“Maggiori garanzie per i consumatori, ma anche tutela per un prodotto simbolo del nostro Paese”. Con questo parole Agostino Macrì, esperto di sicurezza alimentare dell’Unione Nazionale Consumatori (sito), riassume il Decreto, emanato lo scorso 23 aprile dal Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali che regola la produzione e la vendita della mozzarella di bufala DOP.

“Il regolamento – spiega Macrì – stabilisce che i produttori possano continuare a produrre nello stesso stabilimento sia mozzarella DOP che altre tipologie di formaggi (quali ricotta e mozzarella non DOP) a condizione che il latte utilizzato provenga dall’area riconosciuta come di origine protetta. La mozzarella DOP per fregiarsi di questo appellativo, infatti, deve essere prodotta seguendo un preciso disciplinare che, tra l’altro, prevede l’utilizzazione di latte fresco: quei caseifici non iscritti al consorzio DOP che possono utilizzare latte di bufala o semilavorati di qualsiasi provenienza non potranno, dunque, fregiarsi della denominazione”.

“In concreto – aggiunge l’esperto – i consumatori troveranno sul mercato tre tipi di prodotti: la mozzarella di bufala campana DOP; la mozzarella di bufala non DOP, ma realizzata comunque con latte di area DOP dai produttori aderenti al consorzio e infine il prodotto non certificato, realizzato da tutti gli altri con latte e semilavorati bufalini qualsiasi, proveniente da ogni dove. Ciò che è fondamentale è che un’adeguata etichetta informi il consumatore del prodotto che sta acquistando per evitare che la mozzarella si riveli una bufala!”.

Per maggiori informazioni leggi l’articolo Un decreto per evitare le bufale