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Tariffe telefoni fissi, Telecom fa marcia indietro. Per ora niente rincari

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Firenze, 18 Aprile 2016. Buone notizie per chi ha il telefono fisso a casa con tariffa a consumo. Dopo la diffida dell’Agcom, Telecom Italia Spa ha comunicato che sospenderà (1) “l’applicazione della rimodulazione tariffaria di TIM Voce per i clienti residenziali di telefonia fissa che sarebbe dovuta decorrere dal 1° aprile”.
Come avevamo denunciato all’Agcom (2), il22 febbraio 2016 Telecom aveva annunciato il raddoppio delle tariffe di telefonia fissa a partire dal 1 aprile 2016: il costo di ogni chiamata dal telefono di casa – se non si ha un piano a forfait – sarebbe aumentato da 10 a 20 cent al minuto con uno scatto alla risposta pari a 20 cent. Si parla di circa 700 mila utenze, per le quali fare una telefonata di un minuto sarebbe costato quattro volte di più: mentre prima costava 10 cent, ora costerà infatti 40 cent (20 + 20).

Si tratta “solo” di 700.000 utenze perchè tutte le altre – 5,2 milioni di utenze – erano già state trasferite automaticamente, nel 2015, da tariffa a consumo (costo 18,54 euro al mese per il canone più 10 cent al minuto di conversazione) all’opzione tariffaria a forfait “Tutto Voce” (29 euro al mese per chiamate illimitate), così obbligandoli a pagare 10 euro in piu’ al mese.

Partita chiusa quindi? Crediamo di no, perchè il comunicato precisa anche che non si tratta di una decisione definitiva, ma di una dimostrazione di “disponibilità per arrivare in tempi rapidi ad un chiarimento in merito ai rilievi dell’Autorità che afferiscono il servizio di telefonia fissa di base, al fine di poter realizzare soluzioni di offerte sempre più rispondenti alle esigenze dei clienti”.

Che vuol dire? A nostro avviso il richiamo e’ al fatto che l’Agcom non si è dimenticata dei 5 milioni di utenti ai quali l’anno scorso Telecom ha modificato le tariffe, e per i quali il passaggio automatico all’offerta flat “Tutto Voce” ha creato un rilevante danno economico ai consumatori e conseguentemente ampi profitti a Telecom.

L’Agcom ha già condannato Telecom Italia Spa a pagare una multa di 2 milioni di euro, ma vuol – comprensibilmente – risolvere il problema di quei 5 milioni di utenti e per questo motivo, oltre a diffidare Telecom, ha comunicato di aver avviato il procedimento per determinare e imporre a Telecom le tariffe per il servizio universale: “determinare il metodo più efficace e adeguato per garantire, anche in prospettiva, la fornitura dell’accesso alla rete di sicurezza sociale e dei servizi minimi del servizio universale, che dovranno assicurare ai cittadini-utenti disponibilità, convenienza e accessibilità, quali condizioni necessarie per l’inclusione sociale”.

In pratica, l’Autorità ricorrerà all’art. 59 del codice delle comunicazioni elettroniche che gli conferisce il potere di prescrivere a Telecom formule tariffarie speciali e agevolazioni particolari per consumatori a basso reddito e utenti in condizioni di disagio sociale e di disabilità.

(1) http://www.telecomitalia.com/tit/it/archivio/media/comunicati-stampa/telecom-italia/mercato/consumer/2016/TIM-suspends-the-tariff-restructuring-planned-for-its-voice-offer.html
(2)  http://tlc.aduc.it/articolo/telecom+quadruplica+costo+chiamate+minuto+denuncia_24055.php

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Consumatori

MUTUI PRIMA CASA- Appello ADICONSUM al Governo: rifinanziare presto

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Appello di Adiconsum al Ministro dell’Economia, Giovanni Tria:
rifinanziare al più presto il Fondo Consap per l’acquisto della prima casa.
Nessun onere a carico dello Stato per il rifinanziamento

15 gennaio 2019 – Sulla nostra pagina facebook continuano ad arrivare numerose richieste di consumatori in merito al rifinanziamento del Fondo Consap per l’acquisto della prima casa, lamentando anche il fatto che, a dispetto delle esigue risorse rimaste ma comunque ancora presenti, alcuni istituti di credito stanno declinando le domande di accensione dei mutui con questa modalità già da alcuni mesi – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale.

Lo scorso novembre – prosegue Danilo Galvagni, Vice Presidente di Adiconsum –  ci eravamo attivati lanciando l’allarme sull’imminente esaurimento delle risorse del Fondo Consap, inviando una lettera al Ministro, Giovanni Tria, chiedendo, oltre  ad un intervento urgente di rifinanziamento, anche l’apertura di un Tavolo con tutti gli stakeholder, comprese le Associazioni Consumatori, per omogeneizzare le regole e aumentare le opportunità. Questa lettera, purtroppo, al momento è ancora disattesa.

Il Fondo di garanzia Consap – continua Galvagni – ha svolto in questi anni un duplice ruolo: di tutela sociale, da un lato, permettendo l’accesso al credito anche a quelle persone prive di determinati requisiti (si pensi in primis al lavoratore con contratto di lavoro atipico) e di volano nel settore dell’edilizia, dall’altro.

Rivolgiamo, quindi, un appello al Ministro dell’Economia Tria – conclude De Masi – affinché intervenga al più presto per rifinanziare il Fondo, considerato che tale operazione non richiede alcun onere a carico dello Stato.

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Consumatori

Guerra TAXI vs NNC, secondo l’antitrust va liberalizzato il settore

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è stata sentita in audizione informale dinnanzi alla IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera dei Deputati in merito al disegno di legge di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2018, n. 143 “Disposizioni urgenti in materia di autoservizi pubblici non di linea”. 
Nel corso dell’audizione è stato evidenziato come nel settore della mobilità non di linea si sia sviluppata nei tempi più recenti una domanda molto estesa e diversificata di servizi che tende a non distinguere più tra attività soggette a obblighi di servizio pubblico (taxi) e attività di mercato (NCC) e che, legata ad un concetto di mobilità urbana di tipo intermodale di servizi, fa ampio ricorso ai nuovi strumenti resi possibili dall’innovazione tecnologica.

In questo quadro, qualunque riforma organica della disciplina di settore dovrebbe avere quale obiettivo ultimo il pieno soddisfacimento delle nuove esigenze dei consumatori, affinché gli stessi possano trarre pieno beneficio dalle innovazioni tecnologiche e dai mutamenti intervenuti nelle modalità di offerta dei servizi.

A tale riguardo, l’Autorità ha posto in luce come le modifiche introdotte dal Decreto in via di conversione non appaiano andare nella direzione auspicata. Il mantenimento infatti di vincoli nelle modalità di prenotazione dei servizi e delle restrizioni territoriali all’offerta di servizi NCC, unitamente all’inutilizzabilità delle piattaforme tecnologiche e alla moratoria nel rilascio di nuove autorizzazioni, tenderà a rendere sempre più difficile l’incontro della domanda e dell’offerta, con l’effetto di deprimere il benessere dei consumatori finali in termini di minore ampiezza e qualità dei servizi offerti e di prezzi più elevati.

        Sulla base di tali considerazioni, l’Autorità ha ribadito il proprio favore a un disegno di riforma complessiva della normativa del settore della mobilità non di linea secondo le linee avanzate nelle sue numerose segnalazioni in senso pro-concorrenziale e nel rispetto rigoroso del principio di proporzionalità.

Nelle more di tale processo di riforma, l’Autorità ha sottolineato la necessità di procedere, in sede di conversione, a modificare quelle parti del Decreto idonee a mantenere o addirittura a rafforzare ingiustificate restrizioni concorrenziali nel settore della mobilità non di linea.

In particolare, l’Autorità ha suggerito di: i) eliminare ogni limitazione alle modalità di prenotazione del servizio di NCC; ii) abrogare le norme della legge n. 21/92 che di fatto determinano restrizioni territoriali all’operatività delle imprese NCC; iii) abrogare la norma che introduce una moratoria al rilascio di nuove autorizzazione NCC sino alla realizzazione del registro nazionale.

Roma, 16 gennaio 2019

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Consumatori

CONSOB: verso la nomina di Marcello Minenna. OK dei consumatori

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16 gennaio 2019 – Esprimiamo soddisfazione per le dichiarazioni dei leaders di maggioranza di voler procedere alla copertura della presidenza della Consob, già dal prossimo Consiglio dei Ministri, indicando nella persona di Marcello Minenna, il candidato da nominare.

Consideriamo il prof. Minenna, la sua storia personale e la sua indipendenza dalla politica e dai poteri finanziari, una figura di garanzia per i risparmiatori e per i cittadini tutti, al fine di contrastare le distorsioni e le problematiche che si sono determinate, spesso causate dal potere delle elite finanziarie. 

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