Seguici su

Consumatori

Servizi #svuotacredito non richiesti sul cellulare

Pubblicato

il

Oggi riunione cruciale in Agcom

Codici: è necessario fermare in maniera definitiva questo fenomeno
che costa ai consumatori 450 milioni ogni anno

Questa mattina si è tenuta in Agcom una riunione cruciale per ridurre il fenomeno delle truffe #svuotacredito.

Purtroppo il consumatore italiano è vittima indifferenziata di pratiche commerciali scorrette o servizi non richiesti da parte delle aziende, non solo energetiche ma anche telefoniche, e si badi bene, nonostante qui le cifre siano inferiori, il fenomeno non è meno trascurabile.
Sempre più frequenti sono infatti le problematiche sui “servizi a valore aggiunto o a contenuto” che stanno raggiungendo un livello allarmante, oltre che fuorviante per un mercato degno di essere definito trasparente ed efficace.

Com’è noto, la facilità con la quale si cade nella truffa è strabiliante, basta sfiorare un banner o stare sulla pagina di un articolo per più di un minuto, e ci si ritrova attivato un servizio mai richiesto, ad un costo medio di 4,99€ settimanali, che vengono prontamente scalati dal vostro credito.

La semplicità di attivazione non corrisponde quasi mai alla trasparenza o alla altrettanta semplicità nella disattivazione.

Per disattivare gli abbonamenti, infatti, il consumatore è costretto quasi sempre a chiedere la nostra assistenza perché diventa incomprensibile, o quasi mai identificabile, la modalità per disattivare. Come pure, è altrettanto inconcepibile la eccessiva discrezionalità che gli operatori adottano per stabilire chi e quando si abbia diritto ad un rimborso.

Oggi l’Autorità prova a porre “rimedio”, mettendo in atto una sperimentazione che avrà durata di 6 mesi, durante i quali alle aziende sarà data la possibilità dare autonomamente una soluzione. E’ come dire, insomma, al gatto di fare la guardia al topo e, di certo, non sortirà gli effetti sperati.

Codici chiede di fermare totalmente il fenomeno, considerata la gravità e la consistenza del numero degli operatori coinvolti, e di intervenire regolando in maniera definitiva, al fine di tutelare correttamente i consumatori.

La mancata incisività dell’Autorità e il suo intervento così debole e permissivo, fa si che le compagnie telefoniche, in questo caso come in quello della fatturazione a 28 giorni, facciamo quello che vogliono, in maniera spregiudicata e totalmente lesiva del consumatore.
E’ ingiusto che siano, come sempre, i consumatori a dover subire un torto e a doverci rimettere, Codici chiede che il fenomeno dei servizi svuotacredito sia definitivamente arginato.

Codici si dice molto delusa dalla strada intrapresa dall’Agcom, in quanto è evidente l’inutilità di questa sperimentazione che non farà altro che allungare i tempi e permettere agli operatori di perpetrare queste pratiche scorrette.
Per renderci conto dell’entità della situazione, ecco i numeri dell’osservatorio Codici: 5 euro, mediamente ogni sei mesi, sottratti inconsapevolmente ai consumatori, per 45 milioni di sim, che fanno un totale di 450 milioni di euro ogni anno. E, attenzione, si tratta di stime prudenziali. Supponiamo che il numero salga vertiginosamente, considerando che in Italia le sim sono 90 milioni e i servizi svuotacredito vengono attivati almeno 2 volte nel corso di un anno.

Codici, inoltre, suggerisce a tutti i consumatori, in particolare in presenza di bambini, di prestare attenzione:

– mentre utilizzano l’Ipad: è bene bloccare l’accesso a qualsiasi sito non protetto o che presenti dei contenuti pubblicitari;
– per quanto riguarda gli smartphone, invece, evitare assolutamente di cliccare su banner pubblicitari.

Se doveste ricevere un messaggio di attivazione del servizio, per riavere i soldi relativi al costo di attivazione è necessario chiamare il proprio operatore e provvedere alla disattivazione e al rimborso. Nel caso in cui non riusciate a far disattivare il servizio, rivolgetevi all’Associazione Codici.

Clicca per commentare

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply

Consumatori

Elettricità: differita al 2020 l’ultima fase della riforma tariffaria per gli oneri generali dei clienti domestici

Pubblicato

il

dal 1° gennaio 2019 eliminata la progressività della componente di commercializzazione

Milano, 5 dicembre 2018 – Il completamento della riforma delle tariffe relativa alle componenti degli oneri generali di sistema per i clienti domestici viene differito di un ulteriore anno rispetto al previsto 1° gennaio 2019. Lo ha deciso l’Autorità con la delibera 626/2018/R/eel per evitare la sovrapposizione nel prossimo anno con gli effetti che deriveranno dalla riattivazione degli oneri generali, parzialmente sospesi negli ultimi 2 trimestri per limitare gli aumenti di spesa dell’energia elettrica.

La riforma delle tariffe domestiche, definita dall’Autorità in attuazione del decreto legislativo n.102/14, ha già permesso di eliminare la progressività dalle tariffe dei servizi di rete (trasmissione e distribuzione), nel rispetto degli obiettivi di sostenibilità ambientale e di allineamento della struttura delle tariffe ai costi del servizio.

Per le componenti tariffarie degli oneri generali rimane quindi in vigore la struttura a due scaglioni in vigore nel 2018 (fino a 1.800 kWh/anno e oltre 1.800 kWh/anno). Ciò permette di mantenere proporzionato, per tutti i clienti domestici, l’effetto della riattivazione degli oneri generali.

Il rinvio non riguarda invece la componente DISPBT, applicata a tutti i clienti aventi diritto al servizio di maggiore tutela, che nel 2018 aveva ancora una struttura progressiva per i clienti domestici residenti. Dal 2019 verranno pertanto eliminati gli scaglioni da tale componente, che riguarda i costi di commercializzazione1

Continua a leggere

Consumatori

Ferri da Stiro, approfondimento di Unomattina con Luigi Gabriele di ADICONSUM e Valerio Rossi Albertini (Fisico del CNR)

Pubblicato

il

Tipologie ferri da stiro.

Approfondimento di Unomattina con luigi Gabriele Adiconsum e Valerio Rossi Albertini Fisico CNR

Riguarda il video dal minuto 39

  • Perchè il ferro a caldaia ha superato quello classico?Pro e contro di questa scelta.Ferri classici, perchè c’è una differenza così ampia tra quelli che costano 20 euro e quelli 100?
  • Consigli per l’acquisto
  • Consumi tra classici e a caldaia.
  • Acqua decalcificata(distillata) ha senso?

Vediamo l’approfondimento realizzato dalla redazione con la collaborazione dell’ufficio stampa di ADICONSUM

A vapore

Prezzo: da 20 a 100 euro circa

Potenza massima: (200-2500 watt)

Pro:

  • Economico
  • Occupa poco spazio
  • Utile per stirature rapide
  • Si scalda velocemente

Contro:

  • Serbatoio limitato

Caratteristiche importanti da valutare

  • La pressione del vapore, espressa in bar (sotto 3bar la pressione è bassa, i modelli migliori più aggiornati vanno dai 4,5 bar in su)
  • Grammi di vapore/minuto (per avere prestazioni decenti questo valore deve essere almeno pari a 70g/min; i top di gamma arrivano tranquillamente a 200g/minuto)
  • Vapore verticale (funzione optional)

Consumi: dipendono da molti fattori; una maggiore potenza in termini di watt comporta un maggiore consumo energetico, ma allo stesso tempo, consente al ferro di scaldarsi più velocemente.

Con caldaia

Prezzo: varia in base alle prestazioni da 50 fino a 300 euro

Potenza massima: 700 -2400 watt 

Pro:

  • ideale per lunghe sessioni di stiratura
  • diverse fasce di prezzo
  • esistono modelli che promettono un risparmio energetico del 20/30%

Contro:

  • Molto voluminoso

Caratteristiche importanti da valutare

  • Presenza di un sistema anticalcare adeguatoRisparmio energetico (alcuni modelli assicurano risparmi maggiori rispetto ad altri sistemi)

Da viaggio

Prezzo: dai 13 ai 40 euro

Potenza massima: 700 -1000 watt

Pro:

  • Facile da trasportare
  • Economico

Contro:

Bassa temperatura

Caratteristiche importanti da valutare

  • Varianti mini
  • Varianti con manico pieghevole

Senza filo

Prezzo: 40 /120 euro

Potenza: 1800 – 2400 watt

Pro:

  • Niente fili
  • Poco ingombrante

Contro:

  • Più costoso di un ferro a vapore (a parità di prezzo le performance del ferro a vapore sono migliori)
  • Non adatto per lunghe sessioni di stiratura

Caratteristiche importanti da valutare

  • Vedi ferro da stiro a vapore

 

Verticale

Prezzo: 30/150 euro (alcuni modelli possono arrivare a 910 euro)

Potenza: 700- 1800 watt

Pro:

  • Pratici da usare
  • Prezzi che variano
  • Stiratura molto veloce

Contro:

  • Poco precisi

Caratteristiche importanti da valutare

  • Modello ferro da stiro verticale
  • Modello stiratrice verticale

Altri modelli:

Tavola da stiro con ferro incorporato; Pressa da stiro; macchina per stirare

Continua a leggere

Consumatori

Aspirapolvere o scopa elettrica? Fatti consigliare da un fisico (Valerio Rossi Albertini) e un consumerista(Luigi Gabriele)

Pubblicato

il

Unomattina

St 2018/19 Aspirapolvere o scopa elettrica? – 18/09/2018

Come eliminare la polvere domestica? In studio Luigi Gabriele, esperto consumi, e Valerio Rossi Albertini, fisico CNR.

Riguarda il video:

Continua a leggere