Sarà capitato alla maggior parte dei cittadini di incontrare in città, affissa sui cartelloni, oppure di sentire alla radio, o vedere su internet, la recente pubblicità della Smart.
“Abbiamo inviato una segnalazione all’AGCM, l’Autorità della Concorrenza e del Mercato, per chiarire i dubbi scaturiti ad un nostro delegato e da molti cittadini dalla pubblicità in questione. Il nocciolo della vicenda è: lo spot induce a credere che l’assicurazione sia ricompresa nel prezzo? Sarà l’Autorità a decidere in merito, ma è importante sottolineare che i messaggi promozionali devono sempre comprendere tutte le informazioni necessarie a far sì che il consumatore abbia una notizia chiara e trasparente”.

In particolare, il dubbio sorto con il messaggio pubblicitario riguarda l’impressione che nell’acquisto del veicolo Smart sia ricompresa anche l’assicurazione per la responsabilità civile. Lo slogan infatti recita: “La responsabilità ce la prendiamo noi (quella civile)”; “Contributo assicurazione di 2500 euro”. Anche l’elemento grafico presente al centro dell’immagine pubblicitaria, che raffigura il classico bollino RCA da apporre all’interno del veicolo, potrebbe essere fuorviante in tal senso, avvalorando la credenza sopra citata, di un assicurazione compresa nel prezzo. Ma la realtà non è assolutamente così. Il consumatore che si reca presso la concessionaria/rivenditore autorizzato, in sede di stipula del contratto si trova infatti a verificare l’assenza di qualsivoglia servizio di copertura assicurativa, trattandosi in realtà di una più generica promozione basata su di un asserito prezzo di listino (non verificabile ed in ogni caso predeterminato).

Insomma, i dubbi sono più che leciti: il messaggio pubblicitario contiene informazioni che falsano in qualche modo il comportamento economico dei consumatori? Lo spot è ingannevole? Si fa credere che nel costo d’acquisto del veicolo sia ricompreso anche il servizio di copertura assicurativa?
Spetta all’Autorità per la Concorrenza ed il Mercato stabilire tutto ciò, ma se tali dubbi venissero confermati la situazione sarebbe molto grave, in quanto la pubblicità rappresenterebbe un prodotto privo delle pubblicizzate qualità funzionali, nonché dei servizi promessi in sede promozionale, portando ad una chiara violazione dell’artt 18 e SS del codice del consumo, non corrispondendo a quanto riportato nelle condizioni generali di contratto.

27 marzo 2014