“L’ennesima brutta figura del Governo”. Così il Codacons giudica la vicenda degli stipendi degli insegnanti, al centro oggi di rimpalli di responsabilità tra i vari Ministeri.

E mentre il Governo da vita ad una ridicola scenetta con i 150 euro in busta paga prima tolti e poi ridati ai docenti, la Corte di Giustizia Europea – fa sapere l’associazione – con una importantissima sentenza dispone l’assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari della scuola cui il Ministero dell’istruzione rinnova di volta in volta i contratti a termine.

I giudici europei – spiega il Codacons – chiamati a statuire su due casi specifici riguardanti dipendenti precari della Pubblica Amministrazione, con due provvedimenti del 12 dicembre scorso hanno affermato a chiare lettere l’illegittimità della legislazione italiana in materia di precariato pubblico, esortando l’Italia a creare un quadro normativo per la prevenzione degli abusi derivanti dall’utilizzo di una successione di contratti a tempo determinato.

In particolare, la Corte di Giustizia ha censurato la normativa introdotta dalla legge 183/2010, cd. “Collegato lavoro”, con effetti retroattivi sui processi in corso, e ha ritenuto che l’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato allegato alla Direttiva 1999/70/CEdeve intendersi nel senso che esso osta ai provvedimenti previsti da una normativa nazionale, la quale, nell’ipotesi di utilizzo abusivo da parte di un datore di lavoro pubblico, di una successione di contratti di lavoro a tempo determinato , preveda soltanto il diritto per il lavoratore interessato di ottenere il risarcimento del danno che egli reputi di aver sofferto a causa di ciò, restando esclusa qualsiasi trasformazione del rapporto di lavoro a tempo determinato in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, quando il diritto a detto risarcimento è subordinato all’obbligo, gravante su detto lavoratore di fornire la prova di aver dovuto rinunciare a migliori opportunità di impiego, se detto obbligo ha come effetto di rendere praticamente impossibile o eccessivamente di difficile esercizio, da parte del citato lavoratore, dei diritti conferiti dall’ordinamento dell’unione”.

I giudici europei hanno dunque confermato la validità delle tesi da sempre sostenute dal Codacons – che in favore dei precari della scuola ha avviato oltre 2.000 azioni in tribunale – e da diversi giudici italiani e, in particolare, l’applicabilità della disciplina sul contratto a tempo determinato anche agli enti pubblici.

L’associazione, alla luce dell’importantissima sentenza della Corte Europea, ricorda ai precari italiani che è ancora possibile far valere i propri diritti partecipando ai ricorsi collettivi promossi dal Codacons.