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Sicurezza informatica, l’Italia recepisce la cybersecurity con sanzioni da negozi alle multinazionali del Web

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Inutili le denunce di Codici: restano ridicole le sanzioni per chi non rispetterà gli obblighi di sicurezza informatica nei servizi essenziali per i cittadini come sanità, energia, banche.

Le Commissioni Speciali di Camera e Senato stanno discutendo la proposta del Governo Gentiloni sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi gestiti dagli operatori dei servizi essenziali: elettricità, gas, petrolio, aerei, ferrovie, strade, banche, borse finanziarie, ospedali, distribuzione dell’acqua, cloud computing, reti informatiche. Si tratta del Decreto legislativo di recepimento della Direttiva europea NIS (Network Information Security) che pone alle imprese forti obblighi di adeguamento e segnalazione degli incidenti ma lascia ai pasi membri ampi margini di autonomia in particolare per lo svolgimento di ispezioni e imposizione di sanzioni.

La documentazione di accompagnamento del provvedimento ricorda che nel 2017 oltre 16 milioni di utenti della rete sono “caduti in trappole informatiche” con conseguenti perite economiche per circa 3,5 miliardi di euro (Pagina 2 Relazione AIR, Fonte 2017 Norton Cyber Security Insight Report) mentre non è vero che sul provvedimento si siano svolte consultazioni pubbliche. In particolare nessuna Associazione dei consumatori, tanto meno il CNCU, sono state coinvolte nella predisposizione dello schema di Decreto legislativo (Pagina 7 Relazione AIR).

L’associazione Codici già lo scorso 17 aprile aveva segnalato la necessità di migliorare in vari aspetti la proposta del Governo Gentiloni, soprattutto in merito all’entità delle sanzioni previste per le società inadempienti: gli importi minimi di 12.000 euro e massimi di 150.000 per i fornitori di servizi essenziali non costituiscono certamente un deterrente per società con fatturati di miliardi di euro (Codici ha definito “ridicoli” questi livelli sanzionatori in un proprio comunicato stampa).

Il suggerimento dell’Associazione è stato di prevedere un sistema sanzionatorio basato sulle percentuali del fatturato, che permette di raggiungere gli obiettivi voluti qualsiasi sia la dimensione dell’azienda, pubblica o privata. In particolare il sistema energetico vede la presenza sia di grandi imprese nazionali, Eni, Enel, Snam o Terna sia di piccole aziende, anche comunali, con poche migliaia di utenti.

I testi dei pareri al Governo sul provvedimento, preparati dai relatori e in via di votazione in questi giorni da parte delle Commissioni speciali non hanno però tenuto in nessun conto i suggerimenti della nostra Associazione, confermano l’impostazione data dal Governo Gentiloni che appare più mirata alla tutela degli interessi delle imprese piuttosto che a quelle dei consumatori.

Le Commissioni Speciali e il Governo hanno ancora tempo, modo e potestà per intervenire in materia. Nel caso il suggerimento di Codici non fosse accolto, l’Associazione si impegnerà a fondo con il prossimo Governo ed eventualmente nuovo Parlamento per correggere questa grave stortura che mette a rischio la sicurezza di tutti i servizi essenziali per i cittadini.

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ISTAT:LA SODDISFAZIONE DEI CITTADINI PER LE CONDIZIONI DI VITA – rapporto 2018

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  • Nei primi mesi del 2018, la soddisfazione dei cittadini per le condizioni di vita riprende a crescere leggermente dopo la stasi registrata nel 2017.
  • La stima della quota di persone di 14 anni e più che esprimono una elevata soddisfazione per la propria vita nel complesso passa dal 39,6% del 2017 al 41,4% dell’anno successivo.
  • In aumento anche la quota di persone soddisfatte della propria situazione economica, che raggiunge il 53,0% dal 50,5% del 2017.
  • La soddisfazione per la dimensione lavorativa è stabile: il 76,7% degli occupati si dichiara molto o abbastanza soddisfatto, sostanzialmente come nel 2017. Sono più soddisfatte del lavoro le donne (77,6%) rispetto agli uomini (76,1%).
  • Nel 2018, aumenta la quota di famiglie che giudicano la propria situazione economica stabile (dal 59,5% del 2017 al 62,5%) o migliorata (dal 7,4%
    all’ 8,1%).
  • Anche il giudizio sull’adeguatezza delle risorse economiche familiari mostra segnali di miglioramento: la quota di famiglie che le valuta adeguate sale dal 57,3% del 2017 al 59,0% del 2018.
  • Le relazioni familiari confermano i più alti livelli di apprezzamento: nel 2018 il 90,1% delle persone si ritiene soddisfatto. Elevata e in leggero aumento la quota di individui molto o abbastanza soddisfatti per le relazioni amicali (dall’81,7% del 2017 all’ 82,5%).
  • È stabile e su livelli alti anche la soddisfazione  per il proprio stato di salute (80,7% delle persone di 14 anni e più) e  per il tempo libero (66,2%).
  • Per le relazioni interpersonali prevale un atteggiamento di cautela. Il 77,7% delle persone ritiene che “bisogna stare molto attenti” nei confronti degli altri mentre solo il 21,0% pensa che “gran parte della gente è degna di fiducia”.
  • Le donne sono le più diffidenti: il 19,6% esprime un’opinione improntata a un atteggiamento di apertura verso gli altri, contro il 22,5% degli uomini.
  • La scarsa fiducia verso gli altri si esprime anche con la modesta quota di persone che reputano probabile vedersi restituire da parte di uno sconosciuto il portafoglio eventualmente smarrito (13,1%). La fiducia nella restituzione da parte di un vicino di casa sale invece al 72,1% e quella verso le forze dell’ordine è all’82,8%.
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Ecco come si informano gli utenti. Vince la RAI, ma contano anche le TV locali. Ecco i dati regione per regione

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Sono stati illustrati oggi presso la sede dell’ANCI, presenti i principali stakeholder del sistema informativo locale, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria, Vito Claudio Crimi, il Presidente dell’Agcom, Angelo Marcello Cardani e il Commissario Mario Morcellini, gli esiti dell’Indagine Conoscitiva sull’informazione locale
condotta dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Essa ha evidenziato caratteristiche e dinamiche dell’offerta e della domanda di informazione in Italia, con un focus particolare sull’ambito locale, e condotto una disamina approfondita dei sistemi
territoriali, oltre a mettere in luce le diversità territoriali e le criticità sotto il profilo del pluralismo informativo.
Una panoramica complessiva del sistema informativo locale consente di riscontare l’estrema rilevanza del servizio pubblico radiotelevisivo locale, visto che RAI è il primo gruppo di riferimento per l’informazione locale in 14 regioni. La particolare forza informativa della RAI in ambito locale impone adeguate riflessioni sulle modalità di concreta attuazione e vigilanza dei principi di pluralismo, obiettività, completezza e imparzialità cui deve essere ispirata l’azione della concessionaria di servizio pubblico,
oltre alla necessità di una accountability anche a livello locale. L’analisi evidenzia anche la presenza di alcuni gruppi editoriali nazionali (Monrif, GEDI, Caltagirone, Tosinvest) che ricoprono un ruolo importante a livello locale, anche se ci sono elementi che diluiscono il peso informativo di queste posizioni.
Si enucleano, d’altronde, due elementi di grave criticità che caratterizzano l’attuale fase dell’ecosistema dell’informazione locale. In primo luogo, la crisi, profonda e strutturale, che percorre i mezzi tradizionali (a partire dai quotidiani) che rischiano di scomparire in importanti aree del Paese. Ciò in un contesto in cui le nuove fonti digitali stentano a
trovare una collocazione e soprattutto un proprio modello di business. Si segnala anche l’emergere di difficoltà nel numero di voci informative indipendenti esistenti in alcuni mercati locali. Infatti, in talune regioni (in particolare, Trentino Alto Adige, Sardegna, Puglia, Molise e Sicilia) si rilevano posizioni di forza informativa di alcuni soggetti privati.

Indagine conoscitiva su “Informazione locale”

L’Indagine conoscitiva sull’Informazione locale, conclusa con delibera n. 570/18/CONS, ha analizzato le caratteristiche e le dinamiche dell’offerta e della domanda di informazione in Italia con un focus particolare sull’ambito locale, al fine di condurre una disamina approfondita dei sistemi regionali (e/o provinciali) e mettere in luce le diversità territoriali nonché eventuali criticità sotto il profilo del pluralismo informativo.

Come già sottolineato dall’Autorità nel corso di diverse analisi (cfr., tra le altre, le delibere nn. 19/14/CONS, “Indagine conoscitiva sul settore dei servizi Internet e della pubblicità online“; 146/15/CONS, “Informazione e Internet in Italia. Modelli di business, consumi, professioni” e il report “Il consumo di informazione e la comunicazione politica in campagna elettorale“), la componente locale riveste un ruolo di estrema importanza nella prospettiva di tutela del pluralismo all’interno del sistema informativo italiano e assume una rilevanza centrale per la vita democratica del nostro Paese.

I media locali, infatti, costituiscono una risorsa indispensabile del sistema informativo. L’ambito locale rappresenta una dimensione fondamentale del pluralismo, specie in una società globalizzata in cui le identità locali, da un lato, assumono un nuovo, fondamentale ruolo di connettività sociale, dall’altro, rischiano di perdere attenzione e approfondimento dall’ecosistema dell’informazione nazionale e internazionale.

L’informazione locale è caratterizzata da proprie specificità. La sua prossimità, immediatezza, identità e contestualizzazione costituiscono elementi essenziali della pluralità di culture, lingue, punti di vista, e, più in generale, della diversità che caratterizza le società contemporanee e che necessita di inclusione, anche mediale, e partecipazione attiva.

Nell’ambito della produzione di informazione, una disamina approfondita della professione giornalistica verrà realizzata attraverso la terza edizione dell’Osservatorio sul giornalismo.

Al fine di analizzare adeguatamente il sistema dell’Informazione locale, l’Autorità ha individuato specifici strumenti e ha svolto una serie di attività e di approfondimenti, attraverso una molteplicità di fonti, che riguardano l’intera filiera del sistema informativo.

Per stimolare una riflessione comune con i principali attori del sistema informativo, l’Autorità ha organizzato un evento per la presentazione dei risultati lunedì 11 febbraio 2018.

L’Autorità, infine, per agevolare la condivisione degli esiti dell’Indagine, ha reso disponibili anche i dati regionali, sia sotto forma di scheda grafica sia in formato open.


UFFICIO COMUNICAZIONE
stampa@agcom.it
www.agcom.it Tel. 06 – 69644919
Infine, l’Indagine fornisce per la prima volta complete informazioni di dettaglio relative a ogni singola regione italiana, con specifiche Schede di approfondimento in cui sono riportati i dati riconducibili al territorio, sia in termini di numerosità e qualificazione delle fonti informative, sia in termini economici.
Roma, 11 febbraio 2019

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Ryanair e Wizz Air, la nuova policy bagagli a mano inganna i consumatori sul prezzo del biglietto

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L’Autorità ha concluso due procedimenti istruttori avviati nei mesi di settembre e ottobre 2018 nei confronti delle compagnie aeree low-cost Ryanair e Wizz Air, accertando che le modifiche rispettivamente apportate alle regole di trasporto del bagaglio a mano grande, il trolley, costituiscono una pratica commerciale scorretta in quanto ingannano il consumatore sull’effettivo prezzo del biglietto, non includendo più nella tariffa base un elemento essenziale del contratto di trasporto aereo quale è il  “bagaglio a mano grande”.

Come emerso dalle istruttorie svolte, dal 1° novembre 2018 le due imprese consentono ai passeggeri di trasportare una sola borsa piccola, da posizionare sotto il sedile, e non il trolley, –con una significativa riduzione dello spazio a disposizione (rispettivamente – 65% e – 52%)- ed utilizzano per il nuovo servizio a pagamento proprio lo spazio dedicato negli aeromobili al trasporto del bagaglio a mano grande, le cappelliere.

Dall’istruttoria è emerso che corrisponde alle abitudini di consumo della quasi totalità dei passeggeri viaggiare con un bagaglio a mano grande al seguito.

Inoltre, il bagaglio a mano costituisce un elemento essenziale del servizio di trasporto aereo e il suo trasporto deve essere permesso senza sostenere alcun costo aggiuntivo. Infatti, anche sulla base della normativa europea in tema di trasporto aereo, i supplementi prevedibili ed inevitabili devono essere ricompresi nel prezzo del servizio base presentato sin dal primo contatto e, quindi, non possono essere separati da questo con la richiesta di somme ulteriori.

Pertanto, con la richiesta di un supplemento variabile tra i 5 ed i 25 euro per il bagaglio a mano grande (a seconda delle diverse modalità di acquisto in fase di prenotazione, al check in ovvero al gate), le due imprese hanno proceduto ad un aumento del prezzo del biglietto in modo non trasparente, scorporando dalla tariffa un servizio essenziale, prevedibile e inevitabile per la quasi totalità dei passeggeri.

Da ciò l’inganno per i consumatori, in quanto il prezzo da pagare alla fine del processo di prenotazione sarà quasi sempre superiore alla tariffa che viene presentata all’inizio del processo, quando avviene l’aggancio, nonché l’alterazione del processo di comparazione con i prezzi degli altri vettori che invece includono il bagaglio a mano.

 A Ryanair e Wizzair è stata irrogata una sanzione pecuniaria pari a, rispettivamente, 3 milioni e 1 milione di euro. Le compagnie dovranno comunicare all’Autorità entro 60 giorni le misure adottate in ottemperanza a quanto deciso.

 Roma, 21 febbraio 2019

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