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Smartphone, quali rischi per la salute?

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Una campagna informativa da realizzarsi entro il 16 luglio 2019 sui modi corretti di utilizzo dei telefoni cellulari e cordless. È quanto prevede una sentenza del Tar del Lazio che obbliga i ministeri dell’Ambiente, della Salute e dell’Istruzione a informare i cittadini sui rischi di un uso improprio di questi dispositivi, “nonostante ad oggi le conoscenze scientifiche non dimostrino alcun nesso di causalità tra esposizione a radiofrequenze e patologie tumorali”. I giudici amministrativi hanno così accolto parzialmente il ricorso dell’Associazione per la prevenzione e la lotta all’elettrosmog che aveva contestato l’immobilismo sul tema da parte dei dicasteri, ciascuno per il proprio ambito di competenza.

Gli obiettivi della campagna informativa

La campagna d’educazione e informazione ambientale, si legge nella sentenza del Tar del Lazio, sarà “rivolta all’intera popolazione” e avrà come oggetto “l’individuazione delle corrette modalità d’uso degli apparecchi di telefonia mobile (dunque, come detto, telefoni cellulari e cordless) e l’informazione dei rischi per la salute e per l’ambiente connessi a un uso improprio di tali apparecchi”. Nel predisporre la campagna i ministeri dell’Ambiente, della Salute e dell’Istruzione dovranno avvalersi “dei mezzi di comunicazione più idonei ad assicurare una diffusione capillare delle informazioni in essa contenute”. Particolare attenzione deve essere rivolta soprattutto ai bambini, considerato che utilizzano lo smartphone in età sempre più precoce. Far capire ai genitori che una sovraesposizione dei loro figli a questi dispositivi fin da quando sono piccoli potrebbe nuocere alla loro salute e al loro regolare sviluppo, è uno dei compiti che si deve prefiggere la campagna.

Ma è vero che l’uso eccessivo di smartphone fa male alla salute?

Al netto della sentenza del Tar del Lazio, ad oggi non esistono prove scientifiche che dimostrino che un utilizzo oltre il dovuto degli smartphone sia connesso direttamente a un maggior rischio di contrarre tumori. In questo campo le ricerche delle massime organizzazioni sanitarie nazionali e internazionali, comprese quelle portate avanti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono ancora in corso. Detto ciò, in Italia la questione è attenzionata dal Ministero della Salute almeno dal 2012, anno in cui il dicastero aveva confermato che non vi erano certezze sulla presenza di un nesso di causalità tra esposizione a radiofrequenze e patologie tumorali, specificando però che un collegamento non potesse essere del tutto escluso motivo per cui ci sarebbe stata continua sorveglianza sul tema. La campagna informativa che adesso viene imposta ai tre ministeri dal Tar del Lazio è un provvedimento che va pertanto interpretato in quella direzione.

Smartphone, qualche consiglio per usarlo correttamente

Ci sono alcuni semplici consigli da seguire per usare in modo corretto lo smartphone ogni giorno, evitando inutili utilizzi eccessivi di questo dispositivo. Quando si acquista uno smartphone è consigliabile scegliere dispositivi con un basso Tas (in inglese Sar), la sigla che indica il livello delle emissioni elettromagnetiche. Se si è a casa o in ufficio meglio usare il telefono fisso in quanto in ambienti chiusi il cellulare aumenta la potenza di emissione. Utilizzare sempre l’auricolare o il vivavoce per limitare gli effetti delle onde elettromagnetiche del dispositivo sul cervello. Se non si hanno degli auricolari a portata di mano, è bene evitare chiamate lunghe e, se necessario, alternare un orecchio con l’altro durante la conversazione. Le chiamate vanno effettuate solo c’è pieno campo, altrimenti il cellulare aumenta la sua potenza di emissione per riuscire a garantire la chiamata. Quando si dorme lo smartphone non va né tenuto né caricato vicino al letto. Mentre di giorno va tenuto il più possibile lontano dal proprio corpo: dunque non in tasca, ma sul tavolo se si è a casa o in ufficio, oppure nello zaino o in borsa se si è in movimento. Ci sono poi dei luoghi specifici in cui è sempre meglio spegnere il cellulare, come quando si è in ospedale o di fronte a persone con pacemaker e apparecchi acustici: in questo modo le onde del dispositivo non potranno interferire con le apparecchiature elettromedicali. Le donne in gravidanza sono molto più ricettive all’elettromagnetismo, motivo per cui è bene che evitino l’uso eccessivo degli smartphone. Capitolo a parte meritano, infine, i bambini. A scuola, come noto, l’utilizzo dello smartphone è vietato per legge. Se viene concesso ai più piccoli l’utilizzo del telefonino quando non sono a casa, i genitori devono attivare i filtri di sicurezza dedicati e raccomandare loro di usarlo solo per le chiamate di emergenza.

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Consumatori

Calcio 2018/19, sanzioni per 7 milioni di euro a SKY per pubblicità ingannevole e pratica aggressiva

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COMUNICATO STAMPA


L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso l’istruttoria avviata nei confronti di SKY Italia, accertando due violazioni del Codice del Consumo e irrogando alla società sanzioni per complessivi 7 milioni di euro.

L’Autorità ha rilevato che SKY non ha fornito informazioni chiare e immediate sul contenuto del pacchetto Calcio per la stagione 2018/19, lasciando intendere ai potenziali nuovi clienti che tale pacchetto fosse comprensivo di tutte le partite del campionato di serie A come nel triennio precedente.

Il consumatore appassionato di calcio, pertanto, in assenza di informazioni che veicolassero immediatamente e con la dovuta rilevanza i contenuti dell’offerta e in particolare le limitazioni sul numero di partite disponibili (7 su 10 per ciascuna giornata di campionato), sarebbe potuto facilmente incorrere nell’errore di ritenere compreso nel pacchetto SKY Calcio l’intero campionato di calcio di serie A, assumendo così una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso, ossia l’attivazione dell’abbonamento a tale servizio per la stagione calcistica 2018/19.

L’Autorità ha inoltre accertato che SKY ha attuato una pratica aggressiva in quanto ha esercitato un indebito condizionamento nei confronti dei clienti abbonati al pacchetto SKY Calcio, i quali, a fronte di una rilevante ridefinizione dei suoi contenuti (riduzione del 30% delle partite di serie A e cancellazione dell’intero torneo di serie B) non sono stati posti nella condizione di poter assumere liberamente una decisione in merito al mantenimento o meno del pacchetto. Gli abbonati a tale servizio sono stati costretti a scegliere tra due possibilità, entrambe svantaggiose, ossia la prosecuzione degli addebiti, tra l’altro in misura invariata, nonostante il contenuto diverso e ridotto del pacchetto rispetto a quello originariamente scelto, oppure il recesso dal contratto a titolo oneroso, con il pagamento di penali e/o la perdita di sconti e promozioni connessi alle offerte con vincolo di durata minima.

Roma, 18 febbraio 2019

www.agcm.it

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Consumatori

Accordo Eni e RenOils per incrementare la raccolta degli oli alimentari usati e di frittura

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L’accordo prevede anche la realizzazione di campagne di informazione ed
educazione ambientale per raccontare i vantaggi dell’utilizzo di oli esausti per la produzione di carburanti alternativi a quelli fossili

Roma, 14 febbraio 2019 – Eni e RenOils, Consorzio nazionale degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti, costituito nel 2016 con lo scopo di assicurare la corretta gestione della raccolta, del trasporto, dello stoccaggio, del trattamento e il riutilizzo degli oli vegetali e dei grassi animali esausti, hanno sottoscritto oggi un accordo di collaborazione volto a favorire il recupero degli oli vegetali esausti.
Eni, che attualmente utilizza circa il 50% degli oli alimentari usati disponibili in Italia, grazie anche alle aziende di rigenerazione aderenti a RenOils amplierà la possibilità di impiegare questi rifiuti per produrre biocarburante di alta qualità nella bioraffineria di Venezia, a Porto
Marghera, e a breve anche a Gela.
La lettera di intenti, sottoscritta oggi da Giuseppe Ricci, Chief Refining & Marketing Officer di Eni, e dal Presidente di RenOils Ennio Fano, prevede anche la realizzazione di campagne di informazione ed educazione ambientale per raccontare i vantaggi dell’utilizzo di oli esausti
per la produzione di carburanti alternativi a quelli fossili e di progetti di sensibilizzazione delle associazioni di categoria, dei consumatori e ambientaliste.
L’obiettivo è incrementare la raccolta e il corretto conferimento: oggi gli oli esausti prodotti a livello domestico sono quasi interamente dispersi. Nel 2018 sono state raccolte circa 75.000 tonnellate di olio alimentare di scarto, quasi esclusivamente prodotte dal settore della ristorazione e dell’industria, che rappresentano solo il 25% dell’olio prodotto in Italia, che ammonta a circa 280.000 tonnellate all’anno.
La maggior parte della produzione avviene quindi nelle case, e lo smaltimento avviene per lo più negli scarichi perché la maggior parte dei cittadini non sa che eliminare gli oli di frittura attraverso la rete fognaria può comportare gravi conseguenze ambientali. Oltre a intasare il sistema di scarico domestico e delle reti fognarie con incremento dei costi di manutenzione, lo smaltimento attraverso la rete fognaria pregiudica il corretto funzionamento dei depuratori, aumentando i costi di depurazione. Un litro di olio genera fino a 4 kg di fanghi di depurazione che dovranno poi essere gestiti come rifiuto, può giungere alle falde e rendere l’acqua non
potabile e crea inquinamento delle acque superficiali, cioè laghi, fiumi e mare con danni all’ecosistema, alla flora e alla fauna. Se disperso in acqua forma un “velo” che impedisce ai raggi solari di penetrare, causando ingenti danni all’ambiente.
RenOils ha l’obiettivo di contribuire in modo efficiente e partecipato alla gestione del sistema del riciclo degli oli esausti in Italia, incrementandone la raccolta. A oggi, sono 254 le associazioni e le imprese della filiera associate, a partire dai produttori di olio per uso alimentare, ai riciclatori e ai recuperatori del rifiuto. Il Consorzio agisce in mutualità per il conseguimento degli obiettivi ambientali che il Ministero dell’Ambiente (dal quale ha ottenuto il riconoscimento nel 2018) ha fissato per il settore. RenOils ha realizzato, in collaborazione l’Università di Roma Tor Vergata, il primo sistema di monitoraggio del comparto degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti (R_O_S) che opera su base geografica ed è fruibili all’interno di una piattaforma web. Questo tracciamento è di fondamentale importanza ai fini dell’accordo con Eni per l’impiego degli oli vegetali esausti per la produzione di biocarburante.
L’accordo siglato oggi è un ennesimo tassello delle iniziative di Eni finalizzate a mettere in atto un circuito virtuoso di “economia circolare” per la raccolta di materie di scarto che vengono, una volta purificate e rigenerate, trasformate in biocarburanti di alta qualità presso strutture industriali nazionali, dando piena valorizzazione a una risorsa energetica nazionale.

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Diamanti investiti tramite IDB: invia il Modulo entro l’8 marzo

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8 Febbraio 2019

Torniamo a parlare di diamanti da investimento, un tema che da molto tempo ha causato non pochi problemi ai risparmiatori, soprattutto se consideriamo che, negli ultimi anni, alcuni professionisti del settore, tra cui Intermarket Diamond Business (IDB), sono stati sanzionati dall’Antitrust per aver fornito informazioni poco trasparenti e ingannevoli sull’effettivo mercato di questo bene-investimento.

Pochi giorni fa, Intermarket Diamond Business è fallita e risparmiatori si sono giustamente preoccupati per i propri soldi.

Se hai investito in diamanti tramite IDB, puoi recuperare le tue pietre preziose: infatti, come ha spiegato il Curatore fallimentare, i diamanti dei consumatori non saranno registrati tra i beni sequestrati e quindi potranno essere recuperati ai sensi dell’art 87-bis Legge Fallimentare.

Cosa fare per recuperare le pietre?

È necessario contattare il Curatore fallimentare utilizzando l’apposita casella PEC di riferimento f41.2019milano@pecfallimenti.it e allegare la seguente documentazione:

  • Modulo di richiesta compilato
  • Copia del contratto di acquisto
  • Copia del codice identificativo della pietra
  • Copia del contratto di deposito.

Attenzione: I documenti dovranno essere in formato pdf e ognuno in uno specifico allegato.

Es. Allegato modulo.pdf / Allegato contratto.pdf / Allegato codice.pdf /Allegato contratto.pdf

Entro quando?

  • L’ultima data utile per l’invio del Modulo di richiesta è: Venerdì 8 marzo.

IMPORTANTE: Se non hai una casella PEC o hai bisogno di assistenza, rivolgiti alle sedi territoriali Adiconsum e fai valere i tuoi diritti.

#FacciamoCrescereTutele

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