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Su segnalazione di Codici, Antitrust avvia procedimento istruttorio su BNL

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In seguito alla segnalazione di Codici, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un procedimento istruttorio nei confronti della Banca Nazionale del Lavoro S.p.a per presunte pratiche commerciali scorrette.
Nei giorni scorsi, in seguito ad un reclamo pervenuto alla nostra associazione da parte di un consumatore, Codici ha segnalato all’AGCM la presunta pratica commerciale scorretta perpetrata da BNL ai danni dei clienti.
Quest’ultima avrebbe continuato ad applicare l’anatocismo bancario, nonostante l’espresso divieto contenuto nella legge di stabilità 2014, utilizzando modalità aggressive per indurre i propri clienti consumatori a dare l’autorizzazione all’addebito.
Grazie alla segnalazione di un consumatore scopriamo che, entrando nell’home bancking di BNL, non è permessa alcuna operazione senza prima aver accettato e, di conseguenza, autorizzato quanto previsto dal decreto MEF 343/2016, ovvero quello sull’anatocismo bancario.
L’anatocismo è il calcolo degli interessi sugli interessi già maturati: il fenomeno riguarda in particolare i rapporti di affidamento su conto corrente. I titolari di conti correnti, infatti, dal primo marzo vedranno addebitatosi gli interessi anatocistici maturati per l’utilizzo del conto durante il 2016.
BNL, secondo quanto si legge sul fascicolo che comunica l’avvio del procedimento istruttorio, “avrebbe mantenuto in essere clausole che prevedevano esplicitamente il conteggio degli interessi sugli interessi passivi e la suddetta differente periodicità” e “avrebbe indotto la clientela a sottoscrivere l’autorizzazione preventiva all’addebito in conto degli interessi debitori”.
In che modo? Inviando ai consumatori dei moduli precompilati in cui sottoscrivevano l’autorizzazione preventiva all’addebbito in conto degli interessi oppure predisponendo pop-up, nelle homepage delle aree clienti dei consumatori operanti in internet banking che autorizzano automaticamente l’addebito degli interessi. Quello che non viene espressamente specificato, sul sito BNL, è che se non si concede l’autorizzazione, cliccando sul tasto “Prosegui”, non sarà possibile utilizzare l’home banking o effettuare alcuna ulteriore operazione. Il consumatore è obbligato, dunque, ad accettare l’addebito degli interessi sul conto corrente se vuole continuare ad utilizzare tali servizi.
Ci troviamo dinanzi ad una pratica commerciale scorretta perpetrata da BNL che, in maniera ingannevole e poco chiara, in questo modo carpisce il consenso del cliente.

Il consumatore deve essere libero di decidere se accettare o meno quanto previsto dal decreto MEF, senza che questo implichi una restrizione delle sue possibilità di fruizione dei servizi.

L’Associazione Codici resta a disposizione di tutti i consumatori. Continuate ad inviarci le vostre segnalazioni a http://www.codici.org/servizi-bancari.html.

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Consumatori

Finanziamenti condizionati a polizze assicurative, avviate istruttorie per presunte pratiche commerciale scorrette su Agos, Findometic e Cardif

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, anche a seguito di una segnalazione dell’IVASS, ha avviato due distinti procedimenti istruttori per presunte pratiche commerciali scorrette nei confronti:
•    della società finanziaria Agos Ducato S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Vita, Cardif Assurance Vie s.a.;
•    dell’istituto di credito Findomestic Banca S.p.A. e della compagnia di assicurazione, operante nel Ramo Danni, Cardif Assurances Risques Divers s.a..

Oggetto degli approfondimenti sono due autonome condotte poste in essere rispettivamente dalle citate società erogatrici dei finanziamenti e dalle predette compagnie di assicurazione.

Secondo l’ipotesi istruttoria, Agos Ducato S.p.A. e Findomestic Banca S.p.A. avrebbero condizionato, di fatto, la concessione a favore dei consumatori di prestiti personali alla sottoscrizione da parte degli stessi di polizze assicurative prive di connessione con il finanziamento, realizzando in tal modo una “pratica legante” tra i prodotti bancari e assicurativi, in violazione degli artt. 24 e 25, comma 1, lett. a), del Codice del Consumo. Tali condotte sarebbero idonee a limitare considerevolmente la libertà di scelta dei consumatori in relazione ai prodotti di finanziamento in questione, nella misura in cui le imprese prospettano ai consumatori – intenzionati a richiedere prestiti – di poter accedere a questi ultimi solo sottoscrivendo le menzionate polizze assicurative, che nulla hanno a che vedere con il finanziamento, attuando un abbinamento forzoso tra le due tipologie di prodotti.

Dal canto loro, Cardif Assurance Vie s.a. e Cardif Assurances Risques Divers s.a. avrebbero posto in essere condotte contrarie alla diligenza professionale e idonee a falsare in misura apprezzabile il comportamento del consumatore, in violazione dell’art. 20, comma 2, del Codice del Consumo. Segnatamente, esse, pur essendo venute a conoscenza dell’abbinamento forzoso tra le proprie polizze assicurative e i finanziamenti erogati, rispettivamente, da Agos Ducato S.p.A. e Findomestic Banca S.p.A., avrebbero rifiutato la restituzione richiesta da parte di consumatori in sede di estinzione anticipata dei finanziamenti delle quote parti dei premi delle polizze assicurative de quibus, motivando il rifiuto con l’assenza di connessione tra le due tipologie di prodotti: nel far ciò, le due compagnie non avrebbero attuato nei confronti delle finanziarie alcuna attività di verifica circa gli abbinamenti forzosi e, in via generale, di monitoraggio e controllo circa la modalità di collocamento dei prodotti assicurativi in questione.

Per accertare queste condotte, nella giornata di oggi, 18 aprile 2018, i funzionari dell’Autorità hanno eseguito una serie di ispezioni nelle sedi delle suddette società, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

Roma, 18 aprile 2018

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Consumatori

Il packaging alimentare lo paga comunque il consumatore. Frutta e verdura sfusa o imballata?

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La novità dei sacchetti dell’ortofrutta a pagamento ha orientato le abitudini d’acquisto dei consumatori sulla scelta di alimenti confezionati, ma CODICI avverte, anche l’imballaggio si paga.

L’applicazione della normativa europea, che a partire da Gennaio scorso ha fatto sì che i sacchetti dell’ortofrutta siano diventati a pagamento (da 0,1 a 0,3 centesimi), ha influenzato sicuramente alcune abitudini d’acquisto da parte dei consumatori che si sono ritrovati a prediligere frutta e verdura confezionata in vaschette di plastica, polistirolo o cartoncino.

Naturalmente anche questi imballaggi sono a carico dei consumatori, sebbene il costo non venga percepito in maniera diretta, bensì sia inserito nel prezzo finale. Il prodotto confezionato risulta, a conti fatti, addirittura più caro.

Per quanto riguarda l’impatto ambientale, è evidente che l’ortofrutta in vaschette e coperta dal film plastico ha un peso notevole e comporta tempi di smaltimento più lunghi. La cosa migliore sarebbe non tanto quella di concentrarsi sui nuovi sacchetti biodegradabili, che da una recente parere del Consiglio di Stato sembra si potranno portare da casa, ma cercare di migliorare la sostenibilità e ridurre l’impatto ambientale di questi contenitori.

Considerando il problema della sostenibilità del packaging utilizzato per frutta e verdura, è nata la campagna social “Svesti la Frutta” (#svestilafrutta), lanciata dal portale greenMe.it. I promotori si sono chiesti: quanto abbia senso confezionare frutta e verdura, che già per natura grazie alla buccia hanno una loro protezione, e invitano a lottare in maniera attiva (e social) contro l’abuso degli imballaggi in plastica. L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica, i produttori e le catene della grande distribuzione per favorire un’inversione di tendenza che rispetti l’ambiente e limiti gli sprechi, che Codici non può far altro che appoggiare.

 

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Consumatori

#Telemarketing e #Svuotacarrello ecco a cosa dovete fare attenzione

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Anche oggi(11 aprile 2018), con Salvo Sottile e @mimandarai3 abbiamo cercato di orientare i consumatori nel prestare più attenzione a quello che fanno.

➡️#telemarketing : ancora non è esecutiva la nuova legge che permette di inserire anche i numeri di cellulari nel registro delle opposizioni, ma ricordate che per i fissi questo è già possibile. Il link di riferimento è http://www.registrodelleopposizioni.it
Occhi aperti al nuovo ed aggressivo fenomeno del “trading on line” proposto attraverso la solita chiamata ingannevole.

➡️#svuotacarrello : prestare attenzione a quel che si compra significa non badare solo alle quantità ma anche al contenuto. Lo so è difficile, ma leggere le etichette ci insegna molto più di quello che pensiamo di sapere.
Per la spesa alimentare io mi orienterei al rapporto con un venditore di fiducia. Ma mettere subito in chiaro che se tradisci la mia fiducia, ti lascio e lo dico a quante più persone possibile.

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