La denuncia è cristallina: analisi e cure mediche sono applicate in eccesso. Con conseguenze nefaste in diversi ambiti: costi che lievitano, medici e personale impegnati più a lungo, allungamento delle liste di attesa anche per chi di quegli esami avrebbe davvero bisogno. Uno spreco di tempo e denaro. Talvolta con effetti controproducenti: alcuni esami, quando inappropriati, possono provocare seri danni alla salute.
L’accesso alla diagnostica fai-da-te grazie alle offerte online, attraverso i siti di couponing – è risultato essere un altro canale, nuovo e a portata di click – che può indurre alla diagnostica inutile, come fotografato da una recente inchiesta di Altroconsumo.
Come fare?
Fare di più non significa fare meglio è un progetto promosso dall’associazione Slow Medicine, con la partecipazione di Altroconsumo.
Lo scopo: portare i medici e i pazienti a scegliere con maggiore attenzione, discutendone insieme, le cure e gli esami da prescrivere.
Abbiamo chiesto alle Società scientifiche e a altri professionisti della salute di indicarci alcune pratiche a più alto rischio di eccesso.
Non si tratta certo di abolirle ma di spingere i medici e i pazienti a prenderne atto, discutendo insieme con calma i pro e i contro prima di decidere.
Prima di sottoporti agli esami, confrontati con il tuo medico.
Alcune pratiche mediche a maggior rischio di eccesso:
 

Insonnia: troppe benzodiazepine agli anziani
Bruciori di stomaco: farmaci solo nei casi più gravi
Mal di schiena: la risonanza solo quando serve
Antinfiammatori: meglio usarli con prudenza
Radiografia al torace: non prima di tutti gli interventi
Antibiotici, mai di routine