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Supervulcani: al mondo ne esistono 12 ed uno è proprio sotto di noi

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fonte: Visionari.org

Il Supervulcano dei Campi Flegrei è uno dei 12 grandi supervulcani esistenti al mondo, e ora un’equipe di tecnici e scienziati sta portando avanti un progetto di perforazione della sua crosta per comprenderne le dinamiche e sfruttarne le potenzialità geotermiche.

Quando sentiamo pronunciare la parola “vulcano” la nostra mente viene immediatamente ricondotta ad un’immagine ben chiara e distinta: una montagna basaltica, arida di vegetazione, distinta da una conca al suo apice nella quale ribolle energicamente lava ardente con fumarole circostanti.

Il più noto di questi è sicuramente il Vesuvio che, oltre ad essere stato uno dei vulcani più studiati nel XVIII, è rimasto famigerato per la travolgente esplosione che distrusse Pompei nel 79 d.c. e sulla quale poi numerosi registi hanno ricamato molti film. Ancora oggi ci chiediamo se e quando si manifesterà la sua prossima eruzione e quanto la stessa potrà risultare violenta e drammatica per tutti coloro che vivono nelle zone limitrofe.

Tuttavia la potenza eruttiva del Vesuvio e di tutti gli altri vulcani visibili ad occhio nudo è nulla se paragonata a quella dei cosiddetti supervulcani.

Sì, per l’esattezza sulla terra esistono 12 grandi caldere che arrivano ad avere diametri di varie decine di chilometri. I supervulcani più noti sono quelli di Yellowstone negli Stati UnitiLago Toba in Indonesia e Campi Flegrei in Italia. In realtà il termine “supervulcano” è stato coniato dagli autori di un documentario mandato in onda dalla BBC nel 2000, ma non è realmente utilizzato in vulcanologia in quanto “improprio”, visto che tali strutture sono al livello del sottosuolo e quindi non visibili in superficie. Ad ogni modo la scoperta fu proprio il frutto dell’osservazione di depressioni circolari simili a quelle delle normali caldere vulcaniche, ma decisamente più grandi. In particolare si suppone che queste grandi caldere siano generate da un hot spot (punto caldo) situato in profondità sotto di esse.

In sostanza l’eruzione di un supervulcano si genera quando una enorme bolla di magma arriva in superficie e fonde parte della crosta sottostante; quest’ultima si rigonfia per effetto della pressione e comincia a frantumarsi; a quel punto le lacerazioni arrivano alla camera magmatica del vulcano e quindi innescano la risalita dei magmi lungo i vari centri eruttivi fino al collasso del terreno sovrastante.

Struttura di un supervulcano

Per comprendere la reale potenza eruttiva dei supervulcani dobbiamo osservare la scala VEI (“Volcanic Explosivity Index”) che suddivide i vulcani in categorie che vanno da 0 ad 8. Per intenderci l’esplosione del Vesuvio del 79 d.c. è stata classificata con VEI pari a 5, cosiddetta “eruzione pliniana”, con l’emissione di una quantità di materiale superiore ad 1 km cubico. Un supervulcano può arrivare ad un’esplosione classificata con VEI pari a 8, cosiddetta “eruzione mega-colossale”, con l’emissione di una quantità di materiale superiore a 1000 km cubici.

Scala VEI “Volcanic Explosivity Index”

Finora nella storia dell’umanità l’eruzione più violenta, con VEI pari ad 8, è avvenuta circa 600.000 anni fa nel noto parco di Yellowstone con l’emissione 950 km3 di materiale e la più recente, con VEI pari a 7, avvenuta nel 1815 a Tambora, in Indonesia con l’emissione di 120km3 di materiale. Quanto a quest’ultima si riportano numerose testimonianze in tutto il mondo delle conseguenze negli anni a venire: il 1816 è stato ricordato come “L’anno senza estate” nell’emisfero settentrionale del pianeta a causa delle ceneri ed i gas immessi nell’atmosfera che ebbero un effetto intenso sull’ambiente determinando continui alluvioni, temperatura basse e precipitazioni abbondati. Anche in Italia le ripercussioni negative dell’eruzione del Tambora sono ampiamente documentate: la scrittrice Caterina Percoto pubblicò un racconto dal titolo “L’anno della fame”, ma più in generale tutte le cronache del periodo riportano episodi legati all’estrema povertà della popolazione.

Ad oggi la probabilità che avvenga un’eruzione di un supervulcano è pari all’1% nei prossimi 100 anni, ma comunque significativa se commisurata alla relativa magnitudo del danno che potrebbe generare, tale da modificare radicalmente il paesaggio locale e condizionare pesantemente il clima a livello mondiale con effetti cataclismici sul pianeta.

Perforando il supervulcano sotto di noi

Oggetto di particolare dibattito è stato negli ultimi anni il supervulcano dei Campi Flegrei: nel 2008 fu avviato il cosiddetto Deep Drilling Projectcapitanato da Christopher Kilburn, direttore dell’University College of London, con l’intento di avviare delle perforazioni nella zona dei Campi Flegrei per comprendere meglio le dinamiche evolutive del relativo supervulcano. Tuttavia il progetto fu bloccato nell’Ottobre del 2010, dopo meno di un anno dalla sua approvazione, a seguito delle lettere inviate da Benedetto De Vivo, professore all’Università Federico II di Napoli, a tutte le più alte cariche dello Stato, Magistratura ed Autorità locali. In sostanza il professor De Vivo aveva avvisato che, seppur in percentuali contenute, un carotaggio di questo tipo avrebbe potuto determinare un’esplosione idrotermica, un terremoto o ancor peggio un’eruzione con gravi rischi per la popolazione locale e mondiale. In sostanza egli si basava su un “principio di precauzionalità” secondo il quale “se un’attività scientifica non ha una conseguenza certa, allora non deve essere fatta”.

Dopo numerosi dibattiti nel corso degli anni, il sito del DDP è stato riaperto nel Marzo 2017 e prevedrà due perforazioni: una si spingerà fino a 500m di profondità e l’altra fino a 3,5km. Il pozzo servirà per studiare la stratigrafia e la storia eruttiva del vulcano ed in seguito servirà per alloggiare un osservatorio con l’installazione di sensori atti a monitorare in dettaglio la dinamica del vulcano e quindi meglio di quanto sia possibile fare con strumentazione di superficie.

Il Deep Drilling Project è stato anche avallato dall’ICSDP (International Continental Scientific Program— www.icdp-online.org), un programma finanziato da Dipartimenti per la Ricerca di diversi paesi del mondo (tra cui Germania, Francia, Olanda, Belgio, Cina) che promuove e finanzia progetti di perforazione della crosta terrestre al fine di conoscere i processi dinamici che interessano il pianeta.

Questo sostegno al DDP dovrebbe rassicurarci per un verso, ma dall’altro è opportuno evidenziare che, fra “le altre cose”, il progetto si prefigge l’obiettivo di studiare l’eventuale sviluppo della risorsa geotermica del territorio: ricercatori dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) hanno stimato che la potenzialità dell’area Campi Flegrei e Ischia è pari ad almeno 17GW, equivalente a due centrali nucleari medio-grandi. Al riguardo l’Associazione per lo Sviluppo del Mezzogiorno ha calcolato che queste risorse potrebbero fornire energia ad oltre 10.000 edifici ed attirare investimenti per 2,44mld di euro generando un indotto occupazionale di 15.000 unità.

Possiamo quindi affermare che il DDP sia il frutto di scelte operate per soli fini scientifici? Fino a che punto gli interessi economici possono influenzare le scelte scientifiche? Il drammaturgo greco Eschilo vissuto nel IV secolo a.C. soleva ripetere un concetto molto chiaro in tutte le sue opere: la catastrofe della vita dell’uomo è effetto della sua hybris (“tracotanza”, “superbia”), intesa come superamento del limite consentito. Lo diceva Eschilo più di 2000 anni fa e forse l’uomo non ha ancora imparato.


Fonti: ICDP , INGV CFDDPBBCUnione Geotermica.


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ANTITRUST SOSPENDE l’attività di vendita dei prodotti non disponibili www.tigershop.it e www.tecnotradeshop.it.

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Comunicato stampa del 21/06/2019 di Agcm

Riportiamo integralmente

Antitrust: vendite online, sospesa l’attività di commercializzazione di prodotti non disponibili da parte di due siti 

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, a seguito dell’avvio di due procedimenti istruttori, ha adottato due distinti provvedimenti cautelari nei confronti delle società Tiger Group S.r.l. e Tecnotrade S.r.l.s., attive nella vendita online di prodotti di telefonia, elettronica e informatica, attraverso i siti Internetwww.tigershop.it e www.tecnotradeshop.it
Nello specifico, è stato ordinato alle società di sospendere ogni attività diretta alla vendita di prodotti non disponibili e all’addebito anticipato di corrispettivi per beni che non risultino in giacenza nei magazzini o che non siano comunque pronti per la consegna. 
Le società Tiger Group S.r.l. e Tecnotrade S.r.l.s. dovranno comunicare l’avvenuta esecuzione di quanto disposto nei due distinti provvedimenti di sospensione entro 10 giorni dal loro ricevimento. 
L’intervento si inquadra in una più ampia strategia, già da tempo perseguita dall’Autorità, volta ad assicurare il corretto ed equilibrato sviluppo delle vendite on line anche attraverso l’organica repressione di fenomeni quali la mancata consegna della merce ordinata e regolarmente pagata dai consumatori, gli ostacoli al rimborso delle somme versate e all’esercizio del diritto di recesso, nonché la divulgazione di informazioni false in merito al reale stato degli ordini di acquisto e alle effettive tempistiche di consegna degli stessi. 

Roma, 20 giugno 2019

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Con la scusa dei punti per Pannolini “acchiappavano consensi illecitamente”

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Per poter partecipare ad un programma di raccolta punti
e usufruire così di piccoli vantaggi il cliente non deve
essere obbligato ad esprimere il consenso a ricevere
pubblicità. Il principio è stato ribadito dal Garante
privacy che ha vietato a una nota marca di pannolini
l’ulteriore trattamento per finalità promozionali dei dati
di oltre un milione e mezzo di persone, acquisiti in modo
illecito mediante il form “raccolta punti” del sito della
società. Dagli accertamenti svolti dal Garante in
collaborazione con il Nucleo speciale privacy della
guardia di finanza, a seguito di una segnalazione, è
emerso che solo nei primi due mesi del 2018 la società
ha inviato newsletter promozionali a circa un milione di

indirizzi e-mail raccolti e utilizzati senza un valido
consenso.
Ai clienti interessati alla raccolta punti, infatti, non
veniva data la possibilità, come richiesto dalla normativa,
di esprimere un consenso libero e specifico per le singole
finalità di trattamento che la società intendeva svolgere,
tra le quali vi era appunto l’attività promozionale. Per
poter completare la registrazione e aderire al programma
di fidelizzazione i clienti erano invece obbligati a
rilasciare due consensi generici, uno per la società e uno
per i marchi collegati.
Oltre a disporre il divieto, il Garante ha ingiunto alla
società, qualora intenda svolgere attività promozionali, di
modificare il form di raccolta dati presente sul sito,
affinché gli utenti possano esprimere un consenso libero
e informato per tale finalità.
Per i trattamenti illeciti è stata applicata una sanzione
amministrativa che la società ha già pagato.

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L’Agente di riscossione non dispone degli atti di notifica delle cartelle di pagamento? Il debito può essere annullato

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Il Movimento Difesa del Cittadino dà notizia di un’importante vittoria per i contribuenti vessati da notifiche di atti di intimazione di pagamento, pignoramenti su conti correnti bancari, iscrizioni ipotecarie, fermi amministrativi.

Come segnalato dalla sede di MDC Roma Ovest, e dall’Avv. Dalila Loiacono, il Giudice di Pace di Roma, con la sentenza n. 5665/19 ha affermato che “l’Amministrazione è tenuta a rispettare le cadenze imposte dalla legge, in base alle quali la notificazione della cartella costituisce un adempimento indefettibile. Nella predetta sequenza, quindi, l’omissione della notificazione di un atto presupposto costituisce vizio procedurale che determina la nullità dell’atto consequenziale notificato, nullità che può essere fatta valere dal contribuente con l’impugnazione dell’atto consequenziale.

Divenuti giuridicamente inesistenti gli atti presupposti, l’atto notificato è improduttivo di effetti e, pertanto, va dichiarato inefficace.

La dichiarazione di inefficacia dell’atto impugnato, quindi, estingue il diritto del Concessionario di procedere difettando validi titoli esecutivi”.

In conclusione, l’Avv. Dalila Loiacono dichiara che l’azione esecutiva è soggetta alla corretta e rituale notifica degli atti prodromici. Diversamente, l’Agente della riscossione non può procedere nei confronti del contribuente.

Mdc si augura che la sentenza in parola costituisca un esempio virtuoso di giustizia.

Invitiamo i cittadini in difficoltà a rivolgersi alla sportello SOS Equitalia di MDC Roma Ovest, tel. 06/88642693, e mail romaovest@mdc.it

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