Altroconsumo ha inviato oggi un lettera ad Aifa chiedendo la modifica della nota 13 dell’aprile 2013, che riconosce la rimborsabilità di farmaci, come ezetimibe, dall’efficacia incerta, ma sicuramente più costosi per il Servizio Sanitario Nazionale.

La preoccupazione di Altroconsumo è rappresentata dal fatto che la nota Aifa, con l’ennesima modifica delle categorie dei pazienti da considerare a rischio cardiovascolare, comporti un aumento di uso di statine ad alta potenza e di ezetimibe da solo o in associazione, farmaci per i quali non esistono ad oggi evidenze cliniche rilevanti di efficacia.

Le note Aifa dovrebbero essere uno strumento di indirizzo dell’attività prescrittiva dei medici, che ha come scopo l’uso appropriato dei farmaci. Questo significa salvaguardare nel contempo gli obiettivi di salute e il contenimento della spesa pubblica.

Al contrario, come già rilevato da Altroconsumo nella lettera inviata il 14 luglio scorso all’Agenzia Italiana del Farmaco e al ministro della Salute, in questo caso la nota 13 non fa altro che rafforzare il trend crescente di prescrizioni di farmaci che, oltre a non avere un reale beneficio in termini di riduzione della mortalità per cause cardiovascolari comporta un aggravio di spesa per il SSN, come si è peraltro già verificato nel caso Avastin/Lucentis, rispetto al quale, grazie all’intervento di Altroconsumo e del ministero, Aifa è stata recentemente costretta a rivedere le proprie determinazioni.

In questo periodo di crisi sarebbe più che mai necessario, in assenza di dati certi sull’efficacia clinica di ezetimibe, rivedere la nota 13 privilegiando scelte basate sulle evidenze scientifiche e sull’ottimizzazione delle risorse, considerato che sono già disponibili efficaci e consolidate terapie a minor costo.