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Sui social, i bot hanno influenzato le elezioni Statunitensi. Ora si guarda alla Germania

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fonte:visionari.org

Profili falsi riescono a polarizzare le opinioni pubbliche, ed individuarli è davvero difficile.

Il 3 settembre, mentre la cancelliera tedesca Angela Merkel e il suo principale avversario Martin Schulz si trovavano di fronte a un dibattito elettorale che molti telespettatori hanno considerato più un duetto che un duello, sui social media il dibattito era incandescente. La gente su Twitter ha iniziato a usare l’hashtag #verräterduell, che si traduce come “duello dei traditori” e rispecchia l’affermazione del partito di destra Alternative für Deutschland che sia i democristiani che i socialdemocratici di Schulz hanno “tradito” il paese.

Tuttavia, non sono stati solo gli elettori arrabbiati ad aver sputato tanto veleno, dicono i ricercatori. Sembra piuttosto un lavoro da bot, o falsi profili sui social media che sembrano essere collegati ad utenti umani, ma che in realtà sono guidati da algoritmi.

Il 24 settembre è il giorno delle elezioni tedesche per il nuovo parlamento, e gli esperti hanno seguito da vicino i segnali di una propaganda automatizzata sui social network. Finora, i bot sembrano stati meno attivi di quanto non abbiano fatto durante le recenti elezioni presidenziali in Francia e negli Stati Uniti, dove alcuni commentatori ritengono che la Russia abbia tentato di dare impulso ai candidati di destra. Ma i ricercatori sensibilizzati dalle passate elezioni stanno facendo dello scenario tedesco un laboratorio per studiare come riconoscere i bot e tracciarne gli effetti.

La maggior parte dei ricercatori si concentrano su Twitter, che non vieta account automatizzati. La piattaforma mette inoltre a disposizione gratuitamente l’1% dei tweet attraverso un’interfaccia di programmazione e, a pagamento, apre al 10%. Dopo aver analizzato i tweet di 14 milioni di utenti in tutto il mondo, Emilio Ferrara, uno scienziato informatico dell’Information Sciences Institute dell’Università della California del Sud di Los Angeles, ha stimato che fino al 15% dei profili Twitter, ovvero 50 milioni di profili, sono bot. E la maggior parte sono creature della politica.

“Tra i pochi argomenti su cui i bot si concentrano”, dice Ferrara, “la politica è certamente uno dei più importanti, se non il più importante”.

I bot possono gonfiare l’importanza di un argomento o offuscare la reputazione di un altro, inondando i social network con notizie false e manipolando la valuta di Twitter: like e condivisioni, follow e retweet. Non è chiaro come questo si traduca in voti, dice Simon Hegelich, scienziato politico della Scuola bavarese di Politica Pubblica dell’Università Tecnica di Monaco di Baviera in Germania. I bot difficilmente cambieranno le preferenze degli elettori, ritiene, ma potrebbero influenzare le decisioni sull’opportunità di votare. “È difficile provarlo modo scientificamente rigoroso”, dice.

La Germania sembra un buon posto per fare qualche esperimento. La rete del parlamento tedesco è stata hackerata nel 2015 — si dice che la Russia sia il principale sospetto— e si è temuto che le e-mail rubate avrebbero potuto essere pubblicate strategicamente per influenzare le elezioni. (Nelle elezioni presidenziali francesi di questa primavera, i bot hanno richiamato l’attenzione su documenti rubati e falsificati). Lo scorso ottobre, la Merkel ha esortato i partiti politici ad astenersi dall’utilizzare i bot social; tutti i principali partiti, eccetto Alternative für Deutschland, si sono accordati.

Ora, i gruppi di ricerca stanno a pescando decine di milioni di tweet relativi alle elezioni tedesche per capire se i bot abbiano influenzato l’opinione degli elettori. Lisa-Maria Neudert del Progetto Propaganda computazionale presso l’Università di Oxford nel Regno Unito sta confrontando l’attuale attività dei bot con i modelli osservati durante le elezioni presidenziali in Germania lo scorso febbraio. In quell’elezione, in cui era un organo politico chiamato Assemblea federale a votare al posto dei cittadini, i bot rappresentavano una piccola frazione dei tweet politici, afferma Neudert. Si aspetta più attività di bot nelle ultime elezioni, dove era in gioco l’opinione pubblica.

Il bot-spotting è una delle sfide più impegnative nel settore in espansione. La metrica di Neudert è grossolana, riconosce lei stessa: etichetta come bot qualsiasi account che pubblichi più di 50 tweet al giorno usando certi hashtag politici. “Questo è sbagliato in entrambe le direzioni”, dice Hegelich. Alcuni utenti umani pubblicano di più, e alcuni bot molto meno. Ma Neudert dice che il metodo è stato sorprendentemente valido a individuare bot.

Le versioni precedenti dei social bot erano facili da identificare perché molti hanno postato continuamente giorno e notte, ma nella corsa agli armamenti tra botmakers e bot-detector, i bot sono diventati più difficili da identificare. Ci sono addirittura segnali che i botmakers si sono adattati alla regola di Neudert, rimanendo appena sotto i 50 tweets. “Non si può mai essere sicuri al 100% se un profilo è un bot”, dice Hegelich. Per rilevare le impronte digitali dei bot durante il dibattito Merkel-Schulz, gli scienziati di un progetto chiamato PropStop si sono basati su altre misure di comportamento. Hanno scoperto che gli account che usano l’ hashtag #verräterduell tendono ad essere profili più recenti e ritweettano i loro messaggi più spesso di altri account.

Molti ricercatori si stanno rivolgendo a tecniche di machine-learning per distinguere utenti reali da quelli falsi. Ferrara, ad esempio, è arrivato alla sua stima dei bot usando un algoritmo che ha addestrato su milioni di tweet provenienti da utenti umani e bot verificati. Traccia centinaia di caratteristiche, tra cui l’età di un account e l’uso di emoticon. Hegelich, che sta verificando le correlazioni tra l’affluenza alle urne nelle prossime elezioni e l’attività dei bot, esamina fattori come la distribuzione dei punti esclamativi per individuare i bot. Gli esseri umani sono incoerenti, dice. “La maggior parte dei bot o usa molti punti esclamativi oppure non li usa proprio”.

Ma anche i modelli più sofisticati probabilmente non riescono a trovare molti bot, dice Ferrara. “Facciamo un ottimo lavoro per individuare i bot semplici, ma per quelli più complessi e avanzati [basati su intelligenza artificiale] abbiamo solo pochi esempi, e probabilmente non vedremo la maggior parte di loro in questi giorni”.

Forse la domanda più urgente è chi si nasconde dietro ai bot. Ferrara ha monitorato i bot che sono stati schierati nelle elezioni presidenziali americane dell’anno scorso. Dopo la vittoria di Donald Trump, “questi account sono stati oscurati”, dice Ferrara. Alcuni sono tornati in vita ad aprile, alla vigilia delle elezioni francesi, spingendo Marine Le Pen, il candidato di estrema destra alle elezioni francesi, dice. Un determinato numero ha iniziato a twittare in francese.

Ferrara sta ora studiando se gli stessi bot sono attivi in Germania. Se è così, una manciata di malintenzionati potrebbe essere alla guida di un vero e proprio esercito di social media bot, cercando di influenzare le elezioni paese dopo paese.


Tradotto in Italiano. Articolo originale: Science


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Consumatori

​​CODICI segnala all’ANTITRUST il caso TIM CONNECT per mancanza di informazioni

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L’Associazione CODICI si occupa di tutela dei Consumatori e nell’ambito della sua attività di monitoraggio nei riguardi dei comportamenti delle aziende, ha evidenziato come la nuova offerta della compagnia telefonica TIM, dal nome “TIM Connect”, che si riferisce alla fibra e dunque a coloro che attiveranno una nuova linea fissa, contenga alcune criticità.

L’offerta descritta è rivolta ai clienti che, entro il 27.5.2018, attivano una nuova linea fissa di TIM o che passano a TIM fisso da un altro Operatore e ha una durata di 24 mesi, prevedendo 3 tipologie di abbonamento. 

A ciascun abbonamento viene obbligatoriamente abbinato il servizio “TIM Expert” al costo complessivo ulteriore di 212,4€, rateizzabile a 5,90€ mese per 36 mesi (o a 8,85€ mese per 24 mesi). Il servizio TIM Expert sembrerebbe non richiesto solo ai clienti TIM (con offerte in Fibra o solo voce/ADSL che passano ad una delle offerte TIM Connect o a TIM Connect in ADSL), ai quali viene, invece, richiesto il pagamento di un contributo di attivazione 180€.

Il servizio consiste nell’intervento a domicilio di un tecnico per provvedere all’installazione e alla configurazione del modem TIM e degli altri dispositivi (come SmartTV, PC e Tablet). Nel servizio è incluso un intervento telefonico “SOS PC” all’anno per 3 anni.

Su quest’ultimo punto, CODICI ritiene che la condizione vincolante dell’offerta violi la normativa di tutela del consumatore. Infatti, in seguito ad un’approfondita analisi della pubblicità sul sito web dell’operatore, si può osservare come l’abbinamento obbligatorio del servizio TIM Expert potrebbe configurare una pratica commerciale scorretta in violazione del Codice del Consumo.

Inoltre, l’informativa risulterebbe incompleta agli occhi del Consumatore. I claim presenti nella landing page del sito dell’operatore mettono in evidenza solo alcune informazioni (quali il costo dell’abbonamento, lo sconto fruibile per l’acquisto online, la performance massima del servizio offerto e la gratuità del modem), omettendo di indicare in modo sufficientemente chiaro che al costo base dell’abbonamento deve essere sempreaggiunto il costo del servizio TIM Expert obbligatoriamente abbinato, per un costo tra l’altro pari a più di 200€! 

Queste informazioni secondo CODICI non sono secondarie, dal momento che si tratta di spese obbligatorie da affrontare per attivare il servizio e si possono rintracciare solo scorrendo la pagina e cliccando nel sottomenu “TIM Expert” o “Dettagli”.

Riteniamo dunque che l’operatore, nel comunicare la propria proposta commerciale, abbia voluto attirare l’attenzione del cliente evidenziando la gratuità del modem fornito; al contrario, non è stata data la stessa rilevanza al fatto che il cliente debba obbligatoriamente sopportare un nuovo esborso (quello per il servizio TIM Expert) con cui di fatto Telecom recupera i costi di attivazione e di noleggio del modem che venivano richiesti in precedenza.

Tale pratica non permette al consumatore di avere chiare informazioni sulle caratteristiche economiche dell’offerta e risulterebbe idonea, pertanto, a falsare in maniera rilevante la capacità del consumatore di prendere una decisione di acquisto consapevole.

L’offerta, inoltre, presenterebbe un altro nodo cruciale che ne determinerebbe il profilo di illegittimità connesso al fatto di prevedere la possibilità di rateizzare il costo del servizio TIM Expert in tre anni (opzione, peraltro, consigliata dall’operatore nella propria comunicazione commerciale).

La durata del servizio abbinato TIM Expert sarebbe maggiore dunque maggiore di un anno della durata dell’offerta sottostante, vanificando di fatto la limitazione temporale normalmente prevista dalla normativa di riferimento (Cfr. art. 80, comma 4-quater del Codice delle comunicazioni elettroniche e l’art.  1 del Decreto-Legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito con modificazioni dalla Legge 2 aprile 2007, n. 40).

È chiaro, infatti, come il consumatore che abbia optato per la rateizzazione in 3 anni sia incentivato a prorogare la durata dell’abbonamento TIM Connect oltre il termine iniziale di 24 mesi.

Per queste ragioni CODICI invita i Consumatori a leggere con attenzione ogni parte dell’offerta TIM Connect, che potrebbe configurare anche una violazione della normativa Antitrust.

Infatti, abbinare obbligatoriamente all’offerta TIM Connect l’acquisto del servizio TIM Expert potrebbe rappresentare una proposta vincolante e, in caso di recesso anticipato, il cliente sarebbe tenuto a pagare l’importo delle rate mancanti in un’unica soluzione; un’ulteriore postilla che contribuisce a mantenere legati i clienti.

​Per qualsiasi segnalazione e dubbio contattateci attraverso la mail segreteria.sportello@codici.org oppure attraverso il canale reclami telefonia sul sito www.codici.org

Ufficio Stampa Associazione CODICI

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Consumatori

EXPO Consumatori 4.0: ecco il programma e tutti i protagonisti

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Nel corso della tre giorni romana (11/13 maggio) oltre 80 testimoni 

a confronto per guardare al futuro e alla crescita felice

 

Mancano pochi giorni a Expo Consumatori 4.0, che dall’11 al 13 maggio, all’Auditorium Parco della Musica di Roma, riunirà e metterà a confronto associazioni dei consumatori, imprese e sindacati, authority e politici, docenti universitari e società civile.

Per provare a immaginare il futuro, seguendo i fili conduttori della crescita felice e della libertà dei consumatori, Assoutenti -con la partecipazione di Rete Consumatori Italia- propone un programma denso e ricco di spunti di riflessione: 13 dibattiti e tavole rotonde, oltre 80 protagonisti , 2 spettacoli e una mattinata, quella di domenica 13, interamente dedicata ai più piccoli con “La Città del Sole” che proporrà laboratori su riciclo dei rifiuti, economia circolare e sostenibilità consumerista.

Il percorso della ‘tre giorni’ consumerista partirà venerdì 11 maggio affrontando l’attualità del ruolo e della condizione del consumatore nella società contemporanea attraverso quattro momenti di discussione plenaria: si parlerà di educazione finanziaria, rivoluzione digitale, contraffazione, economia circolare. “Oggi il consumatore ha una posizione cruciale nella transizione verso la società del futuro: dalle sue scelte e dalla capacità di coinvolgerlo e informarlo da parte del mondo economico e della politica dipenderà ad esempio il buon esito del passaggio a un’economia orientata al riuso e all’azzeramento degli sprechi” spiega Furio Truzzi, Presidente di Assoutenti.

 

Alle discussioni plenarie, nelle giornate di venerdì 11 e sabato 12, si succederanno una decina di focus tematici. “I consumatori e gli utenti dei servizi sono protagonisti del cambiamento” prosegue Truzzi “e al contempo vivono in una società in cui è sempre più complicato accedere a informazioni corrette e ricorrere a meccanismi di tutela nel momento in cui i loro diritti vengono negati. Per questa ragione a EXPO Consumatori 4.0 faremo incontrare per la prima volta in Italia tutti gli attori che hanno voce in capitolo nelle tematiche consumeriste”

 

Nel corso di EXPO Consumatori 4.0 saranno inoltre consegnati anche tre importanti riconoscimenti: Premio Costituzione e Legalità a Federica Angeli; Premio Lotta alla Contraffazione; Premio Miglior Testimonial Crescita Felice.

 

 

EXPO Consumatori 4.0…

…con il Patrocinio di: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Ministero dello Sviluppo Economico, Regione Lazio, Comune di Roma Assessorato allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro

…con la partecipazione di: A2a – Acea – Confassociazioni – Consiglio del Notariato – Crif – Edison – Enel – Federcarrozieri – Green Network – Intesa San Paolo – Mbi – Non sono rifiuti – Oic – Open Fiber – Poste Italiane – Terna – Trenitalia – Unicmi – Unogas.

…mediapartner: Helpconsumatori, Il Blog del Consumatore,  Il Messaggero, Il Salvagente, Oipa Magazine, Radio Articolo1, Radio Cusano Campus

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Consumatori

Dal mercato tutelato al mercato libero: i consumatori lanciano il gruppo di acquisto contro le speculazioni

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CODICI lancia un appello a tutte le associazioni per promuovere un gruppo di acquisto sull’energia per fronteggiare il rischio speculazioni. Il consumatore nel prossimo futuro si ritroverà davanti alla scomparsa del mercato tutelato dell’energia, che attualmente coesiste con il mercato libero.

Il passaggio dal mercato tutelato al mercato libero avverrà prevedibilmente dal 1° luglio 2019, ma questo cosa comporta per il consumatore? E’ pronto e consapevole del fatto che dovrà acquisire tutta una serie di informazioni che non padroneggia ancora con disinvoltura, ma che gli saranno fondamentali per attuare la scelta del proprio fornitore di energia?

Ebbene, una recente ricerca titola: “Liberalizzazione del mercato energetico – retail, solo il 30% dei clienti sa della fine della tutela”, quasi un terzo del campione sostanzialmente non sa quanto spende di elettricità e gas. Questo per Codici sta emergendo anche dal questionario sulle scelte energetiche che stiamo promuovendo sul sito di Spazio Consumatori tv (per compilare il questionario clicca qui), dal quale si evince che la maggior parte delle persone non sa quanto costa un kWh o non è a conoscenza dei propri consumi. Ben l’80% dei rispondenti non sa in quale mercato dell’energia si trova, il 70% non sa quali siano le differenze tra mercato libero e tutelato, il 55% non sa che il 1° luglio 2019 ci sarà il passaggio dal mercato tutelato al mercato libero e cosa questo comporti e l’81% dei rispondenti si sente spaesato nel dover scegliere tra più di 500 operatori esistenti sul mercato.

Questi dati fanno emergere una chiara preoccupazione da parte dei consumatori, che hanno paura che tutta questa disinformazione li renda facile preda di operatori che faranno qualsiasi cosa per accalappiarli.

Contro la speculazione che questo passaggio dal mercato tutelato al mercato libero comporterà, Codici non poteva rimanere a guardare ed ha deciso di promuovere, con l’adesione di Aiace, AECI, Konsumer e Primo Consumo un Gruppo Di Acquisto di energia a tutela del consumatore, per poterlo salvaguardare di fronte alle pratiche commerciali scorrette, ai contratti non richiesti, insomma a tutte quelle modalità improprie attraverso cui vengono, ed ancor più verranno, acquisiti nuovi clienti.

Ma per far fronte a questa nuova sfida e far in modo che il consumatore possa attraverso le Associazioni di Consumatori avere accesso alla: confrontabilità, trasparenza e pubblicità delle offerte, abbiamo deciso di “chiamare alle armi” tutte le Associazioni, non solo di consumatori, che condividono il nostro stesso intento: accompagnare in piena trasparenza e garanzia il consumatore verso il mercato libero, consci del fatto di avere una grande responsabilità.

Pertanto, chi volesse entrare a far parte di questo sfidante progetto e costituire così il Gruppo Di Acquisto dei consumatori, finalizzato ad accompagnarli durante la transizione, si faccia avanti senza esitazione.

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