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Scagionate le biomasse, non sono loro ad inquinare

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L’emergenza smog di questi giorni in molte città italiane non è imputabile al riscaldamento, visto che gli impianti sono ancora spenti grazie a temperature quasi estive. Anziché scagliarsi contro il calore da biomassa legnosa sarebbe corretto promuovere i generatori di moderna tecnologia a basse emissioni 

Tra ieri e oggi sono scattati i divieti alla circolazione dei mezzi diesel più inquinanti in alcune delle principali città della Pianura Padana, tra cui Torino, Milano e Bergamo. Da sette giorni le polveri fini (PM10) superano i limiti di legge in tutta l’area metropolitana torinese e in buona parte del Piemonte. Situazioni analoghe si registrano a Milano e in Veneto dove, secondo Legambiente, Padova è la terza città più inquinata d’Italia dopo Torino e Cremona.

Per AIEL, Associazione Italiana Energie Agroforestali che rappresenta oltre 500 imprese del settore legno-energia, è difficile imputare questa emergenza smog anticipata agli impianti di riscaldamento. Da giorni infatti l’ondata di caldo anomalo sta regalando una seconda estate. Temperature fino a 26 °C di massima giornaliera e 15-19 °C le medie. I riscaldamenti quindi sono spenti, compresi quelli a biomassa legnosa. Una chiara evidenza: il traffico è la principale causa dell’inquinamento atmosferico da PM10.

A partire dal 10 ottobre i valori registrati in molte località delle città della Pianura Padana dalle centraline dell’ARPA superano la soglia di sicurezza per i PM10 (50 μg/m3), definita dannosa per la salute dall’OMS. Questo avviene in anticipo rispetto alla data di accensione degli impianti termici in pianura, fissata al 15 ottobre. Impianti che, anche dopo tale data, sono sicuramente rimasti spenti nelle aree collinari e metropolitane visti i dati climatici nettamente superiori alle medie stagionali.

«I superamenti che osserviamo in questi giorni – afferma Marino Berton, direttore generale di AIEL-Associazione Italiana Energie Agroforestale – dimostrano il ruolo preponderante delle emissioni di particolato da traffico, che da sole sono in grado di mandare in crisi la qualità dell’aria in Pianura Padana già dalla prima metà di ottobre. Un contributo, quello del traffico, largamente prevalente rispetto a quello di caldaie e stufe a biomassa legnosa, pressoché assenti in questi giorni di emergenza malgrado siano spesso erroneamente additati come maggiori responsabili dell’inquinamento atmosferico».

La situazione di questi giorni (caldo anomalo, riscaldamenti spenti, valori sopra soglia di PM10 nell’aria) deve stimolare un approccio razionale all’uso delle biomasse, che non vanno vietate tout court, bensì regolamentate in modo tale da promuovere gli apparecchi con le più basse emissioni e le migliori prestazioni in termini di rendimento. Ciò in linea con quanto dice il Nuovo Accordo di Programma per la qualità dell’aria nel Bacino Padano sottoscritta a giugno dal Ministero dell’Ambiente insieme alle Regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto, secondo cui i divieti d’uso dei generatori a biomassa vanno limitati ai soli apparecchi con performance emissive e di rendimento inferiori alla classe di qualità 3 e 4 stelle secondo la classificazione prevista dal decreto attuativo dell’articolo 290 del dlgs 152/2006.

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Consumatori

Elettricità: differita al 2020 l’ultima fase della riforma tariffaria per gli oneri generali dei clienti domestici

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dal 1° gennaio 2019 eliminata la progressività della componente di commercializzazione

Milano, 5 dicembre 2018 – Il completamento della riforma delle tariffe relativa alle componenti degli oneri generali di sistema per i clienti domestici viene differito di un ulteriore anno rispetto al previsto 1° gennaio 2019. Lo ha deciso l’Autorità con la delibera 626/2018/R/eel per evitare la sovrapposizione nel prossimo anno con gli effetti che deriveranno dalla riattivazione degli oneri generali, parzialmente sospesi negli ultimi 2 trimestri per limitare gli aumenti di spesa dell’energia elettrica.

La riforma delle tariffe domestiche, definita dall’Autorità in attuazione del decreto legislativo n.102/14, ha già permesso di eliminare la progressività dalle tariffe dei servizi di rete (trasmissione e distribuzione), nel rispetto degli obiettivi di sostenibilità ambientale e di allineamento della struttura delle tariffe ai costi del servizio.

Per le componenti tariffarie degli oneri generali rimane quindi in vigore la struttura a due scaglioni in vigore nel 2018 (fino a 1.800 kWh/anno e oltre 1.800 kWh/anno). Ciò permette di mantenere proporzionato, per tutti i clienti domestici, l’effetto della riattivazione degli oneri generali.

Il rinvio non riguarda invece la componente DISPBT, applicata a tutti i clienti aventi diritto al servizio di maggiore tutela, che nel 2018 aveva ancora una struttura progressiva per i clienti domestici residenti. Dal 2019 verranno pertanto eliminati gli scaglioni da tale componente, che riguarda i costi di commercializzazione1

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Consumatori

Ferri da Stiro, approfondimento di Unomattina con Luigi Gabriele di ADICONSUM e Valerio Rossi Albertini (Fisico del CNR)

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Tipologie ferri da stiro.

Approfondimento di Unomattina con luigi Gabriele Adiconsum e Valerio Rossi Albertini Fisico CNR

Riguarda il video dal minuto 39

  • Perchè il ferro a caldaia ha superato quello classico?Pro e contro di questa scelta.Ferri classici, perchè c’è una differenza così ampia tra quelli che costano 20 euro e quelli 100?
  • Consigli per l’acquisto
  • Consumi tra classici e a caldaia.
  • Acqua decalcificata(distillata) ha senso?

Vediamo l’approfondimento realizzato dalla redazione con la collaborazione dell’ufficio stampa di ADICONSUM

A vapore

Prezzo: da 20 a 100 euro circa

Potenza massima: (200-2500 watt)

Pro:

  • Economico
  • Occupa poco spazio
  • Utile per stirature rapide
  • Si scalda velocemente

Contro:

  • Serbatoio limitato

Caratteristiche importanti da valutare

  • La pressione del vapore, espressa in bar (sotto 3bar la pressione è bassa, i modelli migliori più aggiornati vanno dai 4,5 bar in su)
  • Grammi di vapore/minuto (per avere prestazioni decenti questo valore deve essere almeno pari a 70g/min; i top di gamma arrivano tranquillamente a 200g/minuto)
  • Vapore verticale (funzione optional)

Consumi: dipendono da molti fattori; una maggiore potenza in termini di watt comporta un maggiore consumo energetico, ma allo stesso tempo, consente al ferro di scaldarsi più velocemente.

Con caldaia

Prezzo: varia in base alle prestazioni da 50 fino a 300 euro

Potenza massima: 700 -2400 watt 

Pro:

  • ideale per lunghe sessioni di stiratura
  • diverse fasce di prezzo
  • esistono modelli che promettono un risparmio energetico del 20/30%

Contro:

  • Molto voluminoso

Caratteristiche importanti da valutare

  • Presenza di un sistema anticalcare adeguatoRisparmio energetico (alcuni modelli assicurano risparmi maggiori rispetto ad altri sistemi)

Da viaggio

Prezzo: dai 13 ai 40 euro

Potenza massima: 700 -1000 watt

Pro:

  • Facile da trasportare
  • Economico

Contro:

Bassa temperatura

Caratteristiche importanti da valutare

  • Varianti mini
  • Varianti con manico pieghevole

Senza filo

Prezzo: 40 /120 euro

Potenza: 1800 – 2400 watt

Pro:

  • Niente fili
  • Poco ingombrante

Contro:

  • Più costoso di un ferro a vapore (a parità di prezzo le performance del ferro a vapore sono migliori)
  • Non adatto per lunghe sessioni di stiratura

Caratteristiche importanti da valutare

  • Vedi ferro da stiro a vapore

 

Verticale

Prezzo: 30/150 euro (alcuni modelli possono arrivare a 910 euro)

Potenza: 700- 1800 watt

Pro:

  • Pratici da usare
  • Prezzi che variano
  • Stiratura molto veloce

Contro:

  • Poco precisi

Caratteristiche importanti da valutare

  • Modello ferro da stiro verticale
  • Modello stiratrice verticale

Altri modelli:

Tavola da stiro con ferro incorporato; Pressa da stiro; macchina per stirare

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Consumatori

Aspirapolvere o scopa elettrica? Fatti consigliare da un fisico (Valerio Rossi Albertini) e un consumerista(Luigi Gabriele)

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Unomattina

St 2018/19 Aspirapolvere o scopa elettrica? – 18/09/2018

Come eliminare la polvere domestica? In studio Luigi Gabriele, esperto consumi, e Valerio Rossi Albertini, fisico CNR.

Riguarda il video:

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