– In occasione della seconda Giornata Nazionale contro lo Spreco Alimentare l’Adoc pubblica un utile vademecum di 10 consigli da seguire per ridurre la quantità di cibo sprecato e, contemporaneamente, risparmiare. Difatti, secondo le stime dell’Associazione, ogni anno una famiglia, in media, spreca il 6% della propria spesa alimentare, pari a circa 330 euro l’anno. A pagare dazio sono soprattutto i prodotti freschi (36%) e il pane (18%).
“In questo momento di crisi è assurdo pensare che il 6% di quanto si spende per la spesa alimentare vada sprecato, è necessario investire sull’educazione alimentare e dare concretezza alla semplificazione normativa sugli alimenti invenduti – dichiara Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc – a fine anno il conto di quanto si è sprecato ammonta a circa 330 euro, equivalente al 70% di una spesa mensile. Considerando che la spesa alimentare assorbe il 18% del reddito familiare, rispetto al 14% della media europea, è opportuno adottare ogni soluzione e accorgimento possibile per ridurre a zero lo spreco alimentare. Relativamente allo spreco, il 36% dei prodotti che si buttano sono quelli freschi, come latte, uova e carne, tra i prodotti più sprecati troviamo il pane (18%) frutta e verdura (16%) e prodotti in busta. Il motivo principale per cui si spreca è l’eccesso di acquisto generico o per eccesso di acquisto per offerte speciali. Va però detto che la percentuale di sprechi è andata diminuendo nel tempo, basti pensare che 5 anni fa veniva gettato nel cassonetto il 13% circa della spesa. Segni di un’Italia che cambia, di consumatori e famiglie che “investono” maggiormente sulla qualità dei prodotti, che cercano nuove e più vantaggiose forme di risparmio e che non guardano più solo al prezzo ma anche alla “storia” dietro il prodotto, privilegiando aspetti quali la sostenibilità del prodotto o dell’azienda produttrice.”
L’Adoc, al fine di favorire la riduzione degli sprechi e la promozione di una corretta alimentazione, pubblica un utile vademecum di dieci consigli per ridurre gli sprechi. Un’altra utile soluzione è consultare i calendari della stagionalità di frutta e verdura. Consumare frutta e verdura di stagione ha conseguenze benefiche non solo per la nostra salute, ma anche dal punto di vista economico e dell’incentivazione delle risorse del territorio. I prodotti di stagione sono più sani, perché senza conservanti e senza trattamenti eccessivi e valorizzano il territorio d’origine, perché più prossimi al venditore e all’acquirente.
VADEMECUM contro gli SPRECHI
Comprare solo l’essenziale, preferendo la qualità alla quantità, meglio una tavola meno imbandita ma più saporita.
Se hai avanzi nel frigo, cerca di riutilizzarli nella preparazione di altri piatti.
Utilizza al meglio il congelatore, se ne possiedi uno: surgela i tuoi avanzi di cibo, potranno essere utilizzati come porzioni monoposto.
Prova ad acquistare meno e più spesso ciò di cui hai bisogno.
Gli avanzi, se in buone condizioni, possono essere donati alle Associazioni di assistenza per i più bisognosi.
Al momento dell’acquisto evitare le offerte promozionali illusorie come i 3×2, in questo modo si acquista e si spende più del necessario.
Riporre le verdure nella parte bassa del frigo per evitare che ammuffiscano. Per la frutta il metodo migliore di conservazione è a temperatura ambiente Mantenere separata la frutta e verdura che si intende consumare a breve da quella che si intende conservare più a lungo.
Il pesce si può conservare in frigorifero, se fresco, per un paio di giorni al massimo, oppure può essere anche congelato. Deve essere sistemato in posizione intermedia nel frigo, opportunamente avvolto in pellicola trasparente o in contenitori chiusi. I molluschi devono essere riposti in un piano intermedio, in contenitori che ne garantiscano l’isolamento dagli altri cibi per evitare eventuali scambi di batteri
Ridurre o moderare le porzioni da servire.
Mangiare lentamente permette una migliore digestione e rende possibile gustare più portate