Roma, 23 Ottobre 2015. “Brutti, sporchi e cattivi”, cosi, parafrasando un noto titolo di un film, la societa’ civile classifica la “casta dei politici”. Ci possiamo aggiungere la definizione di ladri, corrotti, ecc.
Ma e’ cosi’? Vediamo.
I media hanno riportato la notizia di impiegati pubblici assenteisti che risultano presenti nel proprio posto di lavoro, di dipendenti dell’Anas che riscuotevano tangenti da imprenditori che, evidentemente, avevano il loro interesse a pagare le mazzette. Rileviamo quindi che c’e’ un fetta della societa’ civile, dipendenti pubblici e imprenditori, che si fanno gli affari loro indipendentemente dalla casta. Ci aggiungiamo che nel nostro Bel Paese “l’economia informale” vale tra i 250 e i 290 miliardi di euro, il che porta  a  92 miliardi l’evasione fiscale della societa’ civile, indipendentemente dalla casta. Se, per esempio, ci riferiamo ad un Comune, quello di Roma, costatiamo che la societa’ dei trasporti, l’Atac, ha mancati introiti per 60 milioni, dovuti ai cosiddetti “portoghesi, cioe’ quelli che non pagano il biglietto, indipendentemente dalla casta.
Potremmo continuare, ma ci fermiamo qui.
Dunque? Possiamo far nostro il detto che il 20% degli eletti e’ peggiore dei propri elettori, un altro 20% e’ migliore e il 60% e’ uguale. D’altronde, nelle istituzioni sono gli elettori, cioe’ la societa’ civile, che eleggono gli eletti, cioe’ la “casta”.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc