Nella questione sigarette elettroniche, stanno parlando tutti. Anche e soprattutto le lobbyes! A nostro avviso è utile sentire anche la parola dei tanto contestati produttori.

Luigi Gabriele
Affari Regolatori
Associazione Consumatori Codici

Smokie’s: “Equiparazione ai farmaci o meno, ribadiamo la sicurezza dei nostri liquidi” .A parlare i dati di uno studio italiano

Mentre scorre il dibattito sulle sigarette elettroniche e sulla decisione del Consiglio dei Ministri della Salute europei di considerare quelle con oltre 1 mg di nicotina come medicinali, New Smoke Network Srl (Smokie’s), con il suo Amministratore Delegato Stefano Pozzi, tiene a tranquillare i consumatori sulla sicurezza dei liquidi commercializzati nei suoi oltre 300 punti vendita e lo fa basandosi su dati oggettivi, anche a seguito dello scalpore suscitato dal ritrovamento di metalli pesanti cancerogeni in alcuni liquidi prettamente made in USA per e-cig

“I risultati dell’analisi svolta dal laboratorio indipendente milanese “Laboconsult” su quattro diversi marchi di liquidi per e-cig – Old Cigar, Mental 4 Smoke, Tuscan e T-Fumo – pubblicati di recente da un noto settimanale italiano, hanno escluso la presenza di sostanze cancerogene, quali idrocarburi policiclici aromatici, nonché di metalli pesanti, rinvenendo solo una debole presenza di solventi industriali contenuti anche nella nicotina pura e definiti dal responsabile del laboratorio, il professor Ferri, come ‘non preoccupanti’.

Tre di questi quattro liquidi dichiarati ‘puliti’ sono presenti nei punti vendita Smokie’s, marchio che ha sempre prediletto la produzione italiana e garantito la massima trasparenza nell’indicazione di provenienza oltre che della concentrazione di nicotina. L’enorme risonanza che ha avuto sui media la denuncia della presenza di sostanze pericolose nei liquidi, rispetto alla notizia positiva e tranquillizzante che proviene della ricerca di ‘Laboconsult’, dimostra come ci sia un accanimento e una diffidenza generalizzata sul fumo elettronico seppur in assenza di pareri definitivi sull’argomento, e come si tenda ad evidenziare più che altro il negativo – prediligendo tra l’altro toni sensazionalistici – causando quindi una certa confusione prima di tutto tra i consumatori.”