenibilità e ridurre l’impatto ambientale di questi contenitori.

Considerando il problema della sostenibilità del packaging utilizzato per frutta e verdura, è nata la campagna social “Svesti la Frutta” (#svestilafrutta), lanciata dal portale greenMe.it. I promotori si sono chiesti: quanto abbia senso confezionare frutta e verdura, che già per natura grazie alla buccia hanno una loro protezione, e invitano a lottare in maniera attiva (e social) contro l’abuso degli imballaggi in plastica. L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica, i produttori e le catene della grande distribuzione per favorire un’inversione di tendenza che rispetti l’ambiente e limiti gli sprechi, che Codici non può far altro che appoggiare.

 

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#Telemarketing e #Svuotacarrello ecco a cosa dovete fare attenzione

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Anche oggi(11 aprile 2018), con Salvo Sottile e @mimandarai3 abbiamo cercato di orientare i consumatori nel prestare più attenzione a quello che fanno.

➡️#telemarketing : ancora non è esecutiva la nuova legge che permette di inserire anche i numeri di cellulari nel registro delle opposizioni, ma ricordate che per i fissi questo è già possibile. Il link di riferimento è http://www.registrodelleopposizioni.it
Occhi aperti al nuovo ed aggressivo fenomeno del “trading on line” proposto attraverso la solita chiamata ingannevole.

➡️#svuotacarrello : prestare attenzione a quel che si compra significa non badare solo alle quantità ma anche al contenuto. Lo so è difficile, ma leggere le etichette ci insegna molto più di quello che pensiamo di sapere.
Per la spesa alimentare io mi orienterei al rapporto con un venditore di fiducia. Ma mettere subito in chiaro che se tradisci la mia fiducia, ti lascio e lo dico a quante più persone possibile.

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