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Sanzioni all’ENI, diciamo la verità si chiamano agevolazioni

Dopo un’indagine durata un anno, il colosso internazionale dell’energia se la cava con un rimborso di 25 euro a testa per i 100mila clienti danneggiati dai disservizi, come la bolletta gas arrivata in ritardo e il conguaglio stratosferico. L’associazione di tutela dei consumatori CODICI si chiede se l’Autorità faccia realmente gli interessi dello Stato

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– Tanto paga pantalone, verrebbe da dire. Eppure di possibilità per richiedere il giusto indennizzo, l’Autorità garante per l’energia nel caso Eni le aveva tutte. E pure il tempo, visto che l’indagine conoscitiva è durata oltre un anno. Alla fine, in base all’impegno richiesto dall’Authority, per risarcire i consumatori che si erano lamentati perché non ricevevano la bolletta in tempo ma si ritrovavano centinaia di euro da pagare per il conguaglio, la multinazionale del cane a sei zampe dovrà sborsare solo 25 euro ciascuno. In tutto, i clienti da rifondare sono più di 100 mila. Una vasta platea a cui l’Eni aveva provocato non pochi grattacapi.
La morale che traiamo è: se un consumatore non riceve la fattura, non si deve preoccupare. Se il conguaglio arriva entro i cinque anni può rateizzare l’importo senza costi aggiuntivi e magari ricevere pura una piccola somma di risarcimento.
“Non è solo l’esiguo rimborso a essere ingiusto – critica Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI – è anche il modus operandi dell’Autorità a lasciare insoddisfatti. In questo modo infatti Eni sposta in avanti dei crediti esigibili milionari e in bilancio iscrive solo il costo del gas acquistato. Lo Stato non incassa il becco di un euro su imposte, IVA e accise varie perché anche se il gas viene erogato, nessuna bolletta viene emessa in tempo”.
“Tutto ciò perché – ricorda Giacomelli – l’azienda si ostina a non leggere in maniera capillare i contatori erogando un servizio che lascia molto a desiderare”.
“Ci chiediamo quindi alla luce del caso Eni se l’Autorità garante per l’energia faccia realmente gli interessi dello Stato e dei consumatori”.
“La procedura avviata dall’Authority – aggiunge Luigi Gabriele, Responsabile Affari Istituzionali CODICI – si è conclusa con una accettazione d’impegni. In parole povere: oramai l’Autorità si è fatta dettare dall’azienda come preferisce risarcire i consumatori per i disagi arrecati”.
“Ricordiamo che a marzo CODICI si è attivata per difendere i diritti di una azienda abruzzese, costretta a mandare a casa 15 dipendenti perché si era ritrovata da pagare due conguagli di oltre 60 mila euro ciascuno inviati dall’Eni”.

Per approfondire:
CODICI partecipa al progetto “Energia: diritti a viva voce” insieme ad altre 18 associazioni di consumatori, clicca qui per leggere i dettagli
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Consumatori

MUTUI PRIMA CASA- Appello ADICONSUM al Governo: rifinanziare presto

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Appello di Adiconsum al Ministro dell’Economia, Giovanni Tria:
rifinanziare al più presto il Fondo Consap per l’acquisto della prima casa.
Nessun onere a carico dello Stato per il rifinanziamento

15 gennaio 2019 – Sulla nostra pagina facebook continuano ad arrivare numerose richieste di consumatori in merito al rifinanziamento del Fondo Consap per l’acquisto della prima casa, lamentando anche il fatto che, a dispetto delle esigue risorse rimaste ma comunque ancora presenti, alcuni istituti di credito stanno declinando le domande di accensione dei mutui con questa modalità già da alcuni mesi – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale.

Lo scorso novembre – prosegue Danilo Galvagni, Vice Presidente di Adiconsum –  ci eravamo attivati lanciando l’allarme sull’imminente esaurimento delle risorse del Fondo Consap, inviando una lettera al Ministro, Giovanni Tria, chiedendo, oltre  ad un intervento urgente di rifinanziamento, anche l’apertura di un Tavolo con tutti gli stakeholder, comprese le Associazioni Consumatori, per omogeneizzare le regole e aumentare le opportunità. Questa lettera, purtroppo, al momento è ancora disattesa.

Il Fondo di garanzia Consap – continua Galvagni – ha svolto in questi anni un duplice ruolo: di tutela sociale, da un lato, permettendo l’accesso al credito anche a quelle persone prive di determinati requisiti (si pensi in primis al lavoratore con contratto di lavoro atipico) e di volano nel settore dell’edilizia, dall’altro.

Rivolgiamo, quindi, un appello al Ministro dell’Economia Tria – conclude De Masi – affinché intervenga al più presto per rifinanziare il Fondo, considerato che tale operazione non richiede alcun onere a carico dello Stato.

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Consumatori

Guerra TAXI vs NNC, secondo l’antitrust va liberalizzato il settore

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è stata sentita in audizione informale dinnanzi alla IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera dei Deputati in merito al disegno di legge di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2018, n. 143 “Disposizioni urgenti in materia di autoservizi pubblici non di linea”. 
Nel corso dell’audizione è stato evidenziato come nel settore della mobilità non di linea si sia sviluppata nei tempi più recenti una domanda molto estesa e diversificata di servizi che tende a non distinguere più tra attività soggette a obblighi di servizio pubblico (taxi) e attività di mercato (NCC) e che, legata ad un concetto di mobilità urbana di tipo intermodale di servizi, fa ampio ricorso ai nuovi strumenti resi possibili dall’innovazione tecnologica.

In questo quadro, qualunque riforma organica della disciplina di settore dovrebbe avere quale obiettivo ultimo il pieno soddisfacimento delle nuove esigenze dei consumatori, affinché gli stessi possano trarre pieno beneficio dalle innovazioni tecnologiche e dai mutamenti intervenuti nelle modalità di offerta dei servizi.

A tale riguardo, l’Autorità ha posto in luce come le modifiche introdotte dal Decreto in via di conversione non appaiano andare nella direzione auspicata. Il mantenimento infatti di vincoli nelle modalità di prenotazione dei servizi e delle restrizioni territoriali all’offerta di servizi NCC, unitamente all’inutilizzabilità delle piattaforme tecnologiche e alla moratoria nel rilascio di nuove autorizzazioni, tenderà a rendere sempre più difficile l’incontro della domanda e dell’offerta, con l’effetto di deprimere il benessere dei consumatori finali in termini di minore ampiezza e qualità dei servizi offerti e di prezzi più elevati.

        Sulla base di tali considerazioni, l’Autorità ha ribadito il proprio favore a un disegno di riforma complessiva della normativa del settore della mobilità non di linea secondo le linee avanzate nelle sue numerose segnalazioni in senso pro-concorrenziale e nel rispetto rigoroso del principio di proporzionalità.

Nelle more di tale processo di riforma, l’Autorità ha sottolineato la necessità di procedere, in sede di conversione, a modificare quelle parti del Decreto idonee a mantenere o addirittura a rafforzare ingiustificate restrizioni concorrenziali nel settore della mobilità non di linea.

In particolare, l’Autorità ha suggerito di: i) eliminare ogni limitazione alle modalità di prenotazione del servizio di NCC; ii) abrogare le norme della legge n. 21/92 che di fatto determinano restrizioni territoriali all’operatività delle imprese NCC; iii) abrogare la norma che introduce una moratoria al rilascio di nuove autorizzazione NCC sino alla realizzazione del registro nazionale.

Roma, 16 gennaio 2019

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Consumatori

CONSOB: verso la nomina di Marcello Minenna. OK dei consumatori

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16 gennaio 2019 – Esprimiamo soddisfazione per le dichiarazioni dei leaders di maggioranza di voler procedere alla copertura della presidenza della Consob, già dal prossimo Consiglio dei Ministri, indicando nella persona di Marcello Minenna, il candidato da nominare.

Consideriamo il prof. Minenna, la sua storia personale e la sua indipendenza dalla politica e dai poteri finanziari, una figura di garanzia per i risparmiatori e per i cittadini tutti, al fine di contrastare le distorsioni e le problematiche che si sono determinate, spesso causate dal potere delle elite finanziarie. 

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