Il primo elemento di preoccupazione è che il prodotto importato è meno controllato dal punto di vista sanitario ed introdotto a prezzi vantaggiosi rispetto a quelli delle nostre produzioni, ciò per le produzioni italiane può produrre due effetti: una probabile riduzione della coltivazione di riso, o un’eccedenza di produzione.

Il confronto tra il dato europeo di importazione nella campagna 2012/2013 (190.035 tonnellate) e il dato di importazione nella campagna 2008/2009 dimostra un incremento di 179.941 tonnellate (+1783%).

In Italia, paese europeo maggior produttore di riso, si è registrato già nel 2013 un forte abbassamento dei ricavi di circa il 13,6%. Ma l’elemento che maggiormente allarma noi consumatori è che i prodotti provenienti da paesi come la Cambogia e il Myanmar, non offrono sufficienti garanzie in termini di sicurezza alimentare per il consumatore in quanto, le tecniche colturali, il sistema produttivo complessivo ed i controlli non sono adeguati e rispondenti alle norme utilizzate in ambito Ue, esponendo il consumatore europeo ai rischi legati alla mancanza di un corretto controllo sanitario.

Nel nostro territorio la sola provincia di Alessandria ha una produzione risicola pari a circa 2.000 ettari e il Piemonte, regione a forte vocazione risicola non può più accettare che il lavoro delle oltre 2.500 imprese per un totale di 8.000 addetti, sia messo a rischio a causa delle indiscriminate importazioni dall’estero (Cambogia in particolar modo) a seguito dell’azzeramento dei dazi doganali da parte dell’Unione Europea – affermano il presidente e il direttore della Coldiretti alessandrina Paravidino e Moroni – Oggi il nostro Paese è il maggior produttore europeo di riso, con più di 14 milioni di quintali l’anno. E in Italia il primato spetta al Piemonte, con più di 120 mila ettari di risaia con una produzione totale di 8 milioni 500 mila quintali. Il riso costituisce l’esempio classico dei soli 17 centesimi che vanno al produttore agricolo per ogni euro di costo per il consumatore”. Fonte Coldiretti

Il documento emesso da Coldiretti prevede anche un intervento su una rivisitazione dell’operatività delle Borse Merci, oggi capillarmente distribuite sul territorio ma con scarsi esiti in termini di riferimento per il mercato e che il Governo compia una corretta valutazione sull’operatività dell’Ente Nazionale Risi, la cui funzione operativa è da aggiornare.

Durante il semestre italiano di Presidenza UE, Primo Consumo si augura che ci sia attenzione per la nostra risicoltura. Richiediamo interventi necessari finalizzati a regolarizzare il commercio interno, limitando cosi tutte quelle aziende che tendono a internazionalizzare il riso importato. Nello specifico affianchiamo Coldiretti ed il suo Presidente Roberto Moncalvo nella richiesta di adozione di un’etichetta che fornisca informazioni più chiare ai consumatori in modo da consentire una maggiore consapevolezza nella scelta dei prodotti alimentari.