Seguici su

Consumatori

Scoop – chiesta un’interrogazione al Governo sul conflitto d’interesse Sindacati/Consumatori

Pubblicato

il

Consumerismo.it se ne era occupato qualche settimana fa , lanciando un appello a sistema con il pezzo Consumatori, forse è il momento di ripensare al consumerismo”italiano”?


Il senatore del Pdl Augusto Minzolini ha presentato una interrogazione parlamentare al Ministro dello sviluppo economico in merito al caso dei legami sospetti tra associazioni dei consumatori e le sigle sindacali.

Legami che portano alcune associazioni ad operare con scarsa indipendenza e in situazioni di conflitto di interessi: basti pensare al caso Ilva, emblematico del conflitto tra diritti dei cittadini e degli abitanti di Taranto da un lato, e diritti dei lavoratori dall’altro.
“Molte associazioni dei consumatori, iscritte al CNCU, e quindi rientranti nell’alveo delle associazioni potenziali beneficiarie di finanziamenti pubblici, appaiono strettamente legate al mondo dei sindacati – si legge nel testo dell’interrogazione – gravissime ed illegittime a giudizio dell’interrogante sono, inevitabilmente, le conseguenze in ordine al proselitismo associativo, al diritto al finanziamento pubblico (per il raggiungimento requisiti numerici per l’iscrizione al CNCU), all’elusione della concorrenza, alla coercizione e al raggiro nella manifestazione della volontà contrattuale del consumatore e violazione della riservatezza e privacy dei dati personali;
legame che si sostanzia, tra l’altro, in una palese violazione della libertà di scelta del cittadino in ordine all’individuazione dell’associazione dei consumatori a cui intende rivolgersi; in molti casi le “associazioni parasindacali” (ad esempio Federconsumatori ed Adiconsum) iscritte al CNCU individuano e “reclutano” i propri tesserati facendo confluire nell’associazione dei consumatori gli iscritti del sindacato;
è stato di recente presentato un esposto all’AGCM, al Garante per la protezione dei dati personali ed al Ministero dello sviluppo economico al fine di segnalare il caso di specie come espressivo di una prassi che non solo risulta finalizzata ad alterare le reali connotazioni (specie in termine di numero di iscritti) delle associazioni con evidenti conseguenze in ordine ai benefici economici derivanti dall’iscrizione al CNCU, ma che incide negativamente sia sul proselitismo associativo che sulla tutela della privacy e riservatezza del cittadino che, aderendo ad un sindacato, per questioni di diritto del lavoro, si trova senza sua espressa volontà destinatario di tessere appartenenti ad associazioni dei consumatori legate a quel determinato sindacato”.

Il Senatore Minzolini ha dunque chiesto al Ministro dello sviluppo economico di sapere:
“se il Ministro in indirizzo voglia considerare la veridicità di ciò, e attivarsi al fine di contrastare un siffatta prassi in base alla quale lo sfruttamento delle sedi dei sindacati viene asservito dagli stessi per acquisire, senza espresso ed informato consenso del consumatore, iscritti all’associazione dei consumatori collegata al sindacato, mediante l’invio della tessera associativa presso il domicilio degli aderenti al sindacato;
se ritenga che tale meccanismo non solo finisce per alterare gravemente ed illegittimamente le condizioni di accesso (numero di iscritti) ai finanziamenti spettanti alle associazioni aderenti al CNCU, ma costituisce condotta fortemente anticoncorrenziale, oltre che elusiva del diritto alla privacy;
se voglia adottare le misure opportune di competenza per scongiurare il rischio che i finanziamenti alle associazioni iscritte al CNCU non vengano disposti alla luce di dati numerici, riferiti al numero di associati, non veritieri e frutto di meccanismi di associazionismo frutto di opere di “reclutamento” da parte di sindacati;
se e quali misure intenda porre in essere affinché venga assicurato il rispetto del proselitismo associativo, e risolta la problematica dell’influenza del mondo sindacale nel contesto del servizio che le associazioni dei consumatori devono rendere, per statuto, in maniera esclusivamente finalizzata alla tutela del consumatore;
se e quali misure di competenza intenda porre in essere affinché vengano eliminate situazioni di indebita attribuzione di fondi pubblici a favore di solo alcune associazioni, ovvero situazioni espressive di condotta anticoncorrenziale, esercitata in spregio del doveroso rispetto della normativa sulla privacy e riservatezza dei dati personali”.

Clicca per commentare

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply

Consumatori

Adiconsum segnala Toyota per pubblicità ingannevole

Pubblicato

il

Carlo DE MASI, Presidente di Adiconsum nazionale:
L’ingannevolezza dei messaggi pubblicitari della Toyota segnalati già dallo scorso 2 luglio.

Adiconsum a Antitrust:
aprire al più presto l’istruttoria tesa ad accertare l’ingannevolezza dei claim diffusi
dalla casa automobilistica giapponese


 
13 dicembre 2018 – Lo scorso 2 luglio, Adiconsum ha segnalato all’Antitrust, l’ingannevolezza di alcuni messaggi pubblicitari relativi alle auto ibride della Toyota.

Apprendiamo dalla stampa – dichiara Carlo De Masi,Presidente di Adiconsum nazionale –che nei giorni scorsi anche un’altra associazione consumatori ha deciso di chiedere l’intervento dell’Antitrust  per porre fine alla pubblicità ingannevole di Toyota.  È evidente che siamo di fronte ad un vero e proprio “CASO” che necessita di chiarezza per non indurre il consumatore a fare acquisti con aspettative ecologiche e di prestazioni che poi non corrispondono alla realtà.

Toyota nella sua pubblicità usa termini come “50% elettrica”, “Non devi ricaricarla e ti permetterà di fare oltre il 50% dei tuoi percorsi in città in modalità elettrica”, “si traduce in risparmio di benzina e zero emissioni”. Frasi che fanno credere ciò che non è possibile, visto che un’auto ibrida semplice può percorrere, in solo elettrico, al massimo circa 2 Km.

ADICONSUM, da sempre attenta all’innovazione e soprattutto alla mobilità sostenibile, già da aprile 2018 è intervenuta per cercare di far modificare la pubblicità ritenuta non corretta, contattando direttamente  la dirigenza della Toyota. Nonostante i ripetuti incontri – dichiara Mauro Vergari, responsabile dell’Ufficio innovazioni di ADICONSUM – l’azienda automobilistica nipponica ha ritenuto di non dover modificare la pubblicità, costringendo ADICONSUM, a luglio 2018, a segnalare il caso all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Da allora siamo in attesa che l’Antitrust apra l’istruttoria e speriamo che al più presto si faccia chiarezza.

L’acquisto di un’auto sostenibile, che salvaguardi l’ambiente e la salute, è attualmente  un’esigenza molto sentita da parte dei consumatori che richiede scelte oculate e competenti, viste anche le recentissime scelte del Governo in merito alla bonus/malus che si vuole applicare alle auto riducendo il costo di quelle non inquinanti, i sempre più diffusi divieti alla circolazione per le auto inquinanti da parte dei Comuni e soprattutto la necessità di raggiungere gli obiettivi europei per ridurre, entro il 2030, del 33% le emissioni di CO2.

Con questo quadro non è possibile tollerare da parte delle case automobilistiche, come Toyota, pubblicità contenenti messaggi equivoci, non trasparenti e infondati che inducono ad acquisti errati:
·      non basta dire “ibrido” per credere di non inquinare
·      non è corretto dire “ibrido” per intendere trazione elettrica, perché le motorizzazioni ibride sono variegate e soprattutto esiste una grande differenza fra le ibride normali, che hanno motori temici con un piccolissimo storage per l’elettrico, e l’ibrido plug-in assimilato ai veicoli elettrici.  Il plug-in, infatti, oltre al motore termico ha un motore elettrico alimentato da una capiente batteria, capace di circolare da solo per oltre 50 Km senza nessuna emissione (non inquinando le città) ed è ricaricabile con la spina collegata alla rete elettrica.

Confidiamo nell’intervento dell’Antitrust – conclude De Masi – che con la sua qualificata azione sicuramente vorrà fare chiarezza. I consumatori hanno diritto a ricevere informazioni corrette, certe  e comprensibili da tutti.

Continua a leggere

Consumatori

Giocattoli, occhio al marchio

Pubblicato

il

E’ Natale e volete bene ai vostri figli vero?Prima di comprare un giocatolo guarda questo.
ADICONSUM NAZIONALE e @Centro Europeo Consumatori Italia lanciano la Campagna “Sotto l’albero di Natale”4 video pillole sui regali più gettonati a Natale: giocattoli, abbigliamento, telefonini, alimentari in un botta e risposta tra consumatori ed esperti dell’Associazione per un Natale all’insegna dell’esercizio dei propri diritti.

Continua a leggere

Consumatori

Natale 2018: quanto ci costa?

Pubblicato

il


Spesa media per regali fino a 541 euro

Adiconsum e Centro Europeo Consumatori Italia lanciano la Campagna

“Sotto l’albero di Natale”

4 video pillole sui regali più gettonati a Natale:

giocattoli, abbigliamento, telefonini, alimentari

in un botta e risposta tra consumatori ed esperti dell’Associazione

per un Natale all’insegna dell’esercizio dei propri diritti

12 dicembre 2018 – Secondo la previsione ottimistica del Deloitte Xmas Survey 2018 la spesa media per i regali di Natale in Europa si attesterà intorno ai 456 euro e ai 541 euro nel nostro Paese con un +3% in più, mentre quelle più pessimistiche di Confesercenti e dell’Osservatorio Compass, parlano rispettivamente di una spesa media di 345 euro e di 285 euro, in calo rispetto allo scorso anno.

Al di là delle cifre, è indubbio che il Natale rappresenta il periodo dell’anno dove si acquistano più regali in assoluto.

Fare i regali non è certo un’operazione semplice, soprattutto se si vuole che il regalo sia apprezzato dalle persone che lo ricevono; inoltre, tanti possono essere gli imprevisti legati all’acquisto di un regalo: dalla necessità di effettuare un cambio a quello di acquistare prodotti funzionanti e sicuri.

Analizzando i regali che vanno per la maggiore nel periodo natalizio, Adiconsum e Centro Europeo Consumatori Italia hanno individuato 4 tipologie di regali:

  • i giocattoli
  • l’abbigliamento
  • i telefonini
  • i prodotti alimentari

e hanno lanciato la Campagna “Sotto l’albero di Natale” realizzando 4 video-pillole in cui mettono a confronto, in modo leggero e divertente, i dubbi dei consumatori e le risposte degli esperti, ricordando quali sono i loro diritti, anche in tema di acquisti natalizi.

Questi i titoli delle 4 video-pillole

  1. Se un giocattolo vuoi regalare, il marchio “CE” devi cercare!
  2. Prodotto difettoso? Il cambio è doveroso!
  3. Se il telefonino dei tuoi sogni vuoi acquistare, i consigli di Adiconsum devi ascoltare
  4. Se un buon panettone a Natale vuoi mangiare, l’etichetta devi guardare

Le video-pillole saranno pubblicate sul canale YouTube di Adiconsum e su quello del Centro Europeo Consumatori Italia e sui social.

Per ricevere assistenza sulle problematiche relative a:

Continua a leggere