Sovraindebitamento, sentenza storica? Marco Recchi: “Una goccia in un mare di sofferenza”
Busto Arsizio, debito ridotto da 86 a 11 mila euro (-87%) a una donna in cassa integrazione

Il Tribunale di Busto Arsizio ha recentemente ridotto il debito di una donna nei confronti di Equitalia da 86mila euro a 11mila euro: l’87% in meno, importo individuato in base alle attuali possibilità economiche della debitrice. È stato così applicato, per la prima volta in Lombardia, uno dei primi “Piani del consumatore” in Italia, che ha consentito ad una impiegata in cassa integrazione di risolvere definitivamente una situazione debitoria complessa. Il principio adottato è quello della “Composizione della crisi da sovraindebitamento”, stabilito dalla Legge 3 del 2012 che punta a risolvere le problematiche dei cittadini verso finanziarie e banche: «È una piccola goccia in un mare di sofferenza – commenta il Vicepresidente di Konsumer Italia, Marco Recchi – siamo contenti della sentenza, finalmente si muove qualcosa, ma è evidente che la legge non funziona; in più di due anni ha prodotto solo episodi sporadici di provvedimenti giudiziari. Di fronte ad una crisi drammatica del Paese, 3-4 sentenze non bastano».

L’Italia è stata l’ultima in Europa ad attuare questa legge (in Francia è in vigore da 50 anni), che risulta ancora «troppo proceduralizzata – ci spiega il Presidente di Proseguo, Donata Monti − mancano i decreti attuativi, il Regolamento degli organismi di composizione della crisi e, soprattutto, l’informazione, anche tra coloro che dovrebbero attuare la legge. Che è una legge importante perché laddove venga appurato un sovraindebitamento indipendente dalla volontà dell’individuo, ma causato da fattori esterni (perdita del lavoro, morte del capofamiglia, malattia, etc.), con la reale impossibilità di pagare, si può intervenire persino con la “esdebitazione” annullando completamente il debito». Insomma, si paga in base alle proprie possibilità: «L’obiettivo della legge – specifica il legale della donna di Busto Arsizio, l’avvocato Pasquale Lacalandra – è quello di dare l’opportunità ai debitori che si trovano in situazioni critiche di riacquistare un ruolo attivo nell’economia e nella società, senza restare schiacciati dal carico dell’indebitamento preesistente.

È importante però valutare attentamente le condizioni per poter accedere alla procedura, dato che il Tribunale competente dovrà esaminare sia la fattibilità del piano sia la meritevolezza del debitore». La sentenza emessa lo scorso ottobre dal giudice Carmelo Leotta dovrà fare giurisprudenza per tutti i casi che vedono consumatori e piccoli imprenditori tartassati da Equitalia, che continua a recapitare cartelle spropositate rispetto al reddito effettivo dei cittadini: «Tra interessi e sanzioni – riprende l’Avvocato Lacalandra − la cartella ha raddoppiato l’importo iniziale dovuto. Una situazione che affligge in Italia moltissimi consumatori e imprenditori che hanno adesso uno strumento legislativo a loro tutela». Per fornire una soluzione concreta alle famiglie in difficoltà finanziaria, specie in un momento di crisi economica prolungata come quello attuale, Konsumer Italia già da tempo si è attivata prevedendo un sistema di “mediazione” tra consumatore e istituzione creditizia, per verificare la reale capacità di sostenere il pagamento, alla luce delle entrate della famiglia e dei costi legati alle necessità della vita quotidiana. Sulla base del conteggio effettuato sarà calcolata la rata “possibile” per la famiglia.