Seguici su

Soldi

Singole, divorziato e dorme in auto. Ecco la famiglia italiana a cui Aeegsi vuole far pagare la nuova tariffa per i ricchi

Oggi l’autorità per l’energia elettrica e il gas ha presentato il nuovo schema di tariffe per l’energia, dove in sostanza propone(con lo scopo di far crescere i consumi elettrici), una tariffa che fa pagare alle persone come Carlo la riduzione del costo dell’energia per quelli che hanno la bella e seconda villa al mare, e non sono residenti. La proposta è sostenuta dalla tesi che la famiglia tipo italiana è: 2 coniugi, 3 figli e una bella casetta al mare o in montagna che vuole usare l’energia per cucinare, riscaldarsi e muoversi. Nemmeno a farlo apposta oggi ci arriva la lettera di Carlo. Carlo la pubblichiamo volentieri, ma devi sapere che tu non sei la famiglia tipo per l’autorità e se ti venisse in mente di riattaccarti alla rete elettrica, sappi che se passa questa proposta (dettata da Chicco Testa di Assoelettrica), dovrai dare 100€ in più all’anno per sostenere i poveri spreconi borghesi!

Pubblicato

il

Questa la proposta di revisione delle tariffe dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas.

Mi chiamo Carlo, ho 52 anni. Divorziato con figli. Un mese fa sono stato licenziato dal posto di lavoro. Ero un addetto alle pratiche e guadagnavo 1200 euro al mese. Casa in affitto, condominio, gas, luce e mangiare. Ora sono in strada. Ho avuto lo sfratto e dormo in auto, la mia ex moglie non mi aiuta anzi ha chiesto al Tribunale dei Minori di togliermi la patria podestà dei figli e di ridurre il diritto di vista poichè non ho più una casa dove ospitare i miei figli e perché non devono stare, con un padre che dorme in un auto ormai dismessa e vecchia, che a volte si lava a casa di un amico e mangia alla Caritas.

La mia ex moglie vieta i ragazzi di incontrarsi con il sottoscritto poichè sono un poveraccio e i ragazzi devono vergognarsi di avere un padre così. Nonostante le mie preghiere, sono andato in ginocchio a casa dei proprietari, dei direttori della Società-Ditta dove lavoravo, ma come risposta mi è giunta la lettera di licenziamento. Non posso fare cause giudiziarie del lavoro perchè non ho soldi. In un momento mi sono ritrovato senza nulla con i figli che si vergognano del padre e che il padre si vergogna di uscire e di farsi vedere per strada…

Ho chiesto soldi agli usurai per evitare lo sfratto e alla fine ho dovuto restituire interessi pazzeschi e una volta ho ritardato e sono stato picchiato. In ospedale ho dovuto fingere di essere caduto durante un allenamento fisico ( mi hanno rotto una costola) e tre dita della mano. Quindi ho dovuto pagare fino a ridurmi a un povero disgraziato. Ora mangio una volta la giorno alla Caritas e resto tutto il giorno chiuso in un garage di un amico che purtroppo non si trova in condizioni economiche tali da aiutarmi. Alle ore 13 di ogni giorno esco di nascosto e cercando di evitare gli sguardi della gente vado alla Caritas e poi torno e trascorro le giornate a leggere. Soffro di attacchi di panico, e a volte non riesco più a stare solo neppure per andare alla Caritas, devono accompagnarmi altrimenti non vado. La mia vita è finita. Con la perdita del posto di lavoro la mia vita è finita. Ho chiesto un sussidio o un contributo ma non mi è stato concesso perché non vale la pena di aiutare un poveraccio come me.

La notte prima di dormire mi auguro una santa morte così forse vivrò in pace. Forse mi trattengono solo i figli anche se io non valgo nulla per loro ma il cuore di padre ama sempre i propri figli. Penso però che se io non ci fossi loro vivrebbero meglio. Cerco aiuto in modo da fare una vita dignitosa con tanta umiltà. Scrivo l’annuncio da un mio ex collega di lavoro e lui mi offre il suo conto corrente dove se qualcuno vuole può versare qualcosa anche un euro. Ho scritto il mio indirizzo di posta email (carlo.orvieti@gmail.com) per comunicazioni e per dare il numero del conto corrente. Non ho un telefono cellulare non posso permettermelo. E non posso permettermi neppure una vita. A fine raccolta i mie amici organizzeranno un incontro tra tutti quelli che mi hanno donato anche un euro.

Carlo

Clicca per commentare

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply

Soldi

Assegni non trasferibili| Cambio di rotta del Governo su sconti e sanzioni

Pubblicato

il

CODICI: E’ urgente modificare la norma

Nella vicenda che vede protagonisti i risparmiatori italiani, che si sono visti recapitare maxi multe in seguito all’attuazione della normativa antiriciclaggio sugli assegni privi della dicitura “non trasferibili”, non è stata accolta la richiesta di sconti sulle sanzioni.

Il Consiglio dei Ministri di ieri ha approvato, in via definitiva, il decreto legislativo in materia di antiriciclaggio, in attuazione della direttiva Ue 2016/2258, modificativa della direttiva 2011/16/UE.

Il provvedimento stabilisce le disposizioni che disciplinano l’accesso, da parte delle autorità fiscali, alle informazioni in materia di antiriciclaggio, ma non stabilisce le norme, richieste dal Parlamento a fine della precedente legislatura, che avrebbero ridotto le penalità per chi emette e chi porta in banca gli assegni a partire da mille euro sprovvisti della clausola di non trasferibilità.

La precedente decisione del Mef Palazzo Chigi, in risposta anche alle numerose segnalazioni di cittadini raggiunti dalle sanzioni per non aver apposto la clausola sugli assegni, prevedeva un ritorno ad una sanzione proporzionale del 10% per le somme fino a 30mila euro.

Se questo meccanismo, secondo il programma ideato, fosse stato applicato anche alle violazioni dal 4 luglio 2017, si sarebbe dato il via ad una serie di rimborsi per tutti i risparmiatori che avessero già pagato l’oblazione, scegliendo di chiudere il proprio conto corrente.

Ricordiamo che, dall’entrata in vigore sulla normativa antiriciclaggio (D.Lgs. n. 231/2007), che sanziona l’uso di assegni privi della clausola di non trasferibilità da un minimo di 1.000 ad un massimo di 250.000 euro, negli ultimi dieci anni le sanzioni sono cambiate.

Ad oggi, grazie al successivo D.Lgs. n. 90/2017, le sanzioni vanno da 3.000 a 50.000 euro e grazie alla cosiddetta oblazione i “colpevoli” possono riconoscere l’errore, concludere anticipatamente il procedimento e arrivare a pagare un importo ridotto, che va da un terzo della sanzione massima (16.600 euro) al doppio della sanzione minima (6.000 euro).

Secondo quanto riportato dal MEF in 10 anni gli assegni contestati sono stati 1.692, con nessuna sanzione comminata e 107 oblazioni. Lo stesso Ministero ha però verificato che, in alcuni casi, sanzioni anche elevate possono colpire “cittadini che in buona fede hanno utilizzato assegni senza clausola di non trasferibilità”.

Ricordiamo che dal 2008 le banche non stampano più carnet di assegni privi della dicitura “non trasferibile” e che, anche in caso di utilizzo di vecchi libretti, il cittadino può comunque scrivere la dicitura “non trasferibile” di suo pugno. Il problema è che ad oggi le stesse banche non sono tenute a rifiutare eventuali assegni irregolari ed anzi li possono versare senza problemi, segnalando poi il fatto al MEF ed attivando l’alert che farà scattare la sanzione sia verso chi ha emesso l’assegno, sia verso chi lo ha incassato.

Si comprende come il problema possa essere causato dal fatto che i consumatori abbiano messo in circolazione assegni staccati da libretti consegnati dalle banche fino a 10 anni fa. Ciò nonostante i consumatori potrebbero rivalersi sulle banche se potessero provare che il libretto privo di clausola “non trasferibile” sia stato consegnato dopo l’entrata in vigore della normativa, o anche per il caso in cui l’assegno sia stato incassato sulla stessa banca di cui l’emittente è cliente: in quest’ultimo caso, la banca avrebbe potuto avvisare l’utente della violazione di un divieto normativo, così dando la possibilità di correggere l’assegno anche inserendo a penna la clausola.

L’Associazione CODICI, come ha sottolineato il Responsabile Affari Istituzionali Luigi Gabriele, ritiene che sia “urgente modificare la norma, deve essere il primo atto del governo anche per dimostrare che si é realmente dalla parte del risparmiatore, a fatti non a parole. Se si vuole combattere il riciclaggio – ha proseguito Luigi Gabriele – bisogna aumentare enormemente le pene sulla responsabilità, sui controllori e mi riferisco alle Autorità di Vigilanza e alla Banche”.

Continua a leggere

Soldi

Polizze Cardif affibbiate ai Consumatori in cerca di finanziamenti

Pubblicato

il

In un momento di crisi economica e di difficoltà nell’agganciare nuovi clienti, Istituti di Credito e Assicurazioni vanno a braccetto per aumentare il loro raggio d’azione e per evitare qualsiasi rischio, inserendo nei contratti proposte a dir poco vincolanti.

Per aprire una finanziaria con due note società di prestito, come riportato dal quotidiano “La Repubblica”, Agos e Findomestic propongono ai Consumatori di stipulare contratti che prevedono l’attivazione di assicurazione sulla vita, invalidità permanente o sul lavoro.

Su questo caso si è pronunciata anche l’Antitrust che ha fatto luce sulla vicenda in cui le Società di finanziamento avrebbero indotto i propri clienti a stipulare contratti con Cardif, il polo assicurativo del Gruppo BNP Paribas, e vincolare necessariamente i prodotti bancari e quelli assicurativi, un’operazione che non è a norma di legge.

In un Comunicato dello scorso 18 Aprile, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha reso noto di aver avviato due distinti procedimenti istruttori per presunte pratiche commerciali scorrette nei confronti della società finanziaria Agos Ducato S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Vita, Cardif Assurance Vie s.a., dell’istituto di credito Findomestic Banca S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Danni, Cardif Assurances Risques Divers

L’oggetto degli approfondimenti sono le condotte poste in essere rispettivamente dalle Società erogatrici dei finanziamenti e dalle compagnie di assicurazione.

Per l’Antitrust non ci dovrebbe essere connessione tra la concessione del prestito e la stipula di una contratto di Assicurazione quando invece dalle segnalazioni emerse la concessione a favore dei consumatori di prestiti personali veniva attuata solo in seguito alla sottoscrizione da parte degli stessi di polizze assicurative

Tali condotte risultano contrarie alla diligenza professionale e idonee a falsare in misura apprezzabile il comportamento del consumatore.

Noi di CODICI siamo vicini al Consumatore di fronte a questi casi evidenti di raggiro e vi invitiamo a contattarci per qualsiasi dubbio.

Lo sportello legale di CODICI è sempre aperto: per avere informazioni sulla nostra attività potete visitare il sito www.codici.org, altrimenti potete contattarci al numero 065571996 o alla mail segreteria.sportello@codici.or g

Continua a leggere

Soldi

Modem, non sei obbligato a quello dell’operatore. Occhio alle trappole

Pubblicato

il

Il Modem è gratis ma devi pagare l’esperto: MDC continua la campagna Modem Libero e denuncia i tentativi in atto per aggirare la norma europea che tutela i consumatori.

 

<<L’acquisto obbligatorio di un terminale è un processo irrimediabilmente dannoso per l’utente – spiega Luongo – non solo in termini di privazione della libertà di scelta, ma anche rispetto alla mancata tutela della protezione dei dati e della privacy. E’ indiscusso che la digitalizzazione del nostro Paese passa attraverso le opportunità; libera scelta, libero mercato, ambiente neutrale e soprattutto libera fruizione delle tecnologie. E il tutto deve avvenire nel rispetto dell’individuo, della sua integrità e riservatezza>>.

Con queste parole l’Avv. Francesco Luongo, Presidente del Movimento Difesa del Cittadino, illustra uno dei principi cardine che guida l’azione convinta e determinata dell’Associazione e della Free Modem Alliance, un’alleanza di scopo che riunisce al suo interno MDC, appunto, insieme a AIIP, AIRES Confcommercio, ALLNET, ASSOPROVIDER, VTKE, e ModemLibero.it, al fine di ottenere il riconoscimento del diritto di ciascun cittadino di scegliere quali beni acquistare e di quali servizi usufruire.

L’associazione di consumatori stigmatizza il ritardo del  provvedimento dell’Autorità sulla attuazione in Italia del regolamento Europeo 2120/15 sulla Net Neutrality non ancora emanato e si augura che ciò avvenga al più presto e nel pieno rispetto dei diritti dei consumatori senza regali agli operatori. In nome della norma europea, si auspica una maggiore trasparenza nei confronti degli utenti, con l’imposizione dettata agli operatori di fornire notizie chiare ai consumatori, rispetto a libertà di scelta, costo e acquisto, che potrà essere eseguito non obbligatoriamente con la compagnia telefonica.

MDC denuncia anche i primi tentativi di aggirare comunque le garanzie del Regolamento comunitario come nel caso di   TIM che ha deciso di dare il modem gratis  facendo  pagare comunque  i 200 euro ovvero  prezzo dell’apparato traslandoli su un cosiddetto esperto. Come spiega il sito TIM: “TIM Expert è previsto per i nuovi clienti TIM che attivano TIM Connect. Il servizio ha un costo di 212,40€, rateizzabile a 5,90€ per 36 mesi o 8,85€ per 24 mesi. In caso di recesso dall’offerta TIM Connect il cliente sarà tenuto a saldare tutte le eventuali rate rimaste in un’unica soluzione. Configurazione fino a 2 dispositivi alla rete. Il servizio TIM Expert include un intervento telefonico SOS PC all’anno per 3 anni.”

I consumatori che non intendano pagare “l’esperto” perché in grado di configurare il modem da soli o con un proprio tecnico, sono comunque tenuti al versamento di una tantum di 180 euro, una assurdità per il Movimento che ha deciso di segnalare la situazione quest’oggi all’Antitrust.

Continua infine la campagna per richiedere il rimborso delle somme dei modem imposti attraverso i modelli scaricabili dal sito www.difesadelcittadino.it/reclamo-pratica-commerciale-scorretta-connessa-alla-restrizione-contrattuale-riguardante-la-liberta-scelta-del-modem/

Continua a leggere