fonte: acquaoggi.it

Con sentenze del TAR Lombardia n*0780/2014 REG.ric 00582/2013
promossa da Condacons contro l’AEEG nei confronti di ACEA ATO 2 ed altri,
mentre con sentenza n*0079/2014 REG.ric 00579/2013 su ricordo si Acqua bene comune e Federconsumatori, contro AEEG
, il Tar ha rigettato entrambi i ricorsi stabilendo i sintesi che i gestori posso fare ricavi dagli investimenti effettuati.
Come emerso in anteprima al Convegno Acqua 2.0 di Energia Media, in corso di svolgimento a Roma presso il Centro studi americani, il commissario Alberto Biancardi ha dato in anteprima ai presenti la notizia.

L’Autorità per l’energia ha rispettato l’esito del referendum del giugno 2011 sull’acqua e non ha reintrodotto la remunerazione del capitale nella tariffa idrica. Lo ha stabilito il Tar Lombardia che ha respinto i ricorsi di Codacons, Federconsumatori e associazione Acqua bene comune.
Secondo le associazioni dei consumatori l’Autoritá aveva reintrodotto surrettiziamente e sotto diversa denominazione la remunerazione del capitale che il referendum aveva abrogato. “Il servizio idrico deve essere qualificato come servizio di interesse economico – scrive il Tar lombardo – caratterizzato, quanto ai profili tariffari – dalla necessità della copertura integrale dei costi”.
Il principio della copertura integrale dei costi mediante la tariffa, il cosiddetto full cost recovery, “trova esplicito fondamento normativo non solo a livello nazionale, ma anche comunitario”. Il risultato del referendum, secondo i giudici non può essere confuso “con le finalità di ordine politico i sociale perseguite dalle associazioni o dai soggetti” ricorrenti. È legittimo, quindi, che i gestori di distribuzione dell’acqua recuperino attraverso la tariffa parte dell’investimento effettuato per l’erogazione del servizio. Riconoscere in tariffa solo il capitale di debito e non di quello proprio “finirebbe per portare a conclusioni paradossali, vale a dire a premiare l’indebitamento esterno dei gestori, rispetto all’utilizzo di mezzi propri con conseguente aumento della tariffa stessa”.

Di Francesco Ciaraffo