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Spiagge: si può entrare gratis negli stabilimenti privati? Luigi Gabriele lo verifica ad Ostia

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Andare in spiaggia è sempre garantito come prevede la legge? Ci siamo messi ciabatte e costume ed abbiamo provato sulle spiagge di#ostia.
Servizio di Mi Manda Rai Tre con Luigi Gabriele di Codici Associazione Consumatori

 

Ricordiamo tutte le regole.

Le leggende su accessi a pagamento e sosta sulla battigia-Codici: i gestori danno volutamente delle informazioni errate

In questo periodo dell’anno, le spiagge iniziano ad essere prese d’assalto, soprattutto nei weekend, ma è doveroso fare chiarezza sui diritti e doveri dei consumatori-bagnanti, che vengono erroneamente informati, forse con l’intento di fargli sborsare dei soldi.

Vediamo quali sono le regole generali sull’accesso alle spiagge, che ribadiamo, deve essere a titolo gratuito.

L’accesso alla battigia è libero in ogni orario, anche notturno, per tutto l’anno solare, attraverso i varchi pubblici a questo adibiti (nella misura di uno ogni 300 metri di costa); fermo restando il divieto di pernottamento e gli altri divieti a cui si fa riferimento.

Qualora nel raggio di 300 metri non siano presenti spiagge libere con servizi, è obbligatoria la realizzazione di un varco. I varchi possono essere realizzati anche all’interno delle aree in concessione degli stabilimenti balneari.

I titolari delle concessioni demaniali marittime degli stabilimenti balneari hanno comunque l’obbligo di consentire il libero e gratuito accesso e transito, anche ai fini della balneazione, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, come stabilisce l’art.1, comma 251, della legge 296/2006, ribadito più recentemente dalla legge 217/2011.

L’accesso alla battigia deve essere sempre consentito anche qualora lo stabilimento sia in prossimità di un fruibile varco pubblico di accesso.

A tal fine i gestori degli stabilimenti balneari dovranno visibilmente apporre la cartellonistica.

E’ fatto divieto di apporre all’ingresso indicazioni – quali, a mero titolo esemplificativo, “biglietteria”, “biglietti”, “ticket”, “titoli di ingresso”, in qualunque lingua espresse – comunque finalizzate ad indurre in errore in ordine alla totale gratuità dell’accesso e del transito per raggiungere la battigia.

E’ fatto altresì divieto di chiudere od ostacolare in qualsiasi modo l’ingresso dello stabilimento destinato al libero accesso e transito mediante cancelli, porte, barriere, tornelli e, comunque, qualsivoglia installazione atta a selezionare gli ingressi pedonali.

Ciò che però ci preme far sapere al consumatore, oltre al fatto che l’accesso alle spiagge deve essere a titolo gratuito, è il tema della sosta sulla famosa battigia.

La stragrande maggioranza dei gestori tende a scongiurare la sosta sulla battigia sostenendo che si possa solo transitare.

Questo è un falso perché se si vuole fare il bagno si può tranquillamente fare davanti al lido in gestione, ci si può anche poggiare con un telo mare, ciò che non posso fare è: mettere un impedimento che possa essere un ombrellone, un lettino, uno sdraio, ma per motivi di sicurezza, non per altro.

Senza considerare che, il problema spesso è inverso, ovvero: sono i gestori degli chalet che tendono a sconfinare con i lettini, che casualmente “camminano” fino alla battigia. Altra odiosa pratica è quella da parte dei concessionari delle spiagge, di chiudere i camminamenti contigui, in modo tale che chi si trova davanti allo stabilimento, per poter lasciare il lido deve fare un giro per niente agevole per poter uscire.

Questo modus operandi ha ovviamente delle ripercussioni sul bagnante, che essendo anche in questo frangente consumatore, si ritroverà a dover affittare ombrellone e lettino, perché indotto dal fatto che le spiagge libere sono scarse e non fruibili, e poi perché nella stragrande maggioranza dei casi, chi è in possesso delle concessioni spinge a far utilizzare i propri servizi sostenendo delle teorie non veritiere come quelle suddette.

Inoltre, quanto è mediamente il costo di ombrellone e lettino che incide su ogni famiglia? Durante l’alta stagione si parla almeno di cento euro a famiglia. Ma di questi costi e di come sia mera libertà dei gestori fissarne il costo, parleremo un’altra volta.

Non perdetevi la puntata di Mi Manda Rai Tre della prossima settimana sull’argomento, con tutti i consigli utili di Luigi Gabriele – Responsabile Affari Istituzionali Codici – inviato speciale per l’occasione con la troupe di Mi Manda Rai Tre.

Per segnalazioni non esitate a contattare l’Associazione Codici allo 06.5571996 o scriveteci a: segreteria.sportello@codici.org.

 

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CODICI esprime soddisfazione per le nomine dei Presidenti delle Commissioni permanenti di Camera e Senato

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Nominate le Presidenze delle Commissioni parlamentari alla Camera e al Senato

Il Segretario Nazionale di CODICI, Ivano Giacomelli, e il Responsabile Affari Istituzionali di CODICI, Luigi Gabriele, esprimono soddisfazione per le nuove nomine.

“Siamo lieti di assistere alla nomina del Senatore Gianni Girotto come Presidente della X Commissione Industria del Senato – afferma il Segretario Nazionale dell’Associazione CODICI Ivano Giacomelli –  una persona che si è sempre dimostrata vicina ai consumatori, occupandosi di varie tematiche dalle banche all’energia. Un plauso in particolare – continua il Responsabile Affari Istituzionali di CODICI, Luigi Gabriele – per la sua prima dichiarazione pubblica in cui ha affermato che la fine del mercato tutelato può attendere. Anche noi di CODICI siamo di questo avviso e per tale motivo stiamo organizzando un Gruppo d’Acquisto, come rete di protezione al fine di tutelare i consumatori dal rischio speculazioni, che sarà lanciato nel caso in cui il Parlamento non faccia un passo indietro”.
CODICI chiede ai nuovi Presidenti nominati oggi di porre particolare attenzione alla legge sull’azione di classe, prima ancora di qualsiasi liberalizzazione dei mercati, perché ad oggi non ci sono strumenti di difesa nei confronti dei consumatori vessati.
“Plaudiamo alla nomina del Senatore Daniele Pesco alla Commissione Bilancio del Senato –  prosegue il Responsabile Affari Istituzionali di CODICI, Luigi Gabriele – persona che nelle battaglie del settore bancario si è mostrato vicino ai consumatori”.
I Presidenti nominati oggi, insieme agli altri Presidenti delle Commissioni e al Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico, Davide Crippa, al Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministro della Giustizia, rappresentano i capisaldi della tutela del Consumatore.
“Chiediamo più attenzione per i consumatori italiani e un occhio di riguardo alle nomine delle Autorità – conclude il Segretario Nazionale dell’Associazione CODICI Ivano Giacomelli – cercando di garantire più presenza delle rappresentanze dei consumatori e una legge sull’azione di classe che ci possa permettere di difendere realmente i consumatori italiani nei confronti dello strapotere delle multinazionali e delle lobby”.
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Marketing: stop al pop up con il consenso incorporato

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Il Garante ha vietato a una società che offre servizi di comparazione sul proprio sito web  (mutui, assicurazioni, luce, gas, telefonia) il trattamento, per finalità di marketing e di vendita ad altre aziende, dei dati raccolti attraverso un pop up senza il necessario consenso degli utenti. L’intervento del Garante ha fatto seguito ad alcune segnalazioni, riguardanti – a seconda dei casi  – comunicazioni promozionali indesiderate ricevute dalla stessa società per telefono o per email, oppure telefonate promozionali indesiderate, su utenze fisse e mobili, effettuate per conto di società dei settori energetico e delle telecomunicazioni. Le verifiche ispettive svolte dall’Autorità, anche con l’ausilio del Nucleo speciale privacy della Guardia di Finanza, hanno accertato che il pop up non permetteva l’accesso ai servizi offerti se l’utente non accettava, con un unico consenso, il trattamento dei dati per diverse finalità (fra le quali il marketing o la comunicazione dei dati a terzi). In caso di compilazione delle caselle di testo, ma di mancata spunta del consenso, infatti, il sito non acquisiva i dati inseriti e non consentiva di procedere con la richiesta. Perciò, anche se l’informativa faceva riferimento alle diverse finalità di trattamento di dati, non si consentiva agli utenti di esprimere, come prevede la normativa, consensi specifici e differenziati. Se la società vorrà ancora utilizzare il pop up per raccogliere i dati a scopo promozionale (o per altre finalità) dovrà  consentire e all’utente di scegliere liberamente se e quali finalità autorizzare. Nel disporre il divieto, il Garante ha ribadito che la raccolta e/o la conservazione di dati personali, effettuate in violazione dell’obbligo del consenso informato, rappresentano un illecito trattamento dei dati a prescindere dal loro ulteriore uso e ha affermato che i dati raccolti con il pop up possono essere utilizzati solo per l’esecuzione delle richieste degli utenti.

L’Autorità ha vietato anche il trattamento  dei dati tratti da elenchi acquisiti da altre aziende e per i quali la società non è stata in grado di dimostrare di avere il consenso libero e specifico per il marketing né quello per la comunicazione ad altri soggetti  per scopi promozionali.

Il Garante, inoltre, ha ordinato alla società di avvisare tutti i soggetti ai quali ha ceduto liste di dati personali che questi non possono essere utilizzati senza aver acquisito il necessario consenso per le proprie attività.

Per le violazioni riscontrate la società ha oblato le sanzioni ammnistrative già contestate dal  Nucleo speciale privacy.

Per contrastare la circolazione di dati “viziati” ed ulteriori possibili trattamenti illeciti, come il telemarketing indesiderato, l’Autorità si è riservata di effettuare accertamenti anche nei confronti dei partner commerciali della società.

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Body cam sui treni: sì del garante privacy, ma nel rispetto di chi è filmato

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Una società di trasporto pubblico ferroviario  potrà dotare di body cam (videocamere indossabili) gli addetti alla sicurezza e  i capitreno per contrastare e prevenire aggressioni furti e atti vandalici, in aumento negli ultimi anni. Ma dovrà adottare precise misure a tutela della riservatezza delle persone riprese.

Per dare il suo via libera al progetto sperimentale, il Garante  privacy ha considerato l’impossibilità tecnica di installare telecamere a bordo dei treni di più vecchia costruzione, le specifiche finalità di sicurezza anche dei numerosi utenti del servizio e le finalità di tutela dei beni aziendali. L’Autorità ha però prescritto una serie di cautele e accorgimenti a garanzia di dipendenti e utenti. Le body cam non saranno sempre accese, ma potranno essere attivate dai capitreno o dagli addetti alla sicurezza solo in presenza di un pericolo concreto per le persone o le cose. Un led rosso ne segnalerà l’attivazione.  

I dispositivi trasmetteranno le immagini alla sala operativa in tempo reale. Chi effettua le riprese non potrà modificarle, cancellarle né duplicarle. Solo soggetti diversi, specificamente autorizzati, una volta verificato che le immagini raccolte riguardino fatti realmente pericolosi, potranno disporne l’eventuale estrazione. Questa attività dovrà essere tracciata.

La società, inoltre, dovrà disciplinare le modalità di utilizzo e le specifiche condizioni che legittimano l’attivazione dei dispositivi  e dovrà adottare particolari cautele nel caso in cui le riprese video coinvolgano soggetti “deboli” (testimoni, vittime di reati, minori ecc.) o riprendano luoghi con particolari aspettative di riservatezza (ad esempio le toilette).

Le immagini raccolte, a cui avranno accesso solo i soggetti autorizzati, dovranno essere conservate in forma cifrata ed essere cancellate automaticamente e irreversibilmente una volta decorso il periodo previsto di una settimana, fatte salve eventuali esigenze di indagine e di accertamento dell’Autorità giudiziaria.

La società dovrà disattivare la funzionalità audio, ritenuta non necessaria dalla stessa società, e in caso di comunicazione delle riprese alle compagnie di assicurazione dovrà oscurare le immagini delle persone non coinvolte.

Dovranno essere predisposti inoltre adeguati strumenti di comunicazione anche a bordo delle vetture per avvisare gli utenti della presenza del sistema di videosorveglianza mobile e delle sue caratteristiche.

La società, che dovrà fornire un’idonea informativa ai dipendenti sull’uso delle body cam, si è impegnata a rispettare il divieto di controllo a distanza dei lavoratori e a siglare un apposito accordo con le organizzazioni sindacali.

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