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Salute

“Spermabot”: il possibile trattamento del cancro alla cervice

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Fonte: visionari.org

Un microrobot potrebbe un giorno consegnare farmaci antitumorali nel tratto riproduttivo femminile, secondo un nuovo documento dalla Germania.

Un microrobot sperma bioibrido potrebbe un giorno consegnare farmaci antitumorali per contrastare tumori nel tratto riproduttivo femminile, secondo un nuovo documento dalla Germania.

Il microbot dal suono fantascientifico, descritto in un articolo di dicembre sulla rivista ACS Nano, è composto da sperma di un toro abbinato ad una microstruttura plastica stampata in 3D e ricoperta da un rivestimento a base di ferro.

Questo rivestimento permette ai ricercatori di dirigere magneticamente il robot verso il bersaglio. In seguito, colpito il tumore, quattro braccia sulla microstruttura del bot bioibrido si piegano automaticamente, rilasciando la cellula spermatozoo che penetra nelle cellule tumorali e distribuisce il medicinale.

La tecnologia è ancora lungi dall’essere pronta per applicazioni pratiche — finora è stata testata solo su lastrine da laboratorio, ed è necessaria molta più ricerca prima che possa essere provata negli esseri umani.

Anche se gli “spermbot” possono sembrare un modo strano per consegnare i farmaci in alcune zone del corpo, i ricercatori hanno detto che gli spermatozoi possono rappresentare un mezzo naturale per tale scopo.

“Abbiamo deciso di lavorare con gli spermatozoi perché hanno la capacità di nuotare naturalmente nel tratto riproduttivo femminile,” ha detto Mariana Medina-Sánchez, co-autrice dello studio, leader del Micro e Nanobiomedical Engineering Group presso l’Istituto per le Nanoscienze Integrative di Dresda, Germania.

“Lo sperma ha la naturale capacità di fondersi con la cellula uovo, e questo rappresenta un beneficio,” ha detto Medina-Sánchez a Live Science. “Si può fare la stessa cosa con le cellule tumorali e rilasciare il farmaco all’interno delle cellule tumorali, rendendo il trattamento molto più efficace.”

Nello studio, i ricercatori hanno iniettato un farmaco per il cancro cervicale chiamato cloridrato di doxorubicina nella testa della cellula dello sperma, ha detto Medina Sánchez. La testa dello sperma protegge il farmaco dall’ambiente circostante. Inoltre, il farmaco non colpisce le cellule dello sperma nello stesso modo in cui colpisce le cellule tumorali, così la cellula dello sperma rimane sana ed è in grado di muoversi.

Gli spermbot portatori di farmaci sono stati testati su lastrine da laboratorio, dove erano incaricati di consegnare i farmaci alle cellule tumorali cervicali.

I ricercatori hanno detto che sperano di passare in futuro alla sperimentazione animale. E ad un certo punto dovranno sostituire lo sperma del toro con uno sperma umano, ha affermato Medina-Sánchez.

Dalle cellule di laboratorio agli esseri umani?

Anche se gli esperimenti di laboratorio hanno avuto successo — lo spermbot è stato guidato alle cellule tumorali del collo dell’utero, dove lo sperma ha rilasciato il farmaco antitumorale — ci sono ancora alcune sfide che i ricercatori stanno cercando di affrontare, ha detto Medina-Sánchez.

Ad esempio, i ricercatori “vogliono rendere biodegradabile la struttura in plastica rivestita di ferro in modo che si dissolva dopo il rilascio del farmaco,” ha spiegato Medina-Sánchez. Questa regolazione contribuirebbe a “evitare reazioni immunologiche e di altro tipo che potrebbero eventualmente causare tali strutture.”

Al momento, i ricercatori possono solo guidare le singole cellule dello sperma. Ma per le applicazioni pratiche, avrebbero bisogno di essere in grado di guidare più cellule dello sperma allo stesso tempo per fornire la giusta dose del farmaco, nonostante una singola cellula di sperma possa già trasportarne abbastanza.

Nelle applicazioni pratiche, gli spermatozoi potrebbero essere iniettati nel sistema riproduttivo femminile con un catetere — un metodo simile all’inseminazione artificiale, ha detto Medina-Sánchez. Gli spermbot avrebbero ancora bisogno di essere guidati magneticamente, ma il campo magnetico usato per controllare il bot è molto debole e non ha alcun effetto sul corpo umano, ha aggiunto.

Nello studio, gli spermbot sono stati testati utilizzando cellule tumorali cervicali. Ma i ricercatori vogliono usarlo per tutti i tipi di tumori ginecologici — cancro ovarico, cancro dell’ utero, cancro cervicale.

Saranno necessari ulteriori progressi tecnologici affinché tale tecnologia possa essere esportata negli ospedali. Le attuali tecniche di immaging non sono abbastanza precise da consentire ai medici di monitorare in tempo reale il movimento dei cyborg sperma all’interno del corpo, che è ciò che si vorrebbe svolgere in contesti clinici.

“Idealmente, vorremmo visualizzare gli spermbot in tempo reale nel tessuto profondo… così da condurli realmente nella posizione di destinazione. Ma attualmente, la risoluzione spaziale dei sistemi di risonanza magnetica o di immaging ad ultrasuoni è solo di circa 100 micrometri.” Medina-Sánchez

La testa dello sperma è di 5 per 10 micrometri di dimensione, e la microstruttura stampata 3D è solo leggermente più grande, il che significa che lo sperma cyborg sarebbe invisibile ai sistemi attuali.


Tradotto in Italiano. Articolo originale: LiveScience


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Salute

Lettini Fisher Price. Ritirati in 5 milioni

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32 casi accertati. Ritirate le Rock ‘n Play Sleepers, dopo che i bambini si sono rotolati e sono rimasti soffocati.

Roma, 16/04/2019 – “E’ preoccupante quanto abbiamo appreso dagli organi di stampa riguardo possibili pericoli di un prodotto di Fisher Price – scrive in una nota il Vice Presidente Nazionale dell’U.Di.Con. Martina Donini – in particolare si tratterebbe di alcuni vizi di conformità in relazione alla culla commercializzata da Mattel. Nonostante il prodotto sia stato richiamato negli Stati Uniti non escludiamo il fatto che sia venduta anche in Italia, come possiamo osservare dal sito della società e se così fosse, sarebbe un problema per l’incolumità dei bambini”.

il prodotto “Rock ‘n Play Sleeper”, con brand Fisher-Price è stato richiamato negli USA, in seguito alla denuncia dell’American Academy of Pediatrics, la quale avrebbe affermato la pericolosità del prodotto, che avrebbe causato il decesso di trentadue neonati. Per questo motivo la Consumer Product Safety Commission, avrebbe deciso di ritirare il prodotto dal mercato statunitense in attesa di ulteriori accertamenti che verifichino la conformità o meno del prodotto agli standard di sicurezza.

“Nella pagina web di Fisher-Price Italia – continua Donini – tra il catalogo dei prodotti commercializzati, è presente il prodotto denominato “Culla Gioca e Sogna Fisher- Price”, del tutto simile per caratteristiche alla culla ritirata dal mercato statunitense. Non possiamo permettere che venga commercializzato un prodotto destinato ai bambini con probabili difetti in quanto si andrebbe a mettere in pericolo la sicurezza dei bambini. Per questo motivo – conclude Donini – abbiamo chiesto delucidazioni alla società sulla natura del prodotto e che vengano presi gli opportuni provvedimenti per la problematica in questione onde evitare che il prodotto venga acquistato dalle famiglie e si presenti anche il minimo rischio per i bambini”. 

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Salute

5G: Federconsumatori sostiene l’appello alla prudenza rivolto dai medici dell’ISDE

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Spesso il confine tra benefici e rischi dell’innovazione diventa tanto sottile che risulta estremamente difficile valutarne gli effetti.

Emblematico in tal senso è il caso del 5G. La scorsa settimana il Presidente del Comitato Scientifico ISDE Italia – International Society of Doctors for Environment ha inviato una approfondita missiva al Vice Premier Luigi Di Maio, invitandolo a valutare i rischi del 5G sentendo il parere di medici, oltre a quello di fisici, ingegneri, informatici ed economisti. 

Il 5G, infatti, ha effetti biologici documentati, che non sono stati presi in considerazione né nella fase di sperimentazione, già avviata per circa 4 milioni di italiani senza alcuna informativa, senza una valutazione dei rischi e senza che siano stati predisposti adeguati monitoraggi ambientali e sanitari da parte degli organismi preposti.

Non vogliamo fare allarmismo, ci uniamo solo all’appello alla prudenza rivolto dai medici al Governo.

Risulta singolare come il wireless di quinta generazione, importante strumento di sviluppo capace di esprimere a pieno le potenzialità dell’IOT, in molti paesi sia stato bloccato: è questo il caso del Ministro dell’Ambiente belga e del Consiglio Comunale di Portland (Oregon – USA). A questi si aggiungono le critiche provenienti dal Comitato Scientifico sui rischi sanitari ambientali ed emergenti (SCHEER) della Comunità Europea, nonché le richieste di chiarimento sugli effetti biologici avanzate dall’Ufficio Federale tedesco per la protezione dalle radiazioni e una Commissione Parlamentare olandese.

“Riteniamo doveroso tutelare la salute pubblica dei cittadini italiani, anteponendola senza se e senza ma alle esigenze di profitto degli operatori di telefonia.” – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori.

Per questo ci uniamo all’appello dell’ISDE e sosteniamo le motivazioni dell’Alleanza Italiana Stop 5G nel richiedere un attento esame per la valutazione dei rischi e adottare una moratoria per la tecnologia 5G. Non c’è molto tempo, per questo è necessario agire tempestivamente: entro i prossimi due anni, secondo quanto deliberato dall’AGCOM, saranno già 120 i comuni che sperimenteranno le bande del 5G. Entro il 1 Gennaio 2022, in particolare, le compagnie dovranno permettere ad almeno l’80% della popolazione, in tutti i comuni con più di 30.000 abitanti e in tutti i capoluoghi di provincia italiani, la corretta fruizione, in maniera ragionevole anche indoor: questo vuol dire che le nostre case, i luoghi pubblici e gli uffici saranno irradiati dal 5G. Conoscerne e limitarne gli effetti negativi si rivela pertanto un’esigenza primaria, che il Governo deve affrontare al più presto.

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Salute

Farmaci on line, crolla erboristeria salgono integratori- La Fotografia

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FARMACI E PARAFARMACI: LA FOTOGRAFIA DEI CONSUMI SECONDO TROVAPREZZI.IT

Negli ultimi 3 anni crescita di ricerche online nel settore
Le donne, le più attive nell’acquisto sul web

Milano, 15 aprile 2019 – Con oltre 6 milioni e 700 mila ricerche nel 2018 e un incremento costante a partire dal 2016 (erano 4 milioni), il mercato degli integratori e dei coadiuvanti registra un boom di interesse tra gli italiani che appaiono sempre più inclini a ricorrere al web anche per l’acquisto di prodotti destinati alla salute e alla prevenzione.
È soltanto una delle principali evidenze che emerge dall’Osservatorio Farmaci & Parafarmaci di Trovaprezzi.it, il comparatore di prezzi online leader in Italia, realizzato in occasione della Giornata Mondiale della Salute che si celebra ogni anno il 7 aprile.
Qual è dunque il consumo degli italiani e come stanno cambiando negli anni le loro abitudini di acquisto di prodotti per salute e benessere, anche grazie ai canali online che affiancano le tradizionali farmacie?
Analizzando gli ultimi 3 anni (dal 2016 al 2018), i dati di Trovaprezzi.it evidenziano una maggiore propensione alla spesa da parte degli italiani per tutti i prodotti indispensabili per il proprio benessere e salute (oltre 10 milioni e 500 mila ricerche nel 2018). Oltre agli ottimi risultati di Integratori e Coadiuvanti riscuotono interesse anche i più vari Prodotti Salute, per i quali le ricerche sono passate da circa 1 milione e 600 mila del 2016 a oltre 3 milioni e mezzo nel 2018. Un calo nelle ricerche online si è registrato invece per i prodotti Erboristeria, molto più in voga qualche anno fa rispetto ad oggi (-24% di ricerche nel 2018 rispetto al 2017, con quasi 284 mila ricerche), seppure il numero di offerte su Trovaprezzi.it sia aumentato
notevolmente, passando dalle quasi 20 mila del 2016 alle 46 mila del 2018.
Il successo online del settore dedicato alla salute, registrato negli ultimi anni, è confermato dal significativo incremento del numero di offerte rilevato, oltre che dal +73% già evidenziato di Erboristeria, anche nelle
altre categorie interessate presenti su Trovaprezzi.it: +52% e +58% è stata la crescita della quota di offerte rispettivamente per Integratori e Coadiuvanti e per Prodotti Salute nel 2018 rispetto al 2017.
Sono le donne le più usuali consumatrici di tutti questi prodotti – con quasi 7 milioni di ricerche totali nel 2018 rispetto ai circa 3 milioni e 600 mila degli uomini – in particolare con età compresa tra i 35 e i 44 anni.
Da un punto di vista geografico, Lombardia (oltre 2 milioni e 600 mila ricerche) e Lazio (2 milioni e 100 mila ricerche) primeggiano tra le regioni più attive nel 2018, seguite da Campania e Emilia Romagna; fanalino di
coda La Valle D’Aosta con poco più di 3 mila ricerche. Oltre a Milano e Roma, sempre in testa alle ricerche con 557 e 502 ricerche per 1000 abitanti, si distinguono al Centro-Nord Bologna e Firenze (rispettivamente
con 298 e 251 ricerche per 1000 abitanti) e Palermo e Napoli al Sud (196 e 158 ricerche per 1000 abitanti).
Considerando la categoria Integratori e Coadiuvanti, nei primi mesi del 2019 e in concomitanza con i cambi di stagione, gli sbalzi climatici e l’arrivo della primavera, si nota che i 3 prodotti più ricercati sono stati gli integratori alimentari del genere di Armolid Plus in compresse, dell’Orac Spice a base di curcuma, chiodi di garofano, cannella e pepe nero, e del Magnesio Supremo solubile.
Tra i Prodotti Salute e Farmaci da Banco più cliccati nel 2019, le ricerche sono state piuttosto eterogenee e variegate. Sul podio si distinguono – per usi e esigenze diverse – alcool etilico, farmaci preventivi e curativi di
sintomi influenzali, ma anche gocce per sinusite di origine batterica, compresse vasoprotettrici e prodotti per il trattamento delle micosi.

Nonostante l’elevato interesse dimostrato dagli utenti, le richieste di autorizzazione per la vendita sul web di farmaci senza obbligo di ricetta vanno a rilento. È importante sottolineare che il commercio online dei
farmaci è limitata ai prodotti senza obbligo di ricetta medica ed è consentita esclusivamente a farmacie ed esercizi commerciali, autorizzati alla vendita nel territorio italiano, che ne facciano espressa richiesta.
Secondo quanto riportato da Federfarma (dati di aprile 2018), le autorizzazioni rilasciate dal Ministero sono solo per 550 farmacie e 100 esercizi commerciali, a fronte di oltre 19.000 farmacie, 4.000 parafarmacie e
300 corner all’interno dei supermercati sparsi sull’intero territorio nazionale.
La vendita online resta in ogni caso un’opportunità sia per le farmacie, le quali acquisiscono nuova clientela che non raggiungerebbero con la presenza fisica, sia per gli utenti che hanno la possibilità di risparmiare
confrontando i prezzi nella comodità di ricevere i prodotti direttamente a casa.
Per evitare di incappare in truffe o siti illegali è sempre opportuno verificare la presenza del Logo Comunitario sul sito web: il marchio registrato garantisce l’autorizzazione del Ministero della Salute e –
tramite link – rimanda all’elenco di tutti gli e-commerce abilitati alla vendita.

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