Seguici su

Consumatori

SOVRAINDEBITAMENTO. I DEBITORI SI LIBERANO PAGANDO IL 35% DEL DEBITO

Pubblicato

il

Nuova importante vittoria di MDC Pescara in tema di sovra indebitamento.     

I ricorrenti, avendo un tenore di vita che permetteva una certa disponibilità economica, cominciavano a fare uso delle carte di credito e degli affidamenti che i vari istituti di credito mettevano loro a disposizione;
Con il passare del tempo, senza che gli istanti se ne avvedessero, le commissioni per la gestione delle carte di credito e per gli affidamenti diventavano sempre più pesanti, tanto che i ricorrenti erano costretti a sottoscrivere finanziamenti con relative polizze assicurative per far fronte alle richieste di altri istituti di credito ; Inevitabilmente, la situazione economica già precaria è degenerata quando uno dei ricorrenti ha perso il posto di lavoro, con ciò venendo meno una fonte di reddito importante ;
Tale situazione, unitamente alle altre precedentemente elencate, ha quindi indotto forzatamente i proponenti ad indebitarsi ulteriormente con nuovi finanziamenti, nell’intento di far fronte ai debiti sempre più crescenti.
L’indebitamento familiare al momento della presentazione del ricorso ammontava a circa € 110000, somma che non poteva essere pagata secondo i piani di ammortamento concordati.
Il gestore della crisi nominato precisava come 
a) le cause dell’indebitamento sono ricollegabili alla insufficienza delle fonti di reddito dei coniugi a sostenere le spese ordinarie di vita, soprattutto a seguito dalla perdita del posto di lavoro che ha causato una contrazione delle disponibilità liquide a servizio del rimborso dei debiti. Sono poi occorse altre circostanze negative quali la rottamazione dell’autovettura per l’acquisto della quale si era contratto un finanziamento con la conseguente necessità di acquisirne una nuova, l’addebito di onerosi interessi passivi sui vari finanziamenti al consumo, notoriamente caratterizzati da tassi elevati, e così via discorrendo. Nell’assumere le obbligazioni i debitori non sembrano aver esorbitato dai normali canali di avvedutezza, né paiono configurabili comportamenti volontariamente deliberati ad aggravare il sovraindebitamento.
b) le ragioni dell’incapacità di adempiere le obbligazioni assunte sono da ricondurre al progressivo aumento delle esposizioni debitorie cui non si è più riusciti a fare fronte, anche a causa del sopravvenuto stato di disoccupazione di uno dei coniugi, e dalla impossidenza di cespiti immobiliari liquidabili;
c) la solvibilità dei consumatori negli ultimi cinque anni è stata sempre più deficitaria come dimostrato dalla crescente esposizione debitoria, nonostante gli sforzi profusi dai coniugi volti a tamponare le rate dei vari finanziamenti, sino alla decisione di adire la presente procedura per assicurare un trattamento paritario del ceto creditorio;
d) non si ha notizia di atti impugnati dai creditori ;
e) la documentazione depositata dal consumatore in allegato all’istanza si è rivelata esaustiva ed ha permesso la ricostruzione delle poste attive e passive. 
All’esito dell’esame del gestore della crisi, la proposta formulata e poi omologata dal giudice prevedeva: -Versamento della somma complessiva di 650,00 mensili per anni 5 fino al raggiungimento di 39.000,00 per complessive 60 rate;
-Pagamento integrale delle spese e del compenso dell’OCC in via prededucibile;
-Falcidia dei chirografari nella misura del 35 % circa (date dal rapporto tra i 39.000,00 meno compenso e spese OCC ed i complessivi debiti chirografari di 98.057,33).
Per la convenienza si fa presente che, nell’ipotesi di liquidazione del patrimonio dei coniugi, verrebbe appresa la quota di 1⁄4 dell’appartamento di civile abitazione con difficoltà ben evidenti circa la possibilità di collocazione sul mercato (difficilmente infatti un terzo estraneo andrebbe ad acquisire una quota indivisa e minoritaria di un immobile, le cui condizioni e la cui ubicazione non sono neppure ottimali). Inoltre il creditore procedente dovrebbe sobbarcarsi tutte le spese per il pignoramento e la vendita, il che pare scoraggiare ancor più il tentativo di esecuzione della quota indivisa. Si è poi visto che nessuno dei comproprietari è in grado di rilevare la frazione immobiliare della ricorrente, con ulteriori ed insormontabili difficoltà in caso di instaurazione di un giudizio divisionale.
Il Tribunale di Pescara omologava il piano così come presentato, pertanto, i ricorrenti si liberavano del proprio debito pagando solo il 35% dell’importo con 60 ratei di € 650 ciascuno.

Clicca per commentare

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply

Consumatori

Il Fatto Quotidiano: sostegno alla natalità, chi lo ha visto ?

Pubblicato

il

OGGI SUL IL #FATTOQUOTIDIANO

Sul #fattoquotidiano del 17 giugno 2019 l’approfondimento di Patrizia De Rubertis sul FONDO NATALITA’ del Governo Giallo/Verde

#Gardaland con auto blu ? Tutto è da mulino bianco.

✔️Ecco il pezzo di oggi su il Fattoquotidiano della super Patrizia De Rubertis in cui esortiamo il #governo a darsi una sveglia⏰

Continua a leggere

Consumatori

Mercato Unico delle Comunicazioni: entrano in vigore i massimali tariffari per le chiamate internazionali nell’UE

Pubblicato

il

Dal 15 maggio il costo massimo delle chiamate internazionali all’interno dell’UE sarà di 19 centesimi + Iva al minuto e di 6 centesimi + Iva il costo massimo per l’invio di un messaggio di testo.

Dopo l’abolizione delle tariffe di roaming, l’UE effettua un ulteriore passo nella creazione di un mercato unico digitale mediante la riforma delle norme in materia di telecomunicazioni a livello UE e fissa i massimali tariffari per le chiamate internazionali. Si pone, in tal modo, fine ai costi eccessivi delle chiamate transfrontaliere sostenuti dai consumatori sia nel proprio paese che all’estero e alle grandi differenze di prezzo esistenti tra gli Stati membri. Una chiamata all’interno dell’Unione europea da rete fissa o mobile costava circa il triplo rispetto a quella nazionale (ma poteva arrivare a costare anche dieci volte di più), e il doppio se si trattava di un sms.

Le nuove tariffe che interesseranno i soli consumatori finali e che, al momento, non troveranno applicazione in Norvegia, Islanda e Liechtenstein, rappresentano una concreta risposta alle crescenti esigenze di connettività degli europei e una efficace azione atta rafforzare la competitività dell’UE.

Si tratta di una delle prime norme in materia di telecomunicazioni a trovare applicazione dal Dicembre 2018, data di entrata in vigore del Regolamento BEREC, che istituisce l’Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC) e l’Agenzia di sostegno al BEREC (Ufficio BEREC), e del Codice delle comunicazioni elettroniche europee volto a fornire un quadro normativo armonizzato per la disciplina delle reti di comunicazione elettronica e dei servizi di comunicazione elettronica.

Il nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche (Direttiva (UE) 2018/1972), che dovrà essere recepito dagli Stati Membri entro la fine del 2020, porterà benefici e maggiore protezione ai consumatori sia che usino i tradizionali mezzi di comunicazione (telefonate e sms) che le App VoIP come WhatsApp o Skype, ecc.). Le nuove norme assicureranno:

  • accesso a internet a banda larga come servizio universale in modo che tutti i consumatori, compresi quelli economicamente vulnerabili, abbiano la possibilità di accedere a internet con una qualità accettabile e a prezzi accessibili;
  • informazioni maggiori e più trasparenti anche per poter comparare le differenti offerte;
  • più diritti in caso di risoluzione del contratto e quando si sottoscrivono contratti a pacchetto(per esempio tariffa con sms e chiamate incluse);
  • risarcimenti in caso di ritardi ingiustificati quando si cambia operatore
  • maggiore sicurezza per i servizi di comunicazione digitale(comprese le app online).

Al fine di garantire un approccio normativo comune e contribuire alla coerente attuazione delle nuove disposizioni, il BEREC ha pubblicato lo scorso 11 marzo delle linee guida complementari cui dovranno fare riferimento le Autorità di regolazione nazionali e ha pubblicato un video per spiegare la portata delle nuove regole in materia di roaming e chiamate internazionali all’interno dell’UE.

Continua a leggere

Consumatori

Energia: L’ARERA precisa: lo stop ai maxi conguagli vale anche per le componenti fisse.

Pubblicato

il

12 Giugno 2019

Federconsumatori: Vigileremo affinché le compagnie rispettino questa indicazione.

Esprimiamo grande apprezzamento per il pronunciamento dell’ARERA che specifica lo stop ai maxi conguagli introdotto con la Legge di Stabilità del 2018, provvedimento che vieta ai fornitori di acqua, luce e gas di pretendere conguagli per consumi avvenuti più di due anni prima, vale per tutte le componenti della bolletta, quelle variabili e quelle fisse.

In molti casi Enel Energia, come segnala Confartigianato, ha richiesto il pagamento delle quote legate alla potenza, sostenendo che la prescrizione si applichi solo alle quote relative ai consumi.

Un importante chiarimento, quello fornito dall’Autorità, che ristabilisce equità di fronte alle pretese illegittime delle compagnie, che troppo spesso sfruttano cavilli e mancate specifiche all’interno delle normative per riscuotere costi impropri. Sarà nostra cura vigilare affinché le compagnie si attengano a tale indicazione dell’ARERA.

Invitiamo tutti i cittadini che dovessero essere incorsi in tali richieste illegittime delle società fornitrici di energia a contattare i nostri sportelli per attivare le tutele del caso.

Continua a leggere