Il Consiglio Superiore di Sanità si è finalmente espresso sulle cosiddette e-cig, le famose sigarette elettroniche che tanto hanno fatto scalpore nell’ultimo periodo. Il Consiglio ha segnalato al Ministro della Salute di raccomandare che le sigarette non siano utilizzate dalle donne in gravidanza o in allattamento; che ne venga vietato l’utilizzo nelle scuole (per non esporre gli studenti a comportamenti che evocano il tabagismo); che ne venga regolamentata la pubblicità (per non indurre al tabagismo) e che le ricariche abbiano una chiusura di sicurezza a prova di bambino.

Il Consiglio si è comunque impegnato ad esaminare nuovamente la questione non appena saranno disponibili nuovi elementi sull’argomento.

Secondo il Codici tale atteggiamento sta assumendo i tratti di un inutile accanimento, visto che ancora non ci sono ricerche scientifiche in merito agli effetti. Alcune ricerche hanno invece dimostrato che la e-cig è utile alla riduzione del danno: se un fumatore passa alla sigaretta elettronica ne trarrà sicuramente una convenienza per la salute.

“Non ci sono evidenze scientifiche sugli effetti delle sigarette elettroniche – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – sembra si voglia screditare uno strumento che si sta dimostrando efficace nella lotta al tabagismo. Il Governo dovrebbe avere come interesse primario quello della salute dei cittadini, non pensare alla diminuzione degli introiti derivanti da tasse e accise sul tabacco. Diffidiamo il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ad adottare la linea d’azione indicata dal Consiglio Superiore di Sanità. Se il provvedimento sarà adottato, il Codici lo impugnerà. Sono assolutamente necessari studi scientifici che dimostrino con certezza gli effetti delle sigarette elettroniche”.