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Consumatori

Si possono sospendere i mutui per 3 anni, ma i ministeri bloccano tutto

(ASSOUTENTI – CASA DEL CONSUMATORE – CODICI)
Sospensione Mutui, Rete Consumatori Italia diffida i ministeri dell’Economia e dello Sviluppo Economico
La norma per dare un po’ di respiro ad aziende e consumatori c’è ma non viene applicata

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Roma, 7 luglio 2015 – Con l’ultima legge di stabilità il governo ha inserito l’opzione per i privati e gli imprenditori di sospendere la quota capitaria dei mutui per il biennio 2015 –17.

Il provvedimento (art. 1 comma n. 246 l. 190/2014) era stato salutato come una grande occasione per il rilancio dell’economia. Grazie allo strumento, è possibile slittare il pagamento senza costi aggiuntivi mediante una semplice istanza.

Dopo anni in cui i governi permettevano che gli istituti di credito cambiassero liberamente le condizioni, questa norma sembrava introdurre misure efficaci per risollevare i consumi data la situazione stagnante che vive il Paese sul piano dell’economia sociale.
Ma la legge, nonostante sia già in vigore, non ha trovato piena esecutività perché i ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Economia non hanno ancora concordato le modalità attuative insieme a banche, associazioni dei consumatori e imprese.

Per questo motivo, Rete Consumatori Italia, il nuovo soggetto frutto della collaborazione fra le Associazioni Assoutenti, Casa del consumatore e CODICI, ha inviato una diffida all’indirizzo del ministero dello Sviluppo Economico e dell’Economia al fine di accelerare i tempi di applicazione.

“Ad oggi i dicasteri non hanno ancora adempiuto ad adottare e approvare tutte le misure necessarie per attuare la norma – dichiarano Furio Truzzi, Presidente Assoutenti, Giovanni Ferrari Presidente Casa del Consumatore e Ivano Giacomelli Segretario di CODICI -. Tale ritardo, oltre che a vanificare le intenzioni del legislatore, sta arrecando pregiudizio agli interessi e ai diritti dei consumatori e degli utenti, i quali si vedono privati di uno strumento che consente la realizzazione dei bisogni privati, ma soprattutto che consente la soddisfazione di un interesse generale alla ripresa economica. La mancata attuazione della norma – aggiungono  – lede gli interessi delle scriventi organizzazioni, sia in quanto enti esponenziali degli interessi diffusi della categoria dei consumatori e utenti, sia in proprio per violazione dei rispettivi scopi statutari”.

Va detto che per il momento ai ministeri si è sostituita l’Abi (associazione banche italiane) che ha messo in piedi un tavolo con le imprese e uno con i consumatori per rivedere al ribasso i criteri della legge. In particolare l’Associazione dei bancari vuole introdurre il limite di sospensione a 12 mesi e definire una platea dei destinatari.

Nella diffida Rete Consumatori Italia chiede (in virtù della l. 241 del 1990 o legge sulla “trasparenza”) la convocazione di un tavolo tecnico o comunque la determinazione di  tutte le misure necessarie al fine di sospendere il pagamento della quota capitale delle rate per gli anni dal 2015 al 2017.


“Se i ministeri dell’Economia e dello Sviluppo Economico non interverranno prontamente siamo pronti a ricorrere alla Giustizia amministrativa”, concludono i responsabili di Rete Consumatori Italia.

 

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Consumatori

Finanziamenti condizionati a polizze assicurative, avviate istruttorie per presunte pratiche commerciale scorrette su Agos, Findometic e Cardif

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, anche a seguito di una segnalazione dell’IVASS, ha avviato due distinti procedimenti istruttori per presunte pratiche commerciali scorrette nei confronti:
•    della società finanziaria Agos Ducato S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Vita, Cardif Assurance Vie s.a.;
•    dell’istituto di credito Findomestic Banca S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Danni, Cardif Assurances Risques Divers s.a..

Oggetto degli approfondimenti sono due autonome condotte poste in essere rispettivamente dalle citate società erogatrici dei finanziamenti e dalle predette compagnie di assicurazione.

Secondo l’ipotesi istruttoria, Agos Ducato S.p.A. e Findomestic Banca S.p.A. avrebbero condizionato, di fatto, la concessione a favore dei consumatori di prestiti personali alla sottoscrizione da parte degli stessi di polizze assicurative prive di connessione con il finanziamento, realizzando in tal modo una “pratica legante” tra i prodotti bancari e assicurativi, in violazione degli artt. 24 e 25, comma 1, lett. a), del Codice del Consumo. Tali condotte sarebbero idonee a limitare considerevolmente la libertà di scelta dei consumatori in relazione ai prodotti di finanziamento in questione, nella misura in cui le imprese prospettano ai consumatori – intenzionati a richiedere prestiti – di poter accedere a questi ultimi solo sottoscrivendo le menzionate polizze assicurative, che nulla hanno a che vedere con il finanziamento, attuando un abbinamento forzoso tra le due tipologie di prodotti.

Dal canto loro, Cardif Assurance Vie s.a. e Cardif Assurances Risques Divers s.a. avrebbero posto in essere condotte contrarie alla diligenza professionale e idonee a falsare in misura apprezzabile il comportamento del consumatore, in violazione dell’art. 20, comma 2, del Codice del Consumo. Segnatamente, esse, pur essendo venute a conoscenza dell’abbinamento forzoso tra le proprie polizze assicurative e i finanziamenti erogati, rispettivamente, da Agos Ducato S.p.A. e Findomestic Banca S.p.A., avrebbero rifiutato la restituzione richiesta da parte di consumatori in sede di estinzione anticipata dei finanziamenti delle quote parti dei premi delle polizze assicurative de quibus, motivando il rifiuto con l’assenza di connessione tra le due tipologie di prodotti: nel far ciò, le due compagnie non avrebbero attuato nei confronti delle finanziarie alcuna attività di verifica circa gli abbinamenti forzosi e, in via generale, di monitoraggio e controllo circa la modalità di collocamento dei prodotti assicurativi in questione.

Per accertare queste condotte, nella giornata di oggi, 18 aprile 2018, i funzionari dell’Autorità hanno eseguito una serie di ispezioni nelle sedi delle suddette società, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Roma, 18 aprile 2018

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Consumatori

Il packaging alimentare lo paga comunque il consumatore. Frutta e verdura sfusa o imballata?

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La novità dei sacchetti dell’ortofrutta a pagamento ha orientato le abitudini d’acquisto dei consumatori sulla scelta di alimenti confezionati, ma CODICI avverte, anche l’imballaggio si paga.

L’applicazione della normativa europea, che a partire da Gennaio scorso ha fatto sì che i sacchetti dell’ortofrutta siano diventati a pagamento (da 0,1 a 0,3 centesimi), ha influenzato sicuramente alcune abitudini d’acquisto da parte dei consumatori che si sono ritrovati a prediligere frutta e verdura confezionata in vaschette di plastica, polistirolo o cartoncino.

Naturalmente anche questi imballaggi sono a carico dei consumatori, sebbene il costo non venga percepito in maniera diretta, bensì sia inserito nel prezzo finale. Il prodotto confezionato risulta, a conti fatti, addirittura più caro.

Per quanto riguarda l’impatto ambientale, è evidente che l’ortofrutta in vaschette e coperta dal film plastico ha un peso notevole e comporta tempi di smaltimento più lunghi. La cosa migliore sarebbe non tanto quella di concentrarsi sui nuovi sacchetti biodegradabili, che da una recente parere del Consiglio di Stato sembra si potranno portare da casa, ma cercare di migliorare la sostenibilità e ridurre l’impatto ambientale di questi contenitori.

Considerando il problema della sostenibilità del packaging utilizzato per frutta e verdura, è nata la campagna social “Svesti la Frutta” (#svestilafrutta), lanciata dal portale greenMe.it. I promotori si sono chiesti: quanto abbia senso confezionare frutta e verdura, che già per natura grazie alla buccia hanno una loro protezione, e invitano a lottare in maniera attiva (e social) contro l’abuso degli imballaggi in plastica. L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica, i produttori e le catene della grande distribuzione per favorire un’inversione di tendenza che rispetti l’ambiente e limiti gli sprechi, che Codici non può far altro che appoggiare.

 

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Consumatori

#Telemarketing e #Svuotacarrello ecco a cosa dovete fare attenzione

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Anche oggi(11 aprile 2018), con Salvo Sottile e @mimandarai3 abbiamo cercato di orientare i consumatori nel prestare più attenzione a quello che fanno.

➡️#telemarketing : ancora non è esecutiva la nuova legge che permette di inserire anche i numeri di cellulari nel registro delle opposizioni, ma ricordate che per i fissi questo è già possibile. Il link di riferimento è http://www.registrodelleopposizioni.it
Occhi aperti al nuovo ed aggressivo fenomeno del “trading on line” proposto attraverso la solita chiamata ingannevole.

➡️#svuotacarrello : prestare attenzione a quel che si compra significa non badare solo alle quantità ma anche al contenuto. Lo so è difficile, ma leggere le etichette ci insegna molto più di quello che pensiamo di sapere.
Per la spesa alimentare io mi orienterei al rapporto con un venditore di fiducia. Ma mettere subito in chiaro che se tradisci la mia fiducia, ti lascio e lo dico a quante più persone possibile.

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