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Svilupppo e sostenibilità, il binomio della felicità

Sostenibilità sociale, economica ed ambientale. Pietro Giordano, Adiconsum: Sviluppo e felicità possono coesistere.
Serve impegno e condivisione di tutti gli stakeholder,
Consumatori e imprese

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Ecco i criteri che rendono un’impresa sostenibile dal punto di vista sociale, economico e ambientale

I soldi da soli non creano sviluppo. È partito da questa frase di Papa Francesco, il Convegno “Sviluppo e felicità” organizzato da Adiconsum, Centro Studi Consumi 2.0 e Face (Federazione delle Associazioni Consumatori europee).

Sviluppo e felicità – dichiara Pietro Giordano, Presidente nazionale di Adiconsum – sono contrapposti solo in una società basata sul profitto, con una visione sterile e distaccata tra consumatore e impresa. Sono invece tutt’altro che contrapposti in una società più solidale e sostenibile.
Vero è che perché ciò si realizzi c’è bisogno di abbattere le gerarchie che vedono i consumatori parte debole del mercato – prosegue Giordano – e che si cominci a condividere tra tutti gli stakeholder un obiettivo comune che leghi la crescita economica con il miglioramento complessivo delle condizioni di vita e di lavoro e con la tutela del territorio e dell’ambiente.
Ma quali sono i criteri che fanno sì che il consumatore possa riconoscere ad un’azienda la sua sostenibilità sociale, economica ed ambientale?
Innanzitutto – afferma Giordano – il fatto che l’impresa deve porre al centro della propria attività il consumatore. La sostenibilità sociale, quella economica e quella ambientale non possono prescindere l’una dall’altra.
Ad esempio la sostenibilità economica di un’impresa deve passare attraverso la creazione di sistemi produttivi vivibili e salubri, la costruzione di un rapporto sano con il territorio, la salvaguardia dei posti di lavoro, l’attenzione alla formazione professionale, all’istruzione, alla ricerca.
La sostenibilità sociale di un’impresa ha ormai abbandonato l’approccio caritatevole e di beneficenza, il più delle volte estemporaneo ed autoreferenziale, di un tempo. Essa passa attraverso il miglioramento complessivo delle condizioni di vita e l’equa distribuzione delle risorse economiche. La sostenibilità sociale deve creare valore condiviso di cui possano beneficiare impresa e collettività. In questo contesto il ruolo svolto dalle Associazioni consumatori è cruciale, in quanto stimola la sensibilità e la consapevolezza del consumatore e lo rende edotto su come riconoscere le vere buone prassi da quelle false.
Più difficile è definire i margini della sostenibilità ambientale. Essa, infatti, è fatta di comportamenti pratici, quali riduzione delle emissioni inquinanti durante i cicli produttivi, limitato utilizzo di risorse non rinnovabili, ridotta produzione di rifiuti, ecc. Ma questo non basta. Altre misure sostenibili dal punto di vista ambientale si ottengono sul lungo periodo, ad esempio con la scelta dei fornitori e delle materie prime e soprattutto senza andare ad impattare negativamente territori magari di altri Paesi. In questo caso diventa fondamentale per accertare la sostenibilità economica di un’impresa il coinvolgimento di enti terzi da una parte (leggi Arpa, Università, ecc.) e delle Associazioni Consumatori quali corpi sociali intermedi, dall’altra.

Se l’impresa non ragiona in quest’ottica – conclude Giordano – non ci sarà né sviluppo né felicità. I vari certificati di autoregolazione non hanno funzionato. C’è bisogno di ripartire creano sinergia tra le Associazioni Consumatori e le imprese per arrivare ad adottare misure e definire modelli organizzativi, da gestire e sorvegliare insieme, che facciano individuare quell’impresa dal consumatore come effettivamente sostenibile socialmente, economicamente ed ambientalmente.

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Consumatori

Addio alle monetine da 1 e 2 centesimi

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Dal 1° gennaio 2019, la Zecca dello Stato sospenderà la produzione delle monetine da 1 e 2 centesimi, che non hanno mai riscosso grande simpatia da parte dei consumatori.

È bene precisare che si tratta di una sospensione contenuta nella legge di Bilancio 2018 (Legge 97/2017) del precedente Governo, dovuta agli eccessivi costi di produzione, gestione e distribuzione. La scorsa Legge di Bilancio prevede, inoltre, di arrotondare i prezzi al multiplo di 5 più vicino, per eccesso o per difetto.

Ma quanti di voi si aspettando che si arrotondi per difetto? Ai posteri l’ardua sentenza

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Consumatori

Smartphone, quali rischi per la salute?

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Una campagna informativa da realizzarsi entro il 16 luglio 2019 sui modi corretti di utilizzo dei telefoni cellulari e cordless. È quanto prevede una sentenza del Tar del Lazio che obbliga i ministeri dell’Ambiente, della Salute e dell’Istruzione a informare i cittadini sui rischi di un uso improprio di questi dispositivi, “nonostante ad oggi le conoscenze scientifiche non dimostrino alcun nesso di causalità tra esposizione a radiofrequenze e patologie tumorali”. I giudici amministrativi hanno così accolto parzialmente il ricorso dell’Associazione per la prevenzione e la lotta all’elettrosmog che aveva contestato l’immobilismo sul tema da parte dei dicasteri, ciascuno per il proprio ambito di competenza.

Gli obiettivi della campagna informativa

La campagna d’educazione e informazione ambientale, si legge nella sentenza del Tar del Lazio, sarà “rivolta all’intera popolazione” e avrà come oggetto “l’individuazione delle corrette modalità d’uso degli apparecchi di telefonia mobile (dunque, come detto, telefoni cellulari e cordless) e l’informazione dei rischi per la salute e per l’ambiente connessi a un uso improprio di tali apparecchi”. Nel predisporre la campagna i ministeri dell’Ambiente, della Salute e dell’Istruzione dovranno avvalersi “dei mezzi di comunicazione più idonei ad assicurare una diffusione capillare delle informazioni in essa contenute”. Particolare attenzione deve essere rivolta soprattutto ai bambini, considerato che utilizzano lo smartphone in età sempre più precoce. Far capire ai genitori che una sovraesposizione dei loro figli a questi dispositivi fin da quando sono piccoli potrebbe nuocere alla loro salute e al loro regolare sviluppo, è uno dei compiti che si deve prefiggere la campagna.

Ma è vero che l’uso eccessivo di smartphone fa male alla salute?

Al netto della sentenza del Tar del Lazio, ad oggi non esistono prove scientifiche che dimostrino che un utilizzo oltre il dovuto degli smartphone sia connesso direttamente a un maggior rischio di contrarre tumori. In questo campo le ricerche delle massime organizzazioni sanitarie nazionali e internazionali, comprese quelle portate avanti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono ancora in corso. Detto ciò, in Italia la questione è attenzionata dal Ministero della Salute almeno dal 2012, anno in cui il dicastero aveva confermato che non vi erano certezze sulla presenza di un nesso di causalità tra esposizione a radiofrequenze e patologie tumorali, specificando però che un collegamento non potesse essere del tutto escluso motivo per cui ci sarebbe stata continua sorveglianza sul tema. La campagna informativa che adesso viene imposta ai tre ministeri dal Tar del Lazio è un provvedimento che va pertanto interpretato in quella direzione.

Smartphone, qualche consiglio per usarlo correttamente

Ci sono alcuni semplici consigli da seguire per usare in modo corretto lo smartphone ogni giorno, evitando inutili utilizzi eccessivi di questo dispositivo. Quando si acquista uno smartphone è consigliabile scegliere dispositivi con un basso Tas (in inglese Sar), la sigla che indica il livello delle emissioni elettromagnetiche. Se si è a casa o in ufficio meglio usare il telefono fisso in quanto in ambienti chiusi il cellulare aumenta la potenza di emissione. Utilizzare sempre l’auricolare o il vivavoce per limitare gli effetti delle onde elettromagnetiche del dispositivo sul cervello. Se non si hanno degli auricolari a portata di mano, è bene evitare chiamate lunghe e, se necessario, alternare un orecchio con l’altro durante la conversazione. Le chiamate vanno effettuate solo c’è pieno campo, altrimenti il cellulare aumenta la sua potenza di emissione per riuscire a garantire la chiamata. Quando si dorme lo smartphone non va né tenuto né caricato vicino al letto. Mentre di giorno va tenuto il più possibile lontano dal proprio corpo: dunque non in tasca, ma sul tavolo se si è a casa o in ufficio, oppure nello zaino o in borsa se si è in movimento. Ci sono poi dei luoghi specifici in cui è sempre meglio spegnere il cellulare, come quando si è in ospedale o di fronte a persone con pacemaker e apparecchi acustici: in questo modo le onde del dispositivo non potranno interferire con le apparecchiature elettromedicali. Le donne in gravidanza sono molto più ricettive all’elettromagnetismo, motivo per cui è bene che evitino l’uso eccessivo degli smartphone. Capitolo a parte meritano, infine, i bambini. A scuola, come noto, l’utilizzo dello smartphone è vietato per legge. Se viene concesso ai più piccoli l’utilizzo del telefonino quando non sono a casa, i genitori devono attivare i filtri di sicurezza dedicati e raccomandare loro di usarlo solo per le chiamate di emergenza.

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Consumatori

Annullate cartelle e multe sotto i 1.000 euro: come verificare se l’Agenzia delle Entrate Riscossione te le ha cancellate?

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Fonte: ADICONSUM

Cartelle/multe pagate dopo il 24 ottobre 2018

Tali somme andranno:

  • ai debiti eventualmente inclusi nella definizione agevolata prima del versamento
  • ai debiti scaduti o in scadenza.

In assenza di debiti, le somme versate saranno rimborsate.

Cartelle e multe che non prevedono l’annullamento automatico

La “pace fiscale” no n si applica alle seguenti tipologie di debiti:

  • debiti relativi alle risorse proprie tradizionali dell’UE e all’IVA sui prodotti di importazione
  • debiti derivanti dal recupero degli aiuti di Stato considerati illegittimi dall’UE o da condanne pronunciate dalla Corte dei Conti
  • multe, ammende e sanzioni pecuniarie elevate a seguito di sentenze penali di condanna.

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