L’esito dell’incontro di ieri tra Governo ed Anci, in base al quale la multa per chi parcheggia nelle zone a strisce blu oltre il tempo per il quale si è pagato può essere ugualmente fatta se i comuni hanno adottato una “specifica previsione”, è la classica soluzione all’italiana. Peccato che sia illegale!

In pratica il Governo ha deciso di lavarsene le mani, facendo rientrare dalla finestra le sanzioni uscite dalla porta! Le “penali”, infatti, sarebbero in tutto e per tutto equivalenti alle “vecchie” multe.
Ma la loro base giuridica non sarebbe una legge, il Codice della strada, ma un regolamento comunale. In pratica, avendo 8000 comuni, avremmo 8000 regolamenti comunali e, soprattutto, 8000 penali differenti, una per ogni comune italiano: 8000 staterelli che si fanno la loro legge personalizzata! Verrebbe meno il principio della certezza del diritto. L’automobilista non potrebbe sapere, infatti, che penale ha previsto quel particolare comune e scatterebbero milioni di contenziosi.

“Sarebbe una vera e propria giungla” ha dichiarato Carlo Rienzi, presidente del Codacons. “I comuni dovrebbero fare come a Sassari, mettere un avviso dando 60 giorni per consentire al consumatore di mettersi in regola, pagando la differenza tariffaria, non introdurre multe che non sono previste dalla legge e dal Codice della strada” ha proseguito Rienzi. “E’ già abominevole far pagare il parcheggio a chi risiede. I comuni dovrebbero multare chi sta in doppia fila e aumentare le strisce bianche a tempo” ha concluso Rienzi.

Il Codacons chiede al ministro dell’Interno Angelino Alfano e delle Infrastrutture Maurizio Lupi di sentire tutte e due le campane. Non può incontrare solo l’Anci, ma anche le associazioni di consumatori. E’ evidente, infatti, che va trovata una vera soluzione condivisa, che sia uniforme per tutto il territorio nazionale. Per il passato, poi, dato che fare causa non conviene a nessuno, va trovato un compromesso, visto che i comuni dovrebbero restituire i soldi indebitamente percepiti.