Una sanzione complessiva di un milione e 733mila euro è stata irrogata dall’Antitrust a quattro operatori telefonici: Telecom (583mila), Wind (350mila), Vodafone (400mila) e H3G (400mila). Le società non hanno ottemperato ai provvedimenti del 13 gennaio scorso, continuando a non acquisire un consenso pienamente consapevole del consumatore per l’acquisto dei servizi premium attraverso la navigazione su Internet con telefoni cellulari.

L’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato ha accertato che, anche successivamente a queste delibere, i quattro operatori non hanno implementato un sistema idoneo a garantire l’acquisto consapevole dei servizi. A tal fine, viene considerato insufficiente digitare il tasto di attivazione una sola volta.

A parere dell’Antitrust, infatti, le imprese avrebbero potuto e dovuto implementare misure idonee a contrastare il fenomeno delle attivazioni non richieste mediante un unico click per l’acquisto del servizio. Ciò, a maggior ragione, perché si tratta di un mercato che richiede un elevato livello di tutela degli utenti.

Sulla base di queste considerazioni, l’Autorità ha ritenuto l’inottemperanza ancora in corso per tre dei quattro operatori: Telecom, Wind e Vodafone. Mentre H3G, a giudizio dell’Antitrust, ha provveduto dal 1 ottobre 2015 a implementare un modello di acquisizione del consenso del consumatore basato su una doppia digitazione, all’interno di una landing page posta sotto il controllo diretto dell’operatore,  idonea a prevenire in modo adeguato il fenomeno delle attivazioni di servizi premium non richieste.

Roma, 16 ottobre 2015

Bene per il Codacons la nuova sanzione dell’Antitrust nei confronti degli operatori telefonici per lo scandalo dei servizi telefonici Premium attraverso la navigazione Internet con telefoni cellulari. La vicenda nasceva da una denuncia presentata dal Codacons all’Autorità per la concorrenza, e aveva già portato nei mesi scorsi a severi provvedimenti nei confronti dei gestori della telefonia mobile.

Tuttavia per l’associazione la multa decisa oggi dall’Antitrust non scalfirà minimamente le casse delle compagnia telefoniche: dai servizi Premium attivati loro malgrado dagli utenti, infatti, ciascun gestore incassa milioni e milioni di euro ogni anno, un business così elevato da rendere irrisori i complessivi 1,7 milioni di euro di multa inflitti dall’Autorità.