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Secondo tavolo Osservatorio Euro Service Spa – Consumatori. In primo piano la formazione

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Fonte: Oipamagazine.eu

Nel corso del tavolo dell’Osservatorio Imprese Credito e Consumatori, sottolineata la necessità di un piano di formazione e tre tavoli tecnici su Codice Etico, conciliazione e normativa di settore. Presenti all’incontro Cittadinanzattiva e Key People

Si è svolto martedì 17 settembre 2013 il secondo incontro dell’Osservatorio costituitosi con la firma dell’Accordo Quadro tra l’azienda Euro Service Spa e alcune tra le maggiori Associazioni dei Consumatori. Un’intesa nata dalla necessità di trovare un punto d’incontro tra il comparto del recupero crediti e le Associazioni dei Consumatori, con l’intento di garantire maggiori tutele ai cittadini, promuovendo la collaborazione e il confronto.
Hanno partecipato all’incontro Antonio Persici, Presidente di Euro Service Spa, con il proprio staff, Gianluca Di Ascenzo di Codacons, Carmine Laurenzano di Codici, Massimo D’Andrea di Assoutenti, Alessandra Paradisi e Francesco Luongo del Movimento Difesa del Cittadino. All’incontro hanno preso parte, per ora come uditori, Tiziana Toto e Liliana Ciccarelli di Cittadinanzattiva. Presente anche Maurizio D’Alterio di Key People Srl, società attiva nel comparto del recupero crediti che si candida ad entrare nell’Osservatorio una volta definiti i requisiti per accedervi.
Il tavolo di lavoro, come di consueto, è stato aperto dal Presidente, Antonio Persici, che ha presentato ai nuovi interlocutori il progetto iniziato il 28 maggio con la firma dell’Accordo Quadro Euro Service Spa – Associazioni dei Consumatori. Il Presidente ha ribadito il desiderio di portare avanti una stretta e forte collaborazione con le Associazioni, ribadendo che per trovare soluzioni efficaci “l’unica strada possibile è quella che si percorre insieme”. Tralasciando la via dello scontro in favore del confronto, lavorando insieme per un obiettivo comune: l’erogazione di un servizio migliore e rispettoso nei confronti dei cittadini.

Nel corso del secondo tavolo dell’Osservatorio, che prende il nome di Osservatorio Imprese Credito e Consumatori (OICC), sono state portate avanti le attività iniziate nel corso del primo incontro ed è stata visionata una prima bozza delle iniziative da realizzare nel corso dei prossimi mesi. Prima fra tutte è stata sottolineata la necessità di attivare un piano di formazione, al fine di creare un confronto formativo tra gli operatori che si occupano della gestione del credito e le Associazioni dei Consumatori. Uno strumento irrinunciabile per avvicinare i Consumatori e le imprese e per individuare le regole da osservare per una gestione dell’attività corretta e rispettosa nei confronti dei consumatori. Il ciclo di formazione, da svolgersi all’interno dell’azienda Euro Service Spa, avrà durata trimestrale e sarà inizialmente rivolto ai top e middle manager della società, per poi coinvolgere tutti gli operatori del gruppo. Le Associazioni si sono quindi rese disponibili e pronte a individuare le modalità per portare avanti il progetto.

La riunione è stata anche l’occasione per proporre e promuovere la formazione di gruppi di lavoro che di volta in volta esamineranno e si confronteranno sui diversi temi e problematiche che emergeranno nel corso di questa collaborazione. In particolare, è stata stabilita la costituzione di tre tavoli tecnici. Il primo si occuperà della realizzazione del un Codice Etico di tutela del consumatore. il secondo si configurerà come un gruppo di lavoro sulla conciliazione e avrà il compito di verificare l’andamento delle diverse procedure di conciliazione, analizzare i risultati, occuparsi dell’aggiornamento e della formazione dei conciliatori e individuare le linee guida di riferimento. Il terzo tavolo, infine, si occuperà di analizzare l’impianto normativo che attualmente regola il comparto, al fine di riformarlo. Euro Service Spa e Consumatori sono, infatti, concordi nel sottolineare la necessità di modificare la normativa che attualmente regola il comparto e che risale al lontano 1931. Una legge antiquata che, per regolarizzare efficientemente il settore, necessita una revisione. Il tavolo tecnico sarà quindi l’occasione per collaborare attivamente alla stesura di una proposta di legge.

Nel corso della riunione Oipa magazine ha, inoltre, presentato una breve rassegna stampa per fare il punto della situazione nel comparto del recupero crediti. Dalla fotografia scattata quello che emerge è la sempre maggiore sensibilità, nei confronti di questo settore, da arte delle istituzioni e delle Associazioni dei consumatori . Lo si evince dalle numerose sanzioni comminate negli ultimi mesi alle società che operano in maniera scorretta nei confronti dei consumatori e dalle sempre maggiori segnalazioni da parte delle Associazioni. Un’attenzione che, nel corso del tempo, contribuirà a garantire maggiori tutele ai consumatori e a segnare in maniera sempre più marcata la differenza tra le società scorrette e quelle che operano nel pieno rispetto dei cittadini. Risulta tuttavia evidente la necessità di dare un maggiore risalto a iniziative virtuose, come nel caso di questo Osservatorio, per non rischiare di fare tutta l’erba un fascio e restituire dignità agli operatori che operano onestamente.

Particolare attenzione è stata poi rivolta al fenomeno delle società di recupero crediti che, approfittando del clima di paura dei cittadini nei confronti del fisco, si appropriano di vesti grafiche simili a quelle utilizzate dall’Agenzia delle Entrate per intimidire i debitori e costringerli al pagamento. Su questo argomento, oltre all’interessante articolo a firma di Francesco Luongo di Movimento difesa del cittadino, si è quindi analizzato un caso specifico di sollecito epistolare scorretto, portato all’attenzione di tutti da Alessandra Paradisi della stessa Associazione.

Nel corso della riunione, insieme a esponenti di Euro Service Spa, sono state infine analizzate le modalità utilizzate dalla società per l’attività di recupero crediti telefonico ed epistolare.
Anche il secondo incontro dell’Osservatorio si è quindi concluso con successo, fornendo numerosi spunti di riflessione sull’attuale situazione del comparto del recupero crediti. La presenza di un’altra società come Key People Srl dimostra la sempre maggiore sensibilità dei professionisti di questo settore nei confronti dei consumatori e la volontà di rendere la politica del credito sempre più trasparente e attenta alle esigenze sociali. Il percorso cominciato da pochi mesi inizia a dare i primi frutti, dimostrando ancora una volta la comunione di intenti tra Euro Service Spa e le Associazione dei Consumatori, con la consapevolezza che una collaborazione attiva è l’unica strada da intraprendere per raggiungere standard di eccellenza nel comparto del recupero crediti.
Il prossimo appuntamento è stato fissato per il mese di ottobre.

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Buoni postali: la Cassazione ammette la variazione del tasso sui buoni sottoscritti prima del 1999

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Stiamo ricevendo in questi giorni molte richieste di informazioni ed assistenza da parte dei cittadini che hanno investito i propri risparmi in buoni fruttiferi postali. Una battaglia che da tempo vede coinvolta la Federconsumatori, impegnata a tutelare il diritto dei cittadini ad ottenere i rendimenti originariamente previsti sul retro del titolo e indicati al risparmiatore al momento della sottoscrizione.

Dopo un originario pronunciamento risalente al 2007 in cui la Corte affermò che sottoscrivere un buono equivale a un contratto, pertanto questo non può essere modificato in itinere, la nuova sentenza della Cassazione a Sezioni Unite ha radicalmente capovolto la situazione. Ha infatti stabilito che, per i buoni sottoscritti prima del 1999, il tasso di interesse può essere modificato, anche in modo retroattivo, tra l’altro senza obbligo di informativa al risparmiatore.

Resta, però, per l’investitore la possibilità di recedere dal contratto, incassando quanto spetta secondo il tasso di interesse originario e più vantaggioso.

“Tale pronunciamento a nostro avviso risulta alquanto contraddittorio e non del tutto rispettoso del diritto del risparmiatore a ricevere informazioni chiare e corrette sui propri investimenti.” – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori. – “Per questo stiamo valutando se sussistono gli estremi per presentare ricorso alla Corte di Giustizia Europea.”

Ad aggravare la situazione contribuisce il fatto, che non è stato minimamente considerato dalla Corte di Cassazione, che Poste Italiane è oggi un soggetto di diritto privato, che non può più essere equiparato ad un Ente pubblico.

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CONSOB: obbligo dare tutte le informazioni sui costi e gli oneri sui servizi di investimento e strumenti finanziari.

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Richiamo di attenzione n. 2 del 28 febbraio 2019

Oggetto: informazioni sui costi e gli oneri connessi alla prestazione di servizi di investimento e accessori e agli strumenti finanziari.

La nuova disciplina MiFID II richiede agli intermediari maggiore trasparenza informativa su costi e oneri connessi alla prestazione di servizi di investimento e accessori e agli strumenti finanziari. Ciò al fine di assicurare che gli investitori siano consapevoli di tutti i costi e gli oneri per la valutazione degli investimenti anche in un’ottica di confronto fra servizi e strumenti finanziari.

Il quadro di riferimento normativo in materia, vigente dall’inizio del 2018, è definito dal d.lgs. 58/1998 e dal Regolamento delegato (UE) 2017/565, cui fa esplicito rinvio il Regolamento Intermediari n. 20307/2018 emanato dalla Consob in data 15 febbraio 2018. In tema, l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) ha pubblicato, a partire dal 16 dicembre 2016, “Questions & Answers on MiFID II and MiFIR investor protection topics”, nella Sezione 9, “Information on costs and charges”.

L’insieme delle richiamate misure, dalla data di entrata in vigore di MiFID II, impone in modo incondizionato, chiaro ed esplicito, agli intermediari[1] di fornire agli investitori, ex ante ed ex post, informazioni in forma aggregata su tutti i costi ed oneri connessi ai servizi prestati ed agli strumenti finanziari, per consentire al cliente di conoscere il costo totale ed il suo effetto complessivo sul rendimento. Su richiesta del cliente, tali informazioni devono essere presentate anche in forma analitica.

Ai sensi delle citate disposizioni, le informazioni devono essere corrette, chiare e non fuorvianti e vanno rese in una forma comprensibile.

Al fine di potere ottemperare a tali obblighi, come chiarito nelle Q&A dell’ESMA, qualora le informazioni sugli strumenti finanziari non siano pubblicamente disponibili, gli intermediari distributori dovrebbero mettersi nelle condizioni di ottenere i dati necessari dai produttori, laddove non siano essi stessi i manufacturer dello strumento. Quando l’intermediario non riesca ad ottenere i dati dal produttore in tempo utile dovrebbe prima di tutto valutare se può fornire informazioni adeguate al cliente sui costi e gli oneri dello strumento finanziario.

Se l’intermediario distributore ritiene di non essere in grado di ottenere informazioni sufficienti sui prodotti offerti per adempiere ai propri obblighi nel quadro della MiFID II, dovrebbe, nell’ambito delle proprie scelte di product governance, evitare di inserirli nella propria gamma prodotti.

Le informazioni ex ante sui costi e gli oneri vanno rese in tempo utile prima della prestazione del servizio. È quindi necessario che l’intermediario, prima di commercializzare uno strumento finanziario, si assicuri di poter effettuare, in assenza di costi puntualmente determinabili, almeno stime ragionevoli e sufficientemente accurate da rappresentare ex ante al cliente nei termini richiesti dalla normativa.

Le informazioni sui costi e gli oneri vanno altresì rendicontate ex post su base periodica almeno annuale. Nell’invio dei rendiconti periodici, gli intermediari si attengono alle previsioni che abbiano a tale scopo introdotto nella contrattualistica con la clientela e, in ogni caso, li trasmettono prima possibile a decorrere dalla maturazione del periodo di riferimento, come specificato anche dall’ESMA nelle proprie Q&A.

La Consob, sin dall’entrata in vigore della MiFID II, vigila sulla corretta applicazione della disciplina da parte degli intermediari e contribuisce alla definizione in sede ESMA di chiarimenti idonei ad assicurare l’armonizzazione nell’applicazione delle norme, anche ai fini di una convergenza delle prassi di vigilanza.

La Consob richiama l’attenzione degli intermediari[2] sull’osservanza della normativa vigente.

I presidi adottati per la trasparenza ex ante ed ex post, aggregata e disaggregata, sui costi e gli oneri connessi alla prestazione di servizi di investimento e accessori e agli strumenti finanziari dovranno essere compiutamente illustrati nella prossima “Relazione sui servizi”[3] da trasmettere alla Consob entro il 31 marzo p.v..

La Relazione della Funzione di controllo di conformità alle norme, accompagnata dalle osservazioni e determinazioni degli organi aziendali, inviata ai sensi della delibera Consob n. 17297 del 28 aprile 2010, dovrà contenere gli esiti dei controlli effettuati sul tema.

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Prezzi: l’inflazione accelera al +1,1%, con ricadute di 325,60 Euro annui a famiglia.

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Urgente avviare misure adeguate per il rilancio della domanda interna e dell’occupazione.

L’Istat diffonde oggi i dati relativi al tasso di inflazione a febbraio, che sale al +1,1%.

Più marcata l’accelerazione del tasso relativa al carrello della spesa, che si attesta al +2,1%, sulla spinta dell’incremento dei prezzi dei vegetali freschi a causa del maltempo di questi giorni, nonché dei costi dell’energia.

Tale crescita comporta aumenti aggravi in termini annui per una famiglia tipo di circa 325,60 Euro annui.

Un importo che, specialmente nella delicata fase che il Paese sta attraversando, mettono a dura prova i bilanci familiari, con importanti conseguenze negative sull’intero sistema economico, a causa dell’ulteriore contrazione della domanda interna.

Ad aggravare ulteriormente la situazione contribuiscono le minacce provenienti dal rischio di aumento della pressione fiscale, nonché l’incombente aumento dell’IVA che potrebbe scattare dal prossimo anno.

Abbiamo fatto appello a Comuni e Regioni affinché non aumentino le addizionali, determinando un ulteriore aumento della pressione fiscale per i cittadini, che si rivelerebbe insostenibile in questo momento.

Per quanto riguarda l’incremento dell’IVA che si prospetta nei prossimi anni è fondamentale che il Governo lavori con impegno e serietà per trovare le coperture necessarie a scongiurare le clausole di salvaguardia.

“È evidente che, di fronte a tale situazione non basta evitare gli aumenti, ma è necessario rilanciare la domanda interna attraverso una reale riforma fiscale con al centro una riduzione sul lavoro dipendente e sulle pensioni. È inoltre necessario destinare risorse agli investimenti per rimettere in moto la crescita, creando così una ripresa occupazionale stabile.” – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori.

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