Finalmente l’IVASS è intervenuta in merito: entro il 31 gennaio, gli intermediari dovranno adottare le misure correttive. Il dubbio di CODICI è: lo faranno?

Roma, 24 Novembre 2014 – Sarà capitato a tanti mentre si naviga in rete di imbattersi nei siti che propongono la perfetta comparazione fra diverse assicurazioni auto. Spesso sono sempre le stesse polizze, altre volte si scopre facilmente che sono le stesse società assicuratrici che sponsorizzano il sito.

La nostra associazione da tempo ha allertato i consumatori sull’affidabilità di questi strumenti. Solo ora l’IVASS (l’Istituto per la vigilanza delle assicurazioni) è intervenuta ufficialmente richiamando una serie di intermediari. Grazie alla ricerca, l’IVASS ha portato alla luce il sistema di provvigioni su cui lucrano questi siti che inseriscono nella comparazione solo le assicurazioni da cui ricevono vantaggi economici. L’Istituto ha imposto una lista di misure correttive che dovranno essere adottate dai titolari dei siti entro il 31 gennaio 2015.

“Quello che la nostra associazione chiede – commentano Ivano Giacomelli, Segretario nazionale CODICI, e Luigi Gabriele, Responsabile Affari Istituzionali, – è che le misure vengano realmente adottate e che ciascun sito comparativo faccia adotti una comunicazione più chiara nei confronti degli utenti. Da parte nostra vigileremo affinché le correzioni vengano eseguite”. Ricordiamo che l’unico sito comparativo, completo di tutti i 68 soggetti presenti nel mercato, è www.tuopreventivatore.it gestito dall’IVASS.

Le criticità riscontrate dall’Ivass in merito ai siti di comparazione delle tariffe rc auto sono talmente gravi che rischiano di alterare l’intero mercato assicurativo e danneggiare gli utenti. Lo denuncia il Codacons, commentando l’allarme dell’Ivass. Pubblicizzare o dare evidenza a imprese dalle quali si ricevono provvigioni altera sensibilmente le scelte dei consumatori che si rivolgono a tali siti, i quali vengono dirottati su determinati operatori a discapito di una reale concorrenza – spiega l’associazione – Le conseguenze potrebbero essere non indifferenti sia per l’intero mercato assicurativo, sia per le tasche degli utenti. Per tale motivo il Codacons chiede oggi di oscurare le pagine web dei siti denunciati dall’Ivass – almeno fino a che l’istituto non potrà verificare la correzione delle criticità emerse – come forma di tutela dei consumatori.

L’IVASS ha concluso la “Indagine sui siti comparativi nel mercato assicurativo italiano”, finalizzata a verificarne il livello di correttezza e trasparenza. Le risultanze sono pubblicate sul sito dell’Istituto. Dall’indagine sono emersi alcuni profili di criticità per i consumatori legati alla esistenza di conflitti di interesse nella operatività dei siti, alle modalità di formazione delle graduatorie e alla trasparenza e correttezza dei messaggi pubblicitari. Per rimuovere tali criticità l’IVASS è intervenuto sugli intermediari assicurativi che gestiscono i siti oggetto di verifica chiedendo di adottare misure correttive entro il 31 gennaio 2015 (Indagine sui siti comparativi – Risultanze e conseguenti interventi di vigilanza). In attesa che tali misure producano effetto, IVASS offre 5 consigli per dare il giusto peso ai risultati di comparazione. Occorre ricordare che: 1. I siti comparano solo (o prevalentemente) i prodotti di poche imprese con cui hanno stipulato accordi e da cui percepiscono provvigioni in relazione a ciascun contratto stipulato 2. Il numero delle imprese comparate è di molto inferiore al numero complessivo delle imprese – 68 – che operano nel ramo r.c. auto. L’unico sito, non commerciale, che oggi compara tutte le imprese è quello pubblico gestito dall’IVASS e dal MISE (www.tuopreventivatore.it). 3. I siti fanno largo uso di messaggi pubblicitari formulati in modo da ingenerare nei consumatori il convincimento di poter ottenere notevoli risparmi (“fino a 500 euro”) e di acquistare il “miglior prodotto”. Spesso dichiarano di confrontare le “migliori” imprese o i “migliori” prodotti. Non indicano tuttavia i criteri di valutazione delle imprese e dei prodotti né le basi di calcolo del risparmio promesso. 4. La polizza più economica può non essere la più adeguata alle proprie esigenze assicurative. La comparazione è oggi basata esclusivamente sul prezzo della polizza e non tiene conto delle condizioni contrattuali, ad esempio massimali di garanzia, franchigie, diritti di rivalsa, esclusioni e limitazioni della copertura. Risultano comparati prodotti con clausole diverse come, ad esempio, la c.d. “guida esclusiva” (che limita la guida ad un solo conducente) o la c.d. “guida libera” (che non ha questa limitazione). Occorre valutare attentamente se le polizze presentate dal sito sono adatte alle proprie esigenze. 5. E’ pratica diffusa dei siti abbinare alla garanzia r.c. auto coperture accessorie non richieste dal consumatore, costringendolo a deselezionarle in un momento successivo. Ciò può essere motivato dal fatto che le imprese di assicurazione partner in genere riconoscono ai siti, in caso di abbinamento, ulteriori provvigioni.