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Sharing economy, vantaggi e tanti pericoli. Lo studio di Consumers’Forum

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Che ruolo hanno le Authority con i rapidi cambiamenti in atto nel mondo del consumo? Quali garanzie ci sono per la tutela del consumatore in un mercato di transizione dalla sharing alla social economy? Che ruolo ha la tecnologia nei nuovi mercati?

Siamo consapevoli dei pericoli della crescita di una parallela shadow economy?

Se ne è discusso oggi nel corso del decimo convegno annuale organizzato da Consumers’ Forum con le maggiori Authority italiane, aperto dal Presidente di Consumers’ Forum  Mario Finzi, al tavolo  insieme a Roberto Chieppa (AGCM), Pier Paolo Bortoni (AEEGSI), Antonello Soro (PRIVACY), Andrea Camanzi (TRASPORTI), Mario Staderini (AGCOM), Elena Bellizzi (IVASS) e Guido Stazi (CONSOB).

Molti i temi che Consumers’ Forum  ha discusso con le Authority, partendo da Consumerism,  analisi annuale svolta in collaborazione con Università Roma Tre, dal titolo “Dalla sharing alla social economy”. Quest’anno il rapporto ha affrontato in particolare modo il tema degli shadow media, delle smart grid, del collective switching, della tutela simile, dei new comers nel  trasporto privato e di innovazione social nel trasporto pubblico, del social lending, del block chain e lending crowdfunding, delle nuove forme di e-business finanziario, di shadow insurance, assicurazioni e reti di servizi sociali. Che ruolo ha la tutela della privacy in questo mercato digitalizzato? Ne abbiamo discusso con il Presidente del Garante Privacy Antonello Soro. E l’Antitrust come interviene e interverrà per regolare un mercato in forte evoluzione e così grande cambiamento? Ne abbiamo ragionato  con il Consigliere e Segretario Generale Roberto Chieppa.

Così  Mario Finzi  – Presidente di Consumers’ Forum: “Per capire come tutelare il consumatore bisogna innanzitutto capire la differenza tra la sharing e la social economy. Con l’entrata prepotente della digitalizzazione compare dunque un soggetto terzo, ossia qualcuno che organizza professionalmente l’attività di sharing di beni e servizi. Questo permette di ampliare mercati rendendoli di fatto universali. Inevitabili le conseguenze anche sul piano delle tutele per i fruitori di beni e servizi, da un lato, e per le imprese (vecchie e nuove), dall’altro. Precisa Finzi: “Se nel mercato tradizionale ci sono delle regole stabilite dalle leggi nazionali e comunitarie e dalle autorità di regolazione, nel sistema della social economy, queste garanzie vengono meno. Il venir meno di una parte di queste tutele e garanzie per ottenere un minor costo del servizio è qualcosa di cui però i consumatori non sempre sono pienamente consapevoli.”  E ancora Finzi: “Le associazioni di consumatori  devono capire in che modo i regolatori intendano partecipare a ricostruire un sistema di garanzie e fare una corposa attività di informazione verso i consumatori. Le imprese del resto sono spesso spiazzate dalle novità che arrivano nel sistema e accusano dei contraccolpi di mercato molto forti. Chiude Finzi: Occuparsi di questi temi è perfettamente in linea con lo scopo di Consumers’ Forum che ha in sé sia l’anima consumerista che quella delle imprese. Seguire questi temi così rivoluzionari permette di continuare ad avere la possibilità di parlare anche ai giovani senza rimpiangere il passato e capire verso cosa si sta muovendo il mondo.”

 

Lo studio è consultabile al seguente link

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Consumatori

Revisionare uno scooter costa come un SUV. Esposto del Codacons

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La revisione auto, il famoso certificato cui sono obbligati i proprietari di auto e motocicli, finisce al vaglio dell’Antitrust. Il Codacons ha presentato infatti un esposto all’Autorità per la concorrenza e al Ministero dei Trasporti chiedendo di fare luce sui costi del certificato che la legge impone ai cittadini e di modificare le tariffe stabilite per legge.

Il certificato di revisione è un controllo obbligatorio previsto dal Codice della Strada su tutti i veicoli a motore, finalizzato a verificarne le condizioni sul fronte della sicurezza, del livello di emissioni inquinanti e della rumorosità – spiega l’associazione – Le tariffe per ottenere il rilascio del documento sono stabilite dal Ministero dei Trasporti di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze ma il relativo decreto non fa alcuna distinzione tra tipologie di veicolo: ne consegue così che per sottoporre uno scooter a revisione si paga la stessa cifra prevista per un Suv o per un’auto potente e di elevata cilindrata.

Nello specifico per il corrente anno i costi relativi alle operazioni di revisione sono pari 45,00 euro se la revisione è effettuata presso la Motorizzazione e 66,80 euro (Iva inclusa) se la revisione è effettuata presso un’officina autorizzata.

Fermo restando la legittimità dell’obbligo di revisione dei veicoli, con riferimento all’aspetto meramente economico ne emerge, a parere della scrivente associazione, un’evidente disparità di trattamento fra gli utenti/automobilisti, in funzione del mezzo adoperato, ed in ragione della loro capacità contributiva ex art. 53 Cost. – scrive il Codacons nell’esposto – Si chiede pertanto di aggiornare ovvero parametrare le tariffe relative alle operazioni di revisione tenendo conto dei dati del veicolo (cilindrata, modello, data di immatricolazione, alimentazione, allestimento del veicolo, tipo di utilizzo e i km percorsi annualmente) nonché ai dati del proprietario (persona fisica, giuridica o società; residenza, data di nascita e anno di conseguimento della patente; classe di merito e attestato di rischio; numero di sinistri e tipologia; eventuali altre auto possedute in famiglia), previo annullamento in autotutela ai sensi della L. 241/90 del “Regolamento recante la fissazione delle tariffe applicabili alle operazioni di revisione dei veicoli” ex D. Min. Trasporti del 2 agosto 2007, n.161”.

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Via libera della Camera alla videoserveglianza nella Asili

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Una ottima notizia per il Codacons il via libera dell’Aula alla procedura d’urgenza per l’esame della proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili nido e nelle strutture socio-assistenziali per anziani e disabili.

“Da più di dieci anni ci battiamo affinché vengano introdotte telecamere negli asili e nelle scuole, e presso le strutture sanitarie, perché si tratta dell’unica misura realmente utile per combattere violenza e maltrattamenti a danno dei più deboli – afferma il presidente Carlo Rienzi – In Italia sono infatti aumentati a dismisura i casi di bambini malmenati dalle maestre o di disabili e anziani abusati presso cliniche e strutture sanitarie, casi portati all’attenzione pubblica solo grazie ai sistemi di videosorveglianza installati per ordine della magistratura”.

“Invitiamo Governo e Parlamento a non cedere alle pressioni della lobby dei sindacati che, specie nel settore scolastico, si sono schierati contro la presenza delle telecamere, che al contrario potrebbero tutelare anche gli insegnanti contro episodi di bullismo” – conclude Rienzi.

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Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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