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Scoop – lo zucchero di Canna non è di Canna!

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Su Spazioconsumatori.tv la prima puntata dell’inchiesta (clicca qui per il video)

Meglio lo zucchero raffinato o quello di canna? Sono molti i consumatori che si sono posti tale quesito. In realtà, dietro allo zucchero di canna, si celano alcune perplessità. La prima riguarda, appunto, la salubrità del prodotto.
Sebbene, infatti, nel nostro Paese si consumi maggiormente lo zucchero bianco raffinato, ottenuto dalla barbabietola da zucchero, ultimamente sono aumentati i consumatori dello zucchero di canna, perché si pensa sia più sano. Ma è davvero così?
I dubbi esplodono facendo un semplice esperimento: prendiamo una bustina di zucchero di canna, di quelle che si trovano anche al bar, di aspetto granuloso con cristalli di forma regolare e dal colore dorato. Se frantumiamo i granelli con il dorso di un cucchiaino, saltano agli occhi piccoli granelli di polvere bianca simili a quelli dello zucchero raffinato. Dov’è allora la differenza?

Spazioconsumatori.tv ha ascoltato un esperto, Patrick Pagani, Direttore di Unionzucchero, che spiega come le caratteristiche nutritive e l’apporto calorico dello zucchero grezzo siano del tutto identiche a quelle dello zucchero bianco. Le differenze di sapore e colore tra lo zucchero grezzo di canna e quello raffinato dipendono infatti dalla presenza di piccole quantità di residui vegetali (melassa), che non vantano particolari significati nutrizionali. Il colore ambrato dello zucchero di canna, quindi, è dato dalla presenza di melasso, che nel caso dello zucchero di canna ha un gusto aromatico.
Insomma, le due tipologie di zucchero non sono poi così diverse. Ne erano informati i consumatori? Questo il secondo nodo problematico che ruota intorno allo zucchero di canna, di cui parleremo più avanti.

La produzione dello zucchero, continua il Direttore di Unionzucchero, sia esso proveniente da canna o da barbabietola, avviene mediante cinque fasi di lavorazione
. La differenza tra gli zuccheri è data dagli ulteriori passaggi che sono poi necessari per lo zucchero raffinato. Quindi, conclude Pagani, seppur apprezzabile per le sue proprietà organolettiche e note aromatiche, lo zucchero di canna non è migliore di quello semolato.
Ancora diverso è lo zucchero di canna integrale, sia per l’aspetto che per i valori nutrizionali: i granuli sono di colore più scuro e di dimensioni eterogenee, inoltre, essendo meno lavorato dello zucchero di canna grezzo, manterrebbe inalterata la qualità del prodotto.

Ma il consumatore è correttamente informato di tutto ciò? Non sempre. Secondo l’associazione Codici molte etichette di zucchero di canna peccano di scarsa trasparenza, non permettendo al consumatore di operare una scelta consapevole.

Un altro importante dubbio viene sollevato da alcune voci che circolano sul web: lo zucchero di canna potrebbe essere addizionato con un colorante detto caramello ammoniacale. Se ciò fosse vero, questa sarebbe una vera e propria truffa ai danni del consumatore. Per questo motivo il Codici continuerà le sue indagini sull’argomento, interpellando esperti e professionisti del settore per capire meglio cosa ingeriamo quando assumiamo lo zucchero di canna. L’Associazione, inoltre, invita la Magistratura ad aprire un’indagine per fare chiarezza sulla questione.

Nella prossima puntata dell’inchiesta l’intervista ad un esperto dell’Efsa. Per vedere, invece, il servizio “Il dolce e l’amaro dello zucchero di canna” è possibile cliccare qui oppure collegarsi al sito www.spazioconsumatori.tv.

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Consumatori

Autostrade: rincari sui pedaggi delle A24 e A25 | Stangata del +12,89% dal 1° gennaio 2018

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CODICI si oppone all’aumento delle tariffe autostradali

L’Associazione CODICI contesta il continuo aumento dei pedaggi autostradali. In particolare, nella zona tra Roma e le aree interne del centro Italia, sulla A24 e A25, stiamo assistendo ad un ulteriore aumento che mette a duramente alla prova il diritto alla mobilità di tanti cittadini e pendolari che affrontano ogni giorno quelle tratte e devono far fronte a costi insostenibili, spesso non avendo alternative ferroviarie a disposizione.

Il Sottosegretario ai Trasporti Dell’Orco, nel recente incontro con i Sindaci di Lazio e Abruzzo, riconduce il problema al pronunciamento del Tar sulla concessione in atto con Società Strada dei Parchi spa, di proprietà dell’imprenditore Carlo Toto, concessionario sia della A24 che della A25 e assicura che farà accelerare l’aggiornamento del Piano Economico-Finanziario, a cui è legata la convenzione.

Le richieste più urgenti attualmente sono: la ridefinizione dei criteri di concessione al fine di garantire una tariffa adeguata per un’area interna svantaggiata, una gestione pubblica dei tratti, che quindi dovrebbero tornare all’Anas, il declassamento della tratta A24 da ‘montana’ a ‘non montana’ nel tratto laziale, il congelamento al 12% degli aumenti, oltre ad una riduzione tariffaria almeno per i pendolari, attraverso abbonamenti calmierati, annunciati ma mai realizzati.

Secondo il dossier realizzato da CODICI, la situazione delle Autostrade in Italia è critica proprio a causa di questo sistema di concessioni, penalizzato dalla mancanza di investimenti e di lavori per la manutenzione promessa dai Concessionari.

L’Associazione ritiene che sia necessario fare un punto sulla sicurezza delle nostre strade in Italia e  sulla gestione delle Concessioni, il controllo delle scadenze e i tempi per realizzare nuove gare d’appalto.

“Chiediamo al Ministero dei Trasporti una soluzione strutturale e programmatica che porti davvero a calmierare il prezzo delle tariffe autostradali –  afferma il Segretario Nazionale di CODICI Ivano Giacomelli – Al cittadino che vede aumentare la tariffa autostradale del 2,5% l’anno, in modo immediato deve essere garantito un piano di lavoro che rispetti alcuni criteri per dare senso a questo continuo aumento dei prezzi”.

Per coloro che volessero approfondire l’argomento, invitiamo i lettori a seguire il servizio video sul tema: https://www.spazioconsumatori. tv/media-gallery/1530- autostrade-in-italia-dossier- codici-pochi-investimenti.html

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Consumatori

“La Radio ne parla” di Radio Rai1| Cosa succede alle bollette degli italiani’ Approfondimento con Luigi Gabriele

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ALLARME BOLLETTE ENERGIA E GAS 😱 COSA STA SUCCEDENDO????😱
Ne abbiamo discusso questa mattina a La Radio Ne Parla Rai Radio 1 con Francesca Romana Ceci
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Per chi se l’è perso ecco il PODCAST
 
Da luglio sono aumentate le bollette di luce e gas, un aumento sembra dovuto al rincaro del petrolio ma per le associazioni dei consumatori non giustificato. E sempre da questo mese è attivo il nuovo portale dell’Autorità per l’energia che dovrà aiutare gli utenti nel passaggio obbligato dal servizio di maggior tutela al mercato libero previsto fra un anno esatto ma sono davvero in pochi a saperlo.
 
Sono intervenuti: Davide Tabarelli, presidente Nomisma Energia; Marco Vignola, responsabile settore energia Unione consumatori; Simona Benedettini, responsabile comunicazione Acquirente Unico; Gianni Girotto – Cittadino Portavoce M5S Senato, presidente Commissione Industria del Senato (M5S); Rossella Muroni, commissione ambiente Camera (LEU); Luigi Gabriele, responsabile rapporti istituzionali Codici Associazione Consumatori
 
 
 
#luigigabriele Codici Associazione Consumatori
 
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Consumatori

Segnalazione di CODICI all’AGCM per intesa restrittiva della concorrenza nello streaming musicale

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L’Associazione CODICI, che tutela e difende gli interessi dei Consumatori, ha effettuato una segnalazione all’AGCM per la questione relativa agli abbonamenti per lo streaming musicale in Italia.

Da un’analisi effettuata dall’Ufficio Studi dell’Associazione CODICI, confrontando le tariffe dei vari abbonamenti offerti dai maggiori operatori del mercato, che rappresentano il 90% del totale, è emerso come Youtube, Spotify, Amazon e Deezer si siano allineati sullo stesso prezzo e abbiano evidentemente “fatto cartello” nel proporre i propri abbonamenti per ascoltare musica illimitata in digitale senza pubblicità.

Music Premium Youtube offre una prova gratuita di tre mesi e poi l’abbonamento a 9,99 euro al mese. Amazon Music Unlimited propone un abbonamento di 9,99 euro al mese e 14,99 per tutta la famiglia. Deezer Premium ha gli stessi prezzi di 9,99 euro per il singolo utente e 14, 99 euro per Deezer Family. Anche Spotify distingue l’offerta “famiglia” e dunque l’accesso con account multipli, presentando la versione “Premium for Family” a 14,99 euro da Spotify Premium illimitato senza pubblicità che costa sempre 9,99 euro al mese.

Questo caso viene segnalato da CODICI in quanto potrebbe rappresentare un’intesa restrittiva della concorrenza, cioè una di quelle situazioni in cui le aziende, invece di competere tra loro, si accordano per seguire la stessa linea di comportamento sul mercato, violando la normativa sulla concorrenza. Nel caso dello streaming musicale a pagamento, appare chiaro come i vari operatori si siano accordati per proporre identici servizi allo stesso prezzo.

Quello dei servizi di streaming musicale è un settore in costante crescita: si tratta abbonamenti attivabili da pc, tablet o App sul cellulare, che permettono di accedere in qualsiasi momento e da qualunque postazione a cataloghi di playlist infinite, composti da milioni di brani. Un trend di fruizione del settore musicale del tutto nuovo che, proprio per questo, necessita di essere regolamentato. C’è anche la possibilità di accedere in modo illimitato senza alcuna spesa: nella versione gratuita naturalmente si devono accettare le pause pubblicitarie.

Nel panorama degli operatori presenti sul mercato, dall’analisi effettuata si riscontrano preoccupanti allineamenti di prezzo. Neanche l’ultimo in ordine di arrivo sul mercato, si distingue dai concorrenti: YouTube Music è stato lanciato in Italia lo scorso 18 giugno e nella versione a pagamento “YouTube Music Premium” il servizio viene proposto sempre a 9,99 euro al mese.

“Come Associazione a difesa dei Consumatori, noi di CODICI abbiamo individuato una criticità nei prezzi proposti dagli operatori dello streaming in Italia e abbiamo deciso di segnalare all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, questo comportamento scorretto che, oltre a pregiudicare l’ingresso nel mercato da parte di altri concorrenti, costringe il Consumatore ad adattarsi a quella cifra proposta, senza praticamente la possibilità di optare per un’altra scelta” – dichiara il Segretario Nazionale di CODICI Ivano Giacomelli.

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