Negli ultimi tre anni i giovani italiani che scelgono di svolgere uno scambio culturale in un Paese straniero sono aumentati del 55%. Secondo l’’”Osservatorio nazionale sull’internazionalizzazione delle scuole e la mobilità studentesca”, gli studenti andati all’estero sono passati dai circa 5.000 del 2011 ai circa 7.800 del 2014. Una domanda che investe in primis gli Istituti scolastici, incoraggiati dal Ministero della Pubblica Istruzione ad ottemperare alla normativa europea. Però, i dati dell’Osservatorio evidenziano come solo il 46% delle scuole abbiano studenti in uscita, mentre la maggior parte non ne hanno. Nemmeno il Ministero fa nulla per agevolare le trasferte dei ragazzi (in media hanno dai 15 ai 18 anni), che per riuscire a trascorrere qualche settimana, o perfino un anno, per studiare all’estero devono organizzarsi autonomamente.

È qui che nascono i problemi e le truffe. In rete si trova di tutto: da organizzazioni serie come la Onlus Intercultura, che però non riesce ormai a soddisfare tutte le richieste (lo scorso anno furono in circa 5.000 a presentare la domanda per soli 1.000 posti), ad altre poco professionali se non perfino “fantasma”. Queste ultime, che sono delle vere e proprie agenzie di viaggio, organizzano soggiorni studio e fanno da interlocutori delle scuole estere, ma non c’è alcun modo di verificarne l’attendibilità: a volte molti studenti italiani si ritrovano in un Paese straniero abbandonati a se stessi, con un forte rischio per la propria sicurezza, oltre che per il portafogli dei loro genitori. Non si vuole certo discriminare le tante agenzie che operano con correttezza e professionalità, ma, da un lato la mancanza di un elenco certificato dal Ministero che escluda e dissuada quelle poco trasparenti, dall’altro l’assenza di un codice di autodisciplina a cui rifarsi causano un senso di disorientamento nelle famiglie che non riescono a districarsi tra le innumerevoli sigle.
Preso atto che questo fenomeno coinvolge una quantità incredibile di ragazzi e famiglie, che sempre più spesso si rivolgono alle Associazioni dei Consumatori dopo essersi indebitate pur di regalare una speranza al futuro dei propri figli, Konsumer Italia ha deciso di avviare una campagna di raccolta informazioni dagli stessi utenti. Per cui, invitiamo giovani e genitori a contattarci (info@konsumer.it) raccontandoci le loro disavventure. Ovviamente, come Associazione dei Consumatori, interverremo tutelando tutte quelle persone a cui siano venute meno le condizioni del proseguimento degli studi o, peggio, ci abbiano rimesso dei soldi: «Non solo – precisa il Presidente di Konsumer Italia Fabrizio Premuti – chiamateci prima di partire, Konsumer è in grado di effettuare una verifica in rete delle eventuali criticità, e possiamo fare un primo controllo alla stipula del contratto sull’affidabilità dell’agenzia». Allo stesso tempo, invitiamo il Ministero della Pubblica Istruzione, e le stesse agenzie, a fare trasparenza creando un elenco e assegnando una certificazione di qualità alle sigle più professionali e meritevoli.
In questo, ci rendiamo disponibili a collaborare.