A maggio l’indice del clima di fiducia dei consumatori in base 2005=100 aumenta a 106,3 da 105,5 del mese precedente.
La componente economica e quella personale aumentano; la prima in misura più consistente, raggiungendo il valore di 118,1 da 115,3, la seconda cresce a 102,0 da 100,6 del mese precedente.
L’ indice riferito al clima corrente aumenta a 104,6 da 101,6 mentre quello relativo alla componente futura diminuisce lievemente a 108,9 da 109,4.
Riguardo alla situazione economica del Paese i giudizi sulle condizioni attuali migliorano (il saldo passa a -82 da -95), per le attese si rileva un peggioramento (il saldo passa a 11 da 14). Il saldo delle attese sulla disoccupazione è in diminuzione (a 42 da 44 del precedente mese).
I giudizi sulla situazione economica della famiglia non mutano lasciando il saldo ai livelli dello scorso mese (-52). Riguardo alle prospettive future, il relativo saldo si modifica leggermente passando a -5 da -6. Quanto al bilancio personale, il saldo che ne esprime il giudizio passa a -14 da -15. Le opinioni sull’opportunità attuale di risparmio registrano un aumento (119 da 116 il saldo) e recuperano quelle sulle possibilità future (-54 da -57 il saldo). Anche le valutazioni sull’opportunità di acquisto di beni durevoli mostrano un miglioramento: il saldo passa a -70 da -76.
Il saldo dei giudizi sull’andamento recente dei prezzi al consumo si conferma in diminuzione, scendendo a -4 da 3. Rimane stabile sui livelli dello scorso mese, infine, il saldo sull’andamento futuro dei prezzi (-33).
A livello territoriale il clima di fiducia aumenta in tutte le ripartizioni fatta eccezione per il Mezzogiorno.

Secondo Codacons:

I dati sulla fiducia dei consumatori comunicati oggi dall’Istat rappresentano solo un “abbaglio” e non devono far sperare in una ripresa dei consumi. Lo afferma il Codacons, commentando la salita dell’indice a 106,3, il valore più alto da gennaio 2010.

La crescita della fiducia dei consumatori significa solo che, per la maggioranza dei cittadini, non può andare peggio di così – spiega l’associazione – Non a caso il 2013 è stato l’anno nero per l’economia italiana, con consumi e potere d’acquisto delle famiglie in caduta libera. Per gli italiani, insomma, sul fronte economico è difficile fare peggio rispetto agli ultimi anni. La salita dell’indice sulla fiducia dei consumatori, tuttavia, non deve far sperare in una imminente ripresa dei consumi: questi – prosegue il Codacons – sono ancora in calo, come risulta da tutti gli indicatori economici, e la caduta di acquisti e vendite proseguirà, purtroppo, per tutto il 2014.