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Sostenibilità, A2A ha creato 264 milioni di € di ricchezza per il territtorio

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Prosegue a Brescia il programma di apertura e ascolto dopo il Forum Multistakeholder
· 264 milioni di euro il valore della ricchezza distribuita sul territorio
· 124 milioni di euro spesi in forniture e servizi a imprese bresciane
· 60 milioni di investimenti nel 2014
· 5 nuovi progetti nati dalle proposte degli stakeholder
Brescia, 24 settembre 2015. Ascoltare la voce del territorio e comprenderne le esigenze di
sviluppo per alimentare con la giusta energia, soluzioni e investimenti le aspettative di crescita
economica e sociale. E’ questo il lavoro compiuto da A2A, i cui risultati sono raccolti nel primo
Bilancio di Sostenibilità territoriale presentato oggi dal Sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, dal
Presidente di A2A, Giovanni Valotti, e dall’Amministratore Delegato, Valerio Camerano.
Il bilancio di sostenibilità territoriale si inserisce nel programma di “Apertura e Ascolto” avviato dal
Gruppo ed è il primo documento che riassume con fatti e cifre l’insieme di azioni realizzate in
linea con il nuovo Piano industriale e orientate alla sostenibilità economica, ambientale e sociale
riferite ad uno specifico territorio: Brescia e provincia.
Un Bilancio che parla di oltre 260 milioni di euro di ricchezza distribuita sul territorio, di quasi 1,7
milioni investiti in sostegno alle iniziative culturali e sociali, di oltre 1.600 dipendenti del Gruppo
residenti tra capoluogo e centri della provincia e tanto altro ancora.
Il documento è sviluppato seguendo le stesse linee guida di rendicontazione che da anni A2A
applica nella redazione del Bilancio di Sostenibilità di Gruppo (Global Reporting Initiative) e
riserva largo spazio ai temi, alle domande e alle proposte, emersi durante il Forum
Multistakeholder. Forum organizzato a Brescia lo scorso 8 giugno, con la partecipazione di 40
esponenti della società civile bresciana, in rappresentanza di varie categorie di portatori di
interesse (clienti, associazioni, partner, esperti). Ai partecipanti era stato chiesto di lavorare in
sessioni plenarie e tavoli di lavoro separati, per elaborare una visione comune di A2A al 2020,
individuando i temi rilevanti e suggerendo soluzioni e iniziative realizzabili in un orizzonte
temporale di 18 mesi.
Tra le 19 idee emerse durante il forum, A2A ha selezionato 5 progetti da attuare con priorità: una
collaborazione con gli installatori per creare una rete di professionisti locali che realizzino
interventi di efficienza energetica promossi da A2A Energia verso i propri clienti; una iniziativa
per sostenere i clienti di A2A Energia in stato di sofferenza economica attraverso formule di
solidarietà (Banco energia); un pacchetto di servizi di teleraffrescamento rivolti a clienti del
settore terziario/commerciale; due nuovi percorsi didattici per l’educazione ambientale promossi
da A2A e Fondazione ASM, in collaborazione con associazioni, musei e enti culturali del
territorio, in particolare uno sul tema dei rifiuti ed uno sul tema dell’acqua.
“Abbiamo promosso il Forum Multistakeholder e realizzato il primo bilancio di sostenibilità
territoriale, – ha commentato Valotti – perché siamo convinti che un Gruppo come A2A debba
saper ascoltare e rispondere alle aspettative della comunità. Adottando i 5 progetti nati dalle
proposte dei nostri stakeholder ci mettiamo ancora una volta in gioco su impegni e risultati
concreti che porteranno benefici tangibili alla comunità e al territorio”.
“I risultati del Bilancio di Sostenibilità territoriale –ha osservato l’Amministratore Delegato, Valerio
Camerano– si muovono in sintonia con gli obiettivi del nuovo Piano Industriale presentato ad
aprile e ne condividono le parole-chiave, come il ritorno alla vocazione industriale, il
riavvicinamento al territorio, la valorizzazione delle persone con i tanti progetti avviati, il rilancio
degli investimenti, la green economy e l’innovazione tecnologica e digitale. A2A – ha aggiunto
Camerano – sta lavorando per diventare nel 2020 un’azienda più solida e flessibile, con una
leadership ancora più forte, eccellente negli standard di servizio, capace di generare valore per il
territorio e la comunità e, non ultimo, di essere un polo d’attrazione per i migliori talenti”.
DATI CHIAVE 2014
Responsabilità economica
Il valore della ricchezza distribuita da A2A sul territorio di Brescia e provincia è stato di 264
milioni di euro nel 2014, con 124 milioni spesi in forniture e servizi sul territorio bresciano,
attraverso oltre 500 fornitori convenzionati. Sono stati investiti 60 milioni di euro per il
mantenimento e lo sviluppo dei servizi offerti in provincia di Brescia di cui 15,7 milioni in attività
con risvolti ambientali. A2A ha stipulato convenzioni con le principali associazioni locali,
garantendo consistenti risparmi e servizi dedicati per le forniture di energia e gas e i servizi
ambientali.
Responsabilità sociale
Gli occupati nelle sedi di Brescia sono 1.659, il 97% residenti nella provincia.
A2A ha supportato nel 2014 le attività culturali, sociali e ambientali del territorio, attraverso
l’erogazione di 1,3 milioni di euro a favore della Fondazione ASM e degli enti teatrali bresciani
(Teatro Grande e CTB) e con 328mila euro di sponsorizzazioni.
A2A ha aperto le porte dei suoi impianti in provincia di Brescia a 7.335 visitatori. Numerose le
iniziative di educazione ambientale, dal gioco televisivo “La nostra energia per l’ambiente”,
trasmesso in 12 puntate su una televisione locale alle visite guidate gratuite di 100 classi al
percorso Natur.acqua in collaborazione con Ambiente Parco.
Responsabilità ambientale
Nel 2014 sono state raccolte dalle società ambientali del Gruppo operanti in provincia di Brescia
273mila tonnellate di rifiuti. Solo l’1,5% del totale è stato conferito in discarica, mentre il 58,7% è
stato avviato al riciclo e il 39,8% al recupero energetico.
Il sistema del teleriscaldamento ha continuato ad avere un ruolo centrale per Brescia: nel 2014
ha prodotto 1.200 gigawattora termici, pari al 70% della domanda di calore della città e 850
gigawattora elettrici pari al 42% dei consumi bresciani. Per garantire le massime prestazioni
ambientali, negli ultimi dieci anni, A2A ha investito sul teleriscaldamento, 60 milioni di euro,
ottenendo una riduzione complessiva del 71% delle emissioni annue di ossidi di azoto e dell’80%
delle polveri rispetto al 2005. Cogenerazione e valorizzazione energetica dei rifiuti hanno evitato
nel 2014 l’emissione in atmosfera di 312mila tonnellate di CO2.
I principali progetti nell’area ambientale hanno riguardato: la sostituzione, entro il 2016, di tutte le
lampade di illuminazione pubblica con quelle a Led; la messa in funzione di tre nuove caldaie a
basse emissioni per la centrale del teleriscaldamento in sostituzione di quelle esistenti; numerose
iniziative territoriali sull’efficienza energetica (solare termico, diagnosi energetiche, recupero di
calore da acciaieria) e la finalizzazione del progetto esecutivo per il nuovo sistema di raccolta
differenziata a Brescia. Nell’ambito del programma di “Apertura e ascolto”, va ricordata anche
l’installazione a partire da marzo dei totem multimediali per far conoscere ai cittadini i dati relativi
al funzionamento del termoutilizzatore, alla qualità dell’acqua e all’estensione del nuovo sistema
di abbattimento del cromo esavalente, all’avanzamento del progetto di illuminazione pubblica a
Led e alla raccolta differenziata dei rifiuti. I totem, attivi da alcuni mesi, sono stati installati in
Piazza Loggia e piazza Paolo VI, gli uffici comunali di Zona ovest e Zona est; presso gli sportelli
di A2A in via Lamarmora e nella Facoltà di Ingegneria dell’Università Statale.

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EU, verso la regolazione delle centrali GEOTERMICHE- Osservate speciali quelle EGP, di Dario Tamburrano

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Fonte: Dariotamburrano.it

A Strasburgo il partito si é messo (invano) di traverso alla nostra azione per una legge UE sulle emissioni. Ma ha scelto il momento meno adatto

Il bubbone delle emissioni in atmosfera da parte delle centrali geotermiche é diventato palese subito dopo il sì pronunciato mercoledì dall’assemblea plenaria del Parlamento Europeo al nostro emendamento che apre la strada ad una legge UE per normare queste stesse emissioni. I vertici di Enel Green Power sono indagati a proposito delle emissioni (“getto pericoloso di cose e inquinamento”) di due impianti, Bagnore 3 e Bagnore 4, situati a Santa Fiora, ai piedi del Monte Amiata. Vari dettagli sono disponibili sui giornali locali oggi in edicola.

NORME UE SULLE EMISSIONI, IL PD ITALIANO A STRASBURGO SI E’ MESSO (INVANO) DI TRAVERSO

Le centrali geotermiche italiane emettono grandi quantità di sostanze pericolose per la salute e per l’ambiente, fra le quali spicca il mercurio. Si trovano (per ora) tutte in Toscana, una Regione che il PD ha governato quasi senza interruzioni. Proprio oggi, mentre circola la notizia delle indagini sulle emissioni, un esponente del PD toscano polemizza con la nostra azione a Strasburgo e scrive testualmente che la geotermia rappresenta  “lo strumento per crescere in un ambiente più pulito”. Solo pochi giorni prima la eurodeputata Simona Bonafè in compagnia dell’indagato Montemaggi aveva incensato la geotermia senza se e senza ma.

All’interno del Parlamento Europeo il PD ha cercato con ogni mezzo – ma invano – di impedire l’approvazione del nostro emendamento sulla geotermia. Abbiamo già scritto come hanno votato sulla geotermia gli europarlamentari italiani. A parte qualche defezione personale, gli eletti nelle liste PD hanno detto “no”. Alcuni di essi hanno accolto addirittura con isteria la prospettiva di una legge europea. Lo svela l’eurodeputato Flavio Zanonato, eletto nelle liste del PD ma passato a MDP, Movimento Democratico Progressista e ora candidatonelle fila di Liberi e Uguali.

Per apprezzare le rivelazioni di Zanonato bisogna tener presente che il PD italiano fa parte, a Strasburgo e a Bruxelles, di S&D, il raggruppamento politico europeo di centrosinistra cui appartiene anche lo stesso Zanonato. A quanto egli dice, la moscia riunione degli S&D svoltasi alla vigilia dell’assemblea plenaria di Strasburgo per definire il voto si é improvvisamente accesa quando le renzianissime Bonafè, Toia e De Monte sono intervenute una dopo l’altra “per valorizzare l’energia geotermica” e per bollare come “non condivisibile” la parte del nostro emendamento (poi approvata) che apre la porta ad una legislazione UE sulle emissioni. Zanonato é intervenuto a favore di questa parte dell’emendamento ma sue testuali parole su facebook “Apriti cielo, avrei fatto irritare di meno la Patrizia Toia se avessi parlato male di Garibaldi”. Si é alzata dalla poltrona,  Zanonato le ha risposto per le rime e insomma devono essere volati gli stracci.

Zanonato non fornisce lumi sul prosieguo della riunione. Da un altro suo post si evince però che, non sappiamo con quali parole, il PD italiano ha provato a convincere (con risultati parziali) l’intero gruppo S&D a cambiare idea sul testo dato che nella commissione parlamentare ITRE gli S&D avevano votato a favore del nostro emendamento sulla geotermia; in assemblea plenaria il gruppo socialista si è spaccato e l’emendamento M5S è stato approvato con 395 sì, 272 no e 10 astensioni grazie ai voti di Verdi, GUE, ALDE (Liberali), PPE (centrodestra) e di alcuni socialisti di altri paesi membri (tra cui tutti gli italiani di Liberi e Uguali dei quali lo stesso Zanonato fa ora parte).

I VERTICI DI ENEL GREEN POWER INDAGATI PER LE EMISSIONI DI DUE CENTRALI GEOTERMICHE TOSCANE

Non riusciamo ad immaginare i motivi – o almeno: non riusciamo ad immaginare motivi confessabili – per i quali il PD abbia detto no a regole europee per proteggere l’ambiente e la salute. Vien da chiedersi se non abbiamo un peso le decine di milioni di euro l’anno che Enel Green Power percepisce come incentivo per le energie rinnovabili al fine dei conseguimento degli obiettivi climatici UE nonostante la geotermia dell’Amiata emetta più gas serra di centrali di pari potenza a combustibili fossili?

Sta di fatto che il PD ha scelto proprio il momento meno adatto a mostrare il suo appoggio entusiasta alla geotermia senza se, senza ma e senza regole europee: i vertici di Enel Green Power sono indagati per ipotesi di reato legate alle emissioni delle centrali geotermiche Bagnore 3 e Bagnore 4. Ieri, proprio il giorno i voto a Strasburgo, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Grosseto ha affidato ad un perito l’incarico di appurare se le emissioni di mercurio ed ammoniaca siano o meno conformi alle norme di legge e se, per limitarle, vengano utilizzate le migliori tecnologie disponibili.

La perizia sarà pronta in 90 giorni, salvo proroghe. Se non ce ne saranno, verrà discussa un un’udienza già fissata per l’11 maggio.

 

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Altra crociera da incubo, MSC in Martinica

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Codici avvia una nuova raccolta di adesioni per richiedere gli indennizzi e il danno da vacanza rovinata, per importi che si aggirano intorno ai 2.000 euro ciascuno

 

Roma, 22 gennaio 2017. Dopo l’avvio dell’azione cumulativa, da parte di Codici, per oltre 50 malcapitati turisti della Costa Pacifica nell’itinerario “Le perle del Caribe”, durante le ultime vacanze natalizie, giunge la notizia dei gravissimi disservizi e disagi causati, da MSC e Meridiana, in danno di 255 croceristi al rientro in Italia da Martinica, con volo per Milano Malpensa.

I turisti, proveniente da tutta Italia, a seguito di un guasto del velivolo sono stati costretti a scendere dall’aereo e a trascorrere l’intera notte nel settore bagagli dell’aeroporto di Martinica, accampandosi alla meno peggio in attesa della ripartenza, fissata per il giorno dopo.

“L’ennesima disavventura merita congrui risarcimenti”, come spiega l’Avv. Stefano Gallotta, che sta seguendo la vicenda dei turisti della Costa Crociere e di numerosi altri gruppi di vacanzieri: Abbiamo appreso dalla stampa l’incredibile notizia dell’ennesima vacanza rovinata in danno dei croceristi italiani. E’ incredibile che tante famiglie, con molti bambini e anziani al seguito, non siano state fatte alloggiare negli alberghi, come espressamente previsto da specifici precetti nomativi, ma abbandonate in aeroporto”.

Vi è una gravissima violazione degli obblighi contrattuali da parte della Msc e del vettore aereo, da cui promana, quanto meno, la compensazione pecuniaria di cui al Regolamento CE n. 261/2004 per il ritardo aereo, pari a Euro 600,00 ciascuno, oltre a un importo per la violazione degli obblighi di assistenza, ai sensi del medesimo Regolamento, nonché l’ulteriore risarcimento per il danno da vacanza rovinata, disciplinato dal Codice del Turismo e da quantificarsi in via equitativa: il tutto, per cifre che possono aggirarsi intorno ai duemila euro pro capite.

Invitiamo i malcapitati turisti della crociera in questione a rivolgersi a Codici (cell. 377.3500500 o email codici.corato@codici.org), meglio se entro dieci giorni lavorativi dal loro rientro a casa, per ottenere consulenza e assistenza, anche in forma collettiva, stanti le inconfutabili responsabilità della compagnia di navigazione italiana e del vettore aereo.

 

CODICI – Centro per i Diritti del Cittadino
Associazione di Consumatori e Utenti – ONLUS
cell. 377.3500500

 

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150 milioni di euro per il Fondo efficienza energetica Ecco come ottenere un finanziamento

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Questo inizio 2018 potrebbe portare ad un’altra ottima notizia per quello che riguarda la strategia energetica italiana. Proprio in questi giorni infatti la Corte dei Conti sta vagliando il decreto di costituzione del Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica firmato dal Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e dal Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda.

Il decreto consentirebbe a pubblici e privati di chiedere ed ottenere finanziamenti per interventi di efficienza energetica su edifici, strutture e processi produttivi. Ed anzi a tal proposito è importante sottolineare che la società Invitalia è già impegnata per valutare proposte, così come centinaia di aziende energetiche al lavoro per rivedere i processi energetici pubblici. Invitalia infatti gestirà il Fondo, che ha natura rotativa ed è coperto già dai primi 150 milioni di euro.

Decisamente una bella somma, a cui si aggiungerà un ulteriore introito annuale da 35 milioni di euro, destinato dal Ministero di Calenda fino al 2020. Un impegno concreto per sostenere tantissimi progetti di abbattimento di emissioni inquinanti, che sarà sostenuto anche dal già citato Ministero dell’Ambiente (anche qui è già stata annunciata disponibilità di risorse).

Di seguito alcuni degli interventi eseguibili finanziabili: si va dall’illuminazione pubblica alla trasformazione di caldaie, dalle reti per il teleriscaldamento all’installazione di apparecchiature ecocompatibili, passando addirittura per l’ammodernamento di centrali termiche.

Un sistema dunque che sembra aprire le porte a forme di paternariato pubblico-privato e che andrà ancora più incontro alle esigenze dei cittadini se consideriamo che la Legge di Stabilità 2018 ha ampliato anche i meccanismi di eco-prestiti ed eco-bonus.

Comunicato associazione consumatori CODICI

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