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Sei assicurato e forse non lo sai’… Come non cascarci

Il 21/7/2014 l’IVASS, l’”istituto per la vigilanza sulle assicurazioni”, ha reso noti gli esiti di una sua indagine sulle polizze collegate a prodotti e servizi di natura non assicurativa, pubblicando una relazione denominata “Sei assicurato e forse non lo sai” (1). Questo titolo fa capire come l’istituto di vigilanza abbia rilevato alcune criticità relative alle fasi di sottoscrizione e di disdetta ma anche, soprattutto, al fatto che molti di questi contratti sono stipulati inconsapevolmente dal consumatore, con costi non correttamente esplicitati.

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Il danno economico a carico del consumatore potrebbe inoltre essere doppio: nel caso di sottoscrizioni occulte non solo si trova a dover pagare una copertura non richiesta, ma non può nemmeno fruirne, non essendone a conoscenza.
Il fine dell’indagine IVASS è stato proprio quello di “garantire che la diffusione di questi prodotti avvenga in modo da non pregiudicare le esigenze di tutela del consumatore”. A tal fine l’istituto di vigilanza, per usare le sue stesse parole“sta predisponendo alcune linee di intervento” e ha coinvolto, per le iniziative di loro competenza, l’Antitrust (Autorità garante della concorrenza e del mercato), l’AEEG (Autorità per l’energia elettrica ed il gas), il Garante della privacy e le Autorità idriche.
Diventa importante quindi non solo conoscere i punti di criticità di questi contratti e del loro collegamento, ma anche segnalare le stesse alle varie Autorità.

Ma di quali contratti si tratta?
I contratti coinvolti dall’indagine sono nella maggioranza assicurazioni collegate, tramite convenzioni, a contratti di vario tipo, pensate per “coprire” i rischi insiti nel contratto stesso.
I settori esaminati sono vari: viaggi, servizi bancari, sportivi, utenze pubbliche (acqua, gas, elettricità), telefonia, veicoli, trasporto, con 1600 tipi di contratti che hanno coinvolto più di 15 milioni di soggetti.

Gli abbinamenti classici sono:
– per il settore viaggi: polizze copertura sanitaria, rimborso spese mediche, perdita del bagaglio, copertura delle penali, tutela legale, assistenza parenti;
– per il settore veicoli: polizze incendio, danni a terzi, furto e rapina, atti vandalici, kasko, assistenze varie in caso di guasto, etc.;
– per il settore bancario: polizze infortuni, malattia, altri danni a beni, assistenza, assicurazioni sulla vita;
– per il settore sport: infortuni, altri danni a beni, responsabilità civile generale, tutela legale, assistenza;
– per il settore utenze pubbliche: perdite pecuniarie (per esempio per perdite occulte), assistenza in caso di piccoli guasti, etc.;
– per il settore telefonia: nell’acquisto di telefonini, per esempio, polizze che coprono il furto, l’uso fraudolento, il danneggiamento.
– per il settore trasporto: malattia, spese mediche, assistenza.

L’indagine ha rilevato una interessante “fotografia” del settore, che evidenzia come la maggior parte delle polizze collegate faccia parte del pacchetto “acquisto bene/servizio” (all-inclusive) e vi siano economicamente incluse e presentate come “benefit” volto a valorizzare il prodotto (69%), mentre per il resto si tratta di polizze distinte, abbinabili facoltativamente, con costi a parte.
Può inoltre trattarsi di polizze con un collegamento funzionale legato alla natura del contratto (come nell’esempio dei pacchetti viaggio, la polizza che copre la penale in caso di annullamento per malattia), o con collegamenti diversi, legati alla posizione del cliente rispetto al contratto principale (polizze danni collegate a conti correnti che rimborsano un indennizzo pari al saldo attivo o passivo del c/c al momento del sinistro). Il collegamento potrebbe anche non esserci affatto, e in tal caso il contratto principale è solo l’occasione -per il venditore- di commercializzare una polizza assicurativa.
E’ evidente quindi come i danni al consumatore in caso di sottoscrizioni ingannevoli siano diversi a seconda del tipo di polizza.

Vediamo le anomalie rilevate, che rappresentano aspetti a cui il potenziale cliente deve fare attenzione.
Modalità di adesione
La maggioranza delle polizze “all inclusive”, ovvero quelle che fanno parte integrante del pacchetto “acquisto bene/servizio” (per esempio un pacchetto viaggio), sono sottoscritte “automaticamente” con la sottoscrizione del contratto principale.
La maggioranza delle polizze “abbinabili” necessitano invece di un consenso espresso del cliente.
In questo caso l’anomalia principale è l’attivazione inconsapevole attraverso una sorta di silenzio-assenso di polizze non gratuite. Ulteriormente, si trovano talvolta polizze con il cosiddetto meccanismo di “opt out”, con polizze già preselezionate che il cliente ha l’onere di dover deselezionare qualora non ne desideri l’attivazione. Ambedue i sistemi sono vietati dalle disposizioni IVASS (Regolamento ISVAP 34/2010).
E’ bene sapere che in tutti i casi, prima di firmare si devono ricevere una serie di informazioni obbligatorie, cartacee, da parte della compagnia di assicurazioni, direttamente o tramite intermediari (in molti casi il venditore del bene/servizio).

Conoscibilità delle coperture assicurative (al fine della loro fruizione)
Strettamente collegata alla precedente, l’anomalia sta nel fatto che in fase di sottoscrizione non viene chiarita l’esistenza della polizza e, conseguentemente, la possibilità di fruirne. Un danno che si aggiunge all’eventuale danno economico diretto (eventuale costo della polizza).
Altra anomalia è l’impossibilità o difficoltà a reperire i fascicoli informativi e le condizioni contrattuali delle polizze sui siti Internet dei venditori del bene o servizio oggetto del contratto principale. Un’eventualità contestabile (e segnalabile) rispetto alle disposizioni della stessa IVASS (Regolamento ISVAP 35/2010).

Durata della polizza e rescissione
Nella maggioranza dei casi la polizza ha la stessa durata del contratto principale e scade con la medesima tempistica. La rescissione, quindi, avviene automaticamente senza bisogno di inviare comunicazioni o richieste. Se una polizza che si attiva automaticamente col contratto principale prevedesse l”obbligo di esplicitare la disdetta, si tratterebbe di un’anomalia pregiudizievole per il consumatore, da segnalare prontamente all’IVASS.
Ci sono però dei casi (pur in minoranza) di polizze che hanno durata indipendente dal contratto principale, che è importante conoscere per poter sapere quando (e come) sia possibile darne disdetta.

Chiara esposizione dei costi
In tutti i casi in cui la polizza collegata non sia gratuita (presentata come “benefit”) o compresa nel prezzo del contratto principale, i suoi costi vanno ovviamente ben specificati, anche se sono bassi (nella maggioranza di casi non superano i 30 euro).
Sulla effettiva gratuità delle polizze presentate come benefit, l’IVASS si riserva di indagare ancora, per accertarsi che gli effettivi costi non siano “girati” ingannevolmente sul consumatore dal venditore del bene/servizio oggetto del contratto principale.

Due cose da sapere sulle polizze connesse ai mutui
Aggiungiamo due regole di legge che riguardano le polizze connesse ai contratti di mutuo o ad altri contratti di finanziamento (credito al consumo, per esempio).
Per prima cosa, le banche non possono abbinare ai mutui polizze proprie o di società del proprio gruppo. Se condizionano il mutuo alla sottoscrizione di una polizza vita, devono proporre due preventivi diversi, lasciando il cliente libero di scegliere sul mercato la polizza che ritiene migliore.
Se è stato corrisposto un premio unico, inoltre, in caso di estinzione anticipata o di trasferimento del mutuo, le banche devono restituire all’assicurato la parte di premio relativa al periodo residuo (detratte le spese amministrative) o, in alternativa e su richiesta dell’assicurato, fornire copertura fino alla scadenza a favore del nuovo beneficiario designato, se c’è.
(Per riferimenti si vedano il Dl 179/2011 art.22 commi 15quater e segg. e art.49 del Regolamento ISVAP 35/2010; l’art.36bis del Dl 201/2011, l’art.28 del Dl 1/2012 convertito nella Legge 27/2012 e il provvedimento ISVAP n.2946/2011).

Per tutti gli obblighi informativi relativi alle polizze danni si veda la scheda
ASSICURAZIONI DANNI LE REGOLE GENERALI (2)

Come segnalare
– all’IVASS le segnalazioni possono essere fatte per iscritto o telefonicamente. Qui tutti i riferimenti necessari (cliccare poi su Contact Center Consumatori, in alto a sinistra) (3). Utile anche la procedura di reclamo, da inviare all’IVASS dopo aver contattato l’impresa assicuratrice.
– all’ANTITRUST, utile per le segnalazioni di presunte pratiche commerciali scorrette (soprattutto inerenti la fase di sottoscrizione), le segnalazioni si fanno online o per iscritto, si veda qui (4).

(1) http://www.ivass.it/ivass_cms/docs/F4625/Indagine_conoscitiva_sulle_polizze_abbinate_a_prodotti_e_servizi_di_natura_non_assicurativa.pdf
(2) http://sosonline.aduc.it/scheda/assicurazioni+danni+regole+generali_21853.php
(3) http://www.ivass.it/
(4) http://www.agcm.it/consumatore/5616-come-segnalare.html

Rita Sabelli, responsabile Aduc per l’aggiornamento normativo

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Elettricità: differita al 2020 l’ultima fase della riforma tariffaria per gli oneri generali dei clienti domestici

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dal 1° gennaio 2019 eliminata la progressività della componente di commercializzazione

Milano, 5 dicembre 2018 – Il completamento della riforma delle tariffe relativa alle componenti degli oneri generali di sistema per i clienti domestici viene differito di un ulteriore anno rispetto al previsto 1° gennaio 2019. Lo ha deciso l’Autorità con la delibera 626/2018/R/eel per evitare la sovrapposizione nel prossimo anno con gli effetti che deriveranno dalla riattivazione degli oneri generali, parzialmente sospesi negli ultimi 2 trimestri per limitare gli aumenti di spesa dell’energia elettrica.

La riforma delle tariffe domestiche, definita dall’Autorità in attuazione del decreto legislativo n.102/14, ha già permesso di eliminare la progressività dalle tariffe dei servizi di rete (trasmissione e distribuzione), nel rispetto degli obiettivi di sostenibilità ambientale e di allineamento della struttura delle tariffe ai costi del servizio.

Per le componenti tariffarie degli oneri generali rimane quindi in vigore la struttura a due scaglioni in vigore nel 2018 (fino a 1.800 kWh/anno e oltre 1.800 kWh/anno). Ciò permette di mantenere proporzionato, per tutti i clienti domestici, l’effetto della riattivazione degli oneri generali.

Il rinvio non riguarda invece la componente DISPBT, applicata a tutti i clienti aventi diritto al servizio di maggiore tutela, che nel 2018 aveva ancora una struttura progressiva per i clienti domestici residenti. Dal 2019 verranno pertanto eliminati gli scaglioni da tale componente, che riguarda i costi di commercializzazione1

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Ferri da Stiro, approfondimento di Unomattina con Luigi Gabriele di ADICONSUM e Valerio Rossi Albertini (Fisico del CNR)

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Tipologie ferri da stiro.

Approfondimento di Unomattina con luigi Gabriele Adiconsum e Valerio Rossi Albertini Fisico CNR

Riguarda il video dal minuto 39

  • Perchè il ferro a caldaia ha superato quello classico?Pro e contro di questa scelta.Ferri classici, perchè c’è una differenza così ampia tra quelli che costano 20 euro e quelli 100?
  • Consigli per l’acquisto
  • Consumi tra classici e a caldaia.
  • Acqua decalcificata(distillata) ha senso?

Vediamo l’approfondimento realizzato dalla redazione con la collaborazione dell’ufficio stampa di ADICONSUM

A vapore

Prezzo: da 20 a 100 euro circa

Potenza massima: (200-2500 watt)

Pro:

  • Economico
  • Occupa poco spazio
  • Utile per stirature rapide
  • Si scalda velocemente

Contro:

  • Serbatoio limitato

Caratteristiche importanti da valutare

  • La pressione del vapore, espressa in bar (sotto 3bar la pressione è bassa, i modelli migliori più aggiornati vanno dai 4,5 bar in su)
  • Grammi di vapore/minuto (per avere prestazioni decenti questo valore deve essere almeno pari a 70g/min; i top di gamma arrivano tranquillamente a 200g/minuto)
  • Vapore verticale (funzione optional)

Consumi: dipendono da molti fattori; una maggiore potenza in termini di watt comporta un maggiore consumo energetico, ma allo stesso tempo, consente al ferro di scaldarsi più velocemente.

Con caldaia

Prezzo: varia in base alle prestazioni da 50 fino a 300 euro

Potenza massima: 700 -2400 watt 

Pro:

  • ideale per lunghe sessioni di stiratura
  • diverse fasce di prezzo
  • esistono modelli che promettono un risparmio energetico del 20/30%

Contro:

  • Molto voluminoso

Caratteristiche importanti da valutare

  • Presenza di un sistema anticalcare adeguatoRisparmio energetico (alcuni modelli assicurano risparmi maggiori rispetto ad altri sistemi)

Da viaggio

Prezzo: dai 13 ai 40 euro

Potenza massima: 700 -1000 watt

Pro:

  • Facile da trasportare
  • Economico

Contro:

Bassa temperatura

Caratteristiche importanti da valutare

  • Varianti mini
  • Varianti con manico pieghevole

Senza filo

Prezzo: 40 /120 euro

Potenza: 1800 – 2400 watt

Pro:

  • Niente fili
  • Poco ingombrante

Contro:

  • Più costoso di un ferro a vapore (a parità di prezzo le performance del ferro a vapore sono migliori)
  • Non adatto per lunghe sessioni di stiratura

Caratteristiche importanti da valutare

  • Vedi ferro da stiro a vapore

 

Verticale

Prezzo: 30/150 euro (alcuni modelli possono arrivare a 910 euro)

Potenza: 700- 1800 watt

Pro:

  • Pratici da usare
  • Prezzi che variano
  • Stiratura molto veloce

Contro:

  • Poco precisi

Caratteristiche importanti da valutare

  • Modello ferro da stiro verticale
  • Modello stiratrice verticale

Altri modelli:

Tavola da stiro con ferro incorporato; Pressa da stiro; macchina per stirare

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Consumatori

Aspirapolvere o scopa elettrica? Fatti consigliare da un fisico (Valerio Rossi Albertini) e un consumerista(Luigi Gabriele)

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Unomattina

St 2018/19 Aspirapolvere o scopa elettrica? – 18/09/2018

Come eliminare la polvere domestica? In studio Luigi Gabriele, esperto consumi, e Valerio Rossi Albertini, fisico CNR.

Riguarda il video:

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