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Consumatori

Staccano il contatore sbagliato, nessun risarcimento

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Che il ruolo dell’Aeeg (Autorità energia elettrica e gas) nelle controversie tra utente dell’energia e i fornitori sia carente, al limite dell’inutilità, è cosa nota. I rari casi in cui sono previsti indennizzi per i disservizi dei gestori, sono di entità risibili, ed è difficilissimo ottenerli persino nell’ambito di una procedura di reclamo aperta dinnanzi all’Autorità. Non esiste tutela cautelare di fronte a bollette contestate, né un procedimento di risoluzione delle controversie vincolante per i gestori.

Un esempio ce lo fornisce il caso di un consumatore che si è rivolto all’Aduc dopo che Acea Distribuzione gli aveva staccato l’energia elettrica senza preavviso e senza motivo. Come da ammissione della stessa Acea, era infatti stato sigillato il contatore sbagliato. E’ quindi stato richiesto un risarcimento per l’ingiusto distacco (cibo andato a male, disagi ecc.). Come sempre accade, il gestore ha ignorato la richiesta. Ci si è quindi rivolti all’Aeeg con formale procedura di reclamo.

Ed ecco come Acea risponde all’Aeeg:
“Relativamente al reclamo in oggetto si evidenza che l’articolo 99 della delibera AEEG n. 198/11 fa riferimento ad indennizzo dovuto a guasto su gruppo di misura. Nel caso del reclamante non si tratta di guasto su gruppo di misura ma di errato distacco per cui il cliente non ha diritto ad alcun indennizzo secondo l’articolo 99”.

L’impudenza, al limite del dileggio, di questa risposta è emblematica del disprezzo con cui gli operatori trattano i consumatori, nella assoluta certezza che l’Autorità si limiterà a prendere atto e archiviare il reclamo. D’altra parte, l’operatore ha buon gioco, visto che è stata l’Aeeg stessa a non prevedere indennizzi quando un operatore stacca il contatore sbagliato. Come sempre accade, il consumatore che non vorrà rinunciare a propri diritti, dovrà rivolgersi ad un giudice per ottenere il risarcimento del danno.

Eppure non mancano esempi in Italia di autorità indipendenti che hanno approntato sistemi di risoluzione delle controversie e tutele efficaci, seppur migliorabili. Basti pensare all’Agcom e ai Corecom nell’ambito delle controversie delle telecomunicazioni, oppure all’Arbitro bancario finanziario per le controversie in materia di servizi bancari e finanziari. Grazie a indennizzi e sanzioni degne di questo nome, procedimenti cautelari e garanzie per i consumatori, e procedure che terminano in provvedimenti vincolanti, è raro che si debba far ricorso ad un giudice.

Nulla di tutto ciò ha fatto l’Aeeg. Non è un caso che il mercato dell’energia sia per il consumatore un vero e proprio Far West: contratti non richiesti, bollette incomprensibili, assenza di vera concorrenza (il “libero mercato” costa più di quello a maggior tutela, ovvero le leggi del mercato funzionano al contrario), distacchi delle forniture anche per bollette palesemente errate e oggetto di contestazione.
L’impressione è che l’Aeeg sia ben più interessata alla tutela dei fornitori di energia che a quella dei diritti dei consumatori.

Pietro Yates Moretti, vicepresidente Aduc

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Consumatori

Addio alle monetine da 1 e 2 centesimi

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Dal 1° gennaio 2019, la Zecca dello Stato sospenderà la produzione delle monetine da 1 e 2 centesimi, che non hanno mai riscosso grande simpatia da parte dei consumatori.

È bene precisare che si tratta di una sospensione contenuta nella legge di Bilancio 2018 (Legge 97/2017) del precedente Governo, dovuta agli eccessivi costi di produzione, gestione e distribuzione. La scorsa Legge di Bilancio prevede, inoltre, di arrotondare i prezzi al multiplo di 5 più vicino, per eccesso o per difetto.

Ma quanti di voi si aspettando che si arrotondi per difetto? Ai posteri l’ardua sentenza

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Consumatori

Smartphone, quali rischi per la salute?

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Una campagna informativa da realizzarsi entro il 16 luglio 2019 sui modi corretti di utilizzo dei telefoni cellulari e cordless. È quanto prevede una sentenza del Tar del Lazio che obbliga i ministeri dell’Ambiente, della Salute e dell’Istruzione a informare i cittadini sui rischi di un uso improprio di questi dispositivi, “nonostante ad oggi le conoscenze scientifiche non dimostrino alcun nesso di causalità tra esposizione a radiofrequenze e patologie tumorali”. I giudici amministrativi hanno così accolto parzialmente il ricorso dell’Associazione per la prevenzione e la lotta all’elettrosmog che aveva contestato l’immobilismo sul tema da parte dei dicasteri, ciascuno per il proprio ambito di competenza.

Gli obiettivi della campagna informativa

La campagna d’educazione e informazione ambientale, si legge nella sentenza del Tar del Lazio, sarà “rivolta all’intera popolazione” e avrà come oggetto “l’individuazione delle corrette modalità d’uso degli apparecchi di telefonia mobile (dunque, come detto, telefoni cellulari e cordless) e l’informazione dei rischi per la salute e per l’ambiente connessi a un uso improprio di tali apparecchi”. Nel predisporre la campagna i ministeri dell’Ambiente, della Salute e dell’Istruzione dovranno avvalersi “dei mezzi di comunicazione più idonei ad assicurare una diffusione capillare delle informazioni in essa contenute”. Particolare attenzione deve essere rivolta soprattutto ai bambini, considerato che utilizzano lo smartphone in età sempre più precoce. Far capire ai genitori che una sovraesposizione dei loro figli a questi dispositivi fin da quando sono piccoli potrebbe nuocere alla loro salute e al loro regolare sviluppo, è uno dei compiti che si deve prefiggere la campagna.

Ma è vero che l’uso eccessivo di smartphone fa male alla salute?

Al netto della sentenza del Tar del Lazio, ad oggi non esistono prove scientifiche che dimostrino che un utilizzo oltre il dovuto degli smartphone sia connesso direttamente a un maggior rischio di contrarre tumori. In questo campo le ricerche delle massime organizzazioni sanitarie nazionali e internazionali, comprese quelle portate avanti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono ancora in corso. Detto ciò, in Italia la questione è attenzionata dal Ministero della Salute almeno dal 2012, anno in cui il dicastero aveva confermato che non vi erano certezze sulla presenza di un nesso di causalità tra esposizione a radiofrequenze e patologie tumorali, specificando però che un collegamento non potesse essere del tutto escluso motivo per cui ci sarebbe stata continua sorveglianza sul tema. La campagna informativa che adesso viene imposta ai tre ministeri dal Tar del Lazio è un provvedimento che va pertanto interpretato in quella direzione.

Smartphone, qualche consiglio per usarlo correttamente

Ci sono alcuni semplici consigli da seguire per usare in modo corretto lo smartphone ogni giorno, evitando inutili utilizzi eccessivi di questo dispositivo. Quando si acquista uno smartphone è consigliabile scegliere dispositivi con un basso Tas (in inglese Sar), la sigla che indica il livello delle emissioni elettromagnetiche. Se si è a casa o in ufficio meglio usare il telefono fisso in quanto in ambienti chiusi il cellulare aumenta la potenza di emissione. Utilizzare sempre l’auricolare o il vivavoce per limitare gli effetti delle onde elettromagnetiche del dispositivo sul cervello. Se non si hanno degli auricolari a portata di mano, è bene evitare chiamate lunghe e, se necessario, alternare un orecchio con l’altro durante la conversazione. Le chiamate vanno effettuate solo c’è pieno campo, altrimenti il cellulare aumenta la sua potenza di emissione per riuscire a garantire la chiamata. Quando si dorme lo smartphone non va né tenuto né caricato vicino al letto. Mentre di giorno va tenuto il più possibile lontano dal proprio corpo: dunque non in tasca, ma sul tavolo se si è a casa o in ufficio, oppure nello zaino o in borsa se si è in movimento. Ci sono poi dei luoghi specifici in cui è sempre meglio spegnere il cellulare, come quando si è in ospedale o di fronte a persone con pacemaker e apparecchi acustici: in questo modo le onde del dispositivo non potranno interferire con le apparecchiature elettromedicali. Le donne in gravidanza sono molto più ricettive all’elettromagnetismo, motivo per cui è bene che evitino l’uso eccessivo degli smartphone. Capitolo a parte meritano, infine, i bambini. A scuola, come noto, l’utilizzo dello smartphone è vietato per legge. Se viene concesso ai più piccoli l’utilizzo del telefonino quando non sono a casa, i genitori devono attivare i filtri di sicurezza dedicati e raccomandare loro di usarlo solo per le chiamate di emergenza.

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Consumatori

Annullate cartelle e multe sotto i 1.000 euro: come verificare se l’Agenzia delle Entrate Riscossione te le ha cancellate?

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Fonte: ADICONSUM

Cartelle/multe pagate dopo il 24 ottobre 2018

Tali somme andranno:

  • ai debiti eventualmente inclusi nella definizione agevolata prima del versamento
  • ai debiti scaduti o in scadenza.

In assenza di debiti, le somme versate saranno rimborsate.

Cartelle e multe che non prevedono l’annullamento automatico

La “pace fiscale” no n si applica alle seguenti tipologie di debiti:

  • debiti relativi alle risorse proprie tradizionali dell’UE e all’IVA sui prodotti di importazione
  • debiti derivanti dal recupero degli aiuti di Stato considerati illegittimi dall’UE o da condanne pronunciate dalla Corte dei Conti
  • multe, ammende e sanzioni pecuniarie elevate a seguito di sentenze penali di condanna.

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