Dopo tre mesi di rialzi arriva una netta battuta d’arresto per l’industria nostrana

Dopo tre mesi di rialzi, si ferma il recupero della produzione industriale italiana, sottolineano gli analisti di Altroconsumo Finanza. A dicembre la produzione industriale italiana è diminuita dello 0,9% rispetto a novembre. Si tratta dunque di un dato peggiore delle attese, che invece prevedevano un rialzo dello 0,2%. Rispetto ad un anno fa la perdita è dello 0,7%.

Rispetto ad un mese fa, a livello industriale cresce il comparto dei beni intermedi (+0,1%). Diminuiscono invece i raggruppamenti dei beni strumentali (-2,5%), dei beni di consumo (-0,4%) e dell’energia (-0,2%).

“Nel mese di dicembre 2013 l’indice corretto per gli effetti di calendario – commenta Vincenzo Somma direttore di Altroconsumo Finanza – segna, rispetto a dicembre 2012, i maggiori incrementi nei settori della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+8,0%), della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+7,5%) e della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+7,4%)”.
“I settori che registrano i cali maggiori – continua Vincenzo Somma – sono la fabbricazione di macchinari e attrezzature (-9,9%), le industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-6,9%) e la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (-6,5%)”.

PRODUZIONE INDUSTRIALE: SAPERNE DI PIÙ
Descrizione. Indica la variazione delle quantità di beni e di energia prodotti sia per il consumo interno sia per le esportazioni.
Punti di forza. È considerato un buon indicatore dello stato di salute dell’economia.
Punti di debolezza. L’effetto “anticipatore” è molto attenuato dal fatto che il dato non è particolarmente tempestivo (è pubblicato oltre un mese dopo il periodo di riferimento).
È in grado di influenzare i mercati? Sì. Innanzitutto perché fornisce un’idea dello stato dell’economia senza attendere i dati sul Pil (la ricchezza complessivamente prodotta da un Paese). Inoltre, il rapporto tra la produzione industriale e il livello della capacità produttiva (rapporto indicato come grado di utilizzo della capacità produttiva) è considerato un buon indicatore delle future dinamiche inflazionistiche.