Codici: seguiremo la vicenda, penalizzati i cittadini
Con la Spending Review, il Governo ha deciso di incorporare l’Agenzia del Territorio all’Agenzia delle Entrate. Una decisione che presenta diversi punti deboli, soprattutto dal punto di vista economico.
A denunciarlo a spazioconsumatori.tv Pietro Paolo Boiano, Vice segretario generale della DIRSTAT.
La prima questione critica riguarda le funzioni delle due Agenzie, evidentemente incompatibili.
“Per garantire la corretta applicazione del regime fiscale e tributario, Agenzia del Territorio e Agenzia delle Entrate devono rimanere separate – rimarca Boiano che precisa: “identificare nello stesso Ente lo stato accertatore-impositore, riscossore e sanzionatore rappresenta un’anomalia tutta italiana. Nei restanti Paesi della Comunità Europea non esistono, infatti, casi simili; queste funzioni sono separate”.
L’Agenzia del Territorio svolge compiti delicati e particolari: in materia di catasto, pubblicità immobiliare, consulenze e stime ed è deputata allo sviluppo dell’osservatorio del mercato immobiliare.
E’ ovvio che le stime dell’Agenzia del Territorio, per salvaguardare gli interessi dei cittadini, devono essere oggettive e non legate a quanto lo Stato vuole ricavare per aumentare il suo gettito fiscale.
La manovra riorganizzativa non avrebbe, inoltre, comportato una maggiore efficienza e a pensarla in questa maniera è proprio chi all’Agenzia delle Entrate ci lavora.
C’è di più, l’accorpamento avrebbe portato maggiori costi derivanti dall’attribuzione di due funzioni diverse allo stesso Direttore: Attilio Befera, Presidente di Equitalia, già direttore dell’Agenzia delle Entrate.
Una nomina scontata? No, ci dicono dalla DIRSTAT. La nomina del nuovo direttore deve avvenire attraverso una regolare procedura di interpello.
Ma l’Agenzia delle Entrate non è nuova alle nomine dirette. La dimostrazione sono le oltre 800 posizioni dirigenziali ricoperte senza un previo regolare concorso e dunque in assenza dei requisiti di accesso fissati dalla legge, nomine poi sospese dal Tar del Lazio.
“Il malcontento è generale e riguarda sia gli addetti ai lavori che gli utenti. Seguiremo, con spazioconsumatori, la vicenda –conclude Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici.
Roma, 4 novembre 2013