La situazione delle sofferenze bancarie in Italia, cresciute del 22% rispetto allo scorso anno, è quella di un “cane che si morde la coda”. Lo afferma Comitas, l’associazione delle microimprese italiane, commentando i dati diffusi oggi dall’Abi.
“All’origine dei 150 miliardi di euro di sofferenze vi sono proprio le stesse banche che, restringendo il credito concesso a imprese e privati e revocando i fidi, rendono insolventi aziende e cittadini – spiega Comitas – Per quanto riguarda le piccole e microaziende, stimiamo che almeno un terzo delle sofferenze sia riconducibile alla stretta al credito operata dalle banche tra il 2012 e il 2013. Il credit crunch operato dagli istituti di credito, e quindi il rifiuto a concedere prestiti o la revoca dei fidi accordati, è infatti spesso “cieco”, ossia realizzato in modo indiscriminato senza analizzare attentamente le singole realtà imprenditoriali. Circostanza che ha determinato una forte crescita delle sofferenze nel nostro paese e la chiusura di migliaia di attività” – conclude Comitas.