A più di un anno di distanza ancora non è chiaro se le mele e le pere sono prodotte utilizzando pesticidi, ammendanti e fitofarmaci nocivi per la salute e quindi messi fuori mercato, almeno in UE.
Secondo alcune voci che circolano nei mercati locali, anche se l’UE ha previsto il divieto di utilizzo, (e/o la riduzione è passato da da 5 a 0,1 mg/kg il limite massimo di residui di pesticidi) la Difenilammina è ancora utilizzata sottobanco.
La Difenilammina è un pesticida, usato su mele e pere dopo la raccolta , per essere poi conservate nelle celle frigorifero per prevenire la comparsa di macchie nerastre sulla buccia. Secondo alcune indiscrezioni, ( richieste di chiarimento alla testata giornalista www.frodialiemntari.it, da parte di alcuni consumatori allarmati) tale prodotto è utilizzato anche nelle mele annurca ( igp campana).
Il REGOLAMENTO (UE) che ha prescritto il divieto è il N. 772/2013 DELLA COMMISSIONE dell’8 agosto 2013 che modifica gli allegati II, III e IV del regolamento (CE) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i livelli massimi di residui di difenilammina in o su determinati prodotti, entrato in vigore nel marzo 2014.
La mela annurca è un prodotto soggetto a disciplinare. Nello specifico il marchio IGP viene attribuito dall’Unione Europea a quei prodotti agricoli e alimentari a cui è riconosciuta una determinata qualità, la reputazione o un’altra caratteristica dipende dall’origine geografica, e la cui produzione, trasformazione e/o elaborazione avviene in un’area geografica determinata. L’Indicazione Geografica Protetta (I.G.P.) “Melannurca campana” è stata riconosciuta, ai sensi del Reg. CE n. 2081/92, con Regolamento (CE) n. 417/2006 (pubblicato sulla GUCE n. L072 dell’11 marzo 2006), mentre la Scheda riepilogativa è stata pubblicata sulla GUCE n. C138 del 7.06.05.
Nelle more del completamento dell’iter comunitario, il MiPAF aveva precedentemente accordato la protezione nazionale transitoria della denominazione con DM del 27.04.2001. Il volume d’affari si aggira intorno i 40 milioni di euro. I principali mercati a cui si orienta la ‘Melannurca Campana’ Igp è per circa 2/3 assorbita dai mercati regionali di Campania e Lazio, mentre il rimanente 1/3 raggiunge i mercati di Lombardia, Piemonte e Toscana.
Per comprendere bene il problema abbiamo interrogato Agostino Macrì ( esperto del settore ed ex dirigente dell’istituto nazionale di Sanità) sulla questione.
Per Macrì la Difenilammina è una sostanza molto efficace per la conservazione delle pere e delle mele. L’Unione Europea con una decisione della Commissione del 30.11.2009 l’ha tolta dall’Allegato I della Direttiva 91/414/CEE e, di fatto, nella UE non può essere impiegata. Le motivazioni della Decisione sono legate al fatto che la documentazione scientifica disponibile non chiarisce i dubbi sulla sua pericolosità, ulteriori prove presentate dagli interessati alla vendita del prodotto non sono stati ritenuti sufficienti dall’EFSA e di fatto le definilammina è quindi è rimasto il divieto. In altri Paesi (USA in particolare) invece l’impiego è consentito. Il problema riguarda adesso i prodotti di importazione che non dovrebbero contenere Difenilammina o quanto meno livelli inferiori a quelli stabiliti dall’EFSA come MRL. E’ in atto un contenzioso, ma al momento, almeno nella UE la difenilammina nelle mele e nelle pere non dovrebbe essere usata. Spero di essere stato chiaro.
A quanto si è appreso quindi, il tipo di pesticida è ritenuto pericoloso per la salute umana in quanto cancerogeno, e in base al principio inserito nell’art 174 del Trattato di Amsterdam, non conoscendo le potenziali ripercussioni sul sistema biologico ne è stato negato l’utilizzo.
Analizzando il problema da un punto di vista giurisprudenziale si evidenzia come contorta e complicata sia la regolamentazione, dato di fatto è che in Europa il pesticida non può essere utilizzato. Questo groviglio di informazioni è anche causato dal fatto che in altre nazioni, come ad esempio, negli Usa, la produzione e commercializzazione di mele prodotte con l’aiuto della di fenilammina è consentito.
Ci si interroga quindi come risolvere la questione, semplice è necessario che il consorzio e le forze di polizia preposte facciano dei test a campione per verificare quanto affermato da alcuni consumatori, ma anche produttori e rivenditori.
Alcuni redattori della testata giornalistica, hanno infatti chiesto delucidazioni in giro e, almeno quelli che sono stati intervistati, hanno affermato che la di fenilammina viene usata ancora sottobanco.
È fondamentale quindi una chiarezza in merito sia per difendere il consumatore finale sia i produttori che rispettano le norme
Anna Zollo