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Tariffe telefonia mobile, Italia 6° in Europa. Ecco tutti i dati

Telefonia mobile: i costi dei pacchetti con almeno 1 GB in Europa.SosTariffe.it emana la classifica europea dei Paesi ordinati per costi medi delle offerte più economiche per avere almeno 1GB di traffico. Italia è sesta con un costo di 12,50 euro per avere mediamente 2,25 GB di traffico

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La Finlandia è lo Stato europeo con il miglior rapporto tra costo mensile della tariffa e GB di traffico compresi: qui i pacchetti più convenienti offrono in media 10 GB per circa 17 euro, mentre l’Italia è sesta in classifica. Sono 7 i Paesi europei che propongono chiamate e SMS illimitati con tariffe economiche. In Irlanda si trovano le offerte più appetibili, mentre in Turchia il canone medio più basso e in Francia i pacchetti con più GB compresi.

Il mondo delle tariffe della telefonia mobile è molto variegato sia in Italia che in Europa. SosTariffe.it ha pubblicato la classifica dei principali Stati europei ordinati in base al costo unitario dei GB compresi nei pacchetti “all inclusive” più economici. L’Italia è sesta con un costo di 5,56 euro per GB, mentre la Finlandia, il Paese dove l’Internet mobile è più economica, vanta un rapporto di 1,67 euro al GB.

Come è stata condotta l’indagine

SosTariffe.it ha analizzato, per ogni Stato preso in considerazione nello studio, la media delle tariffe tutto compreso, ovvero i pacchetti che ad un unico canone offrono minuti, SMS e traffico dati; sono state scelte le offerte con almeno 1 GB di traffico dati (e a parità di GB quelle con i prezzi più bassi), e calcolata la media del canone mensile delle tariffe più economiche di ogni provider attivo nel Paese esaminato.

Successivamente è stato individuato il rapporto tra i canoni medi mensili e la media dei GB offerti in modo da ottenere il miglior prezzo unitario mensile per avere almeno 1 GB di traffico con i pacchetti “all inclusive”.

Ordinando gli Stati in base a questo rapporto, SosTariffe.it ha ottenuto la classifica dei Paesi europei dove i GB inclusi nei pacchetti costano di meno.

In Finlandia i rapporti più bassi, in Grecia quelli più alti

Guardando la classifica si nota che la Finlandia è il Paese dove ci sono i costi minori: qui i pacchetti più economici offrono 10 GB di traffico al costo medio di 17,23 euro. Le tariffe includono, oltre ai GB, una media di 766 minuti e altrettanti SMS inclusi.

All’opposto della classifica c’è la Grecia, Stato più caro, dove per avere 1,17 GB si pagano 33,35 euro. Di poca consolazione per i greci potrebbe essere sapere che il numero medio di minuti e SMS inclusi nei pacchetti è leggermente più alto che in Finlandia (1025 minuti e 792 SMS).

L’Italia in questa classifica si piazza sesta con 2,25 GB di traffico inclusi ad un costo medio mensile di 12,50 euro. Nel nostro Paese i pacchetti più economici per navigare da smartphone offrono in media 550 minuti e 450 SMS. Più bassi dei nostri sono i prezzi inPolonia, Lituania, Irlanda e Francia.

I pacchetti con chiamate e SMS infiniti

Lo studio fa notare inoltre che in Europa sono molto diffusi i pacchetti low-cost che offrono chiamate e SMS illimitati. In ben 7 Nazioni sulle 20 analizzate (Irlanda, Lituania, Austria, Danimarca, Germania, Norvegia e Svizzera) vengono commercializzatipraticamente solo pacchetti unlimited, nei quali a fare la differenza è unicamente la scelta dei GB di navigazione.

Se si analizzano queste 7 nazioni ci si rende conto che l’Irlanda è il Paese europeo con le offerte più appetitose, ovvero con ilrapporto costo mensile/GB di traffico più basso (2,57 euro) tra gli Stati con pacchetti senza limiti.

Nei Paesi Bassi si trovano le offerte meno competitive. Qui il costo unitario dei GB inclusi nei pacchetti è tra i più alti d’Europa (19 euro) e nelle tariffe più economiche sono inclusi in media solo 236 minuti e 150 SMS.

I Paesi con i canoni più bassi e più GB compresi in tariffa

La Turchia è il Paese con le tariffe medie più basse (7,38 euro per avere 1 GB, 750 minuti e 1000 SMS), l’Italia è sempre sesta con 12,50 euro e la Grecia sempre la più cara con 28,59 euro. Si nota anche che i Paesi del Nord Europa sono quelli con i canoni più alti, ma che offrono quasi sempre minuti ed SMS illimitati, e più GB.

La Francia è, invece, il Paese con più GB medi compresi nelle tariffe (11,40) seguita da Finlandia (10,33) e Irlanda (8,75). L’Italia è nona con 2,25 GB.

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Ferrovie: Federconsumatori esposto a Trenitalia sui tempi di percorrenza delle tratte regionali

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La “traccia orario” è il tempo assegnato ad un treno per percorrere una certa relazione.

Il tempo impiegato dovrebbe ricavarsi dalla formula t=S/v; dalla quale risulta evidente come il tempo necessario è in rapporto sia allo spazio da percorrere, sia alla velocità.

In realtà in ferrovia non bastano questi elementi per determinare la “traccia orario”, se ne aggiungono alcuni (spesso motivati), e altri di cui nessuno capisce la motivazione.

Solo Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana sono in grado di capire perché per percorrere la relazione Pescara-Montesilvano con treni regionali (ma ci sono centinaia di casi analoghi in Italia) a volte bastano 4 minuti altre volte ne occorrono 17. Eppure, nel caso considerato, i treni viaggiano a velocità simile, non ci sono fermate intermedie e la distanza tra le stazioni è sempre la stessa; ma i tempi assegnati ai treni per percorrere la stessa distanza sono diversissimi.

Un problema che non va sottovalutato, dal momento che ogni minuto di percorrenza di un treno costa alla collettività circa 10 euro.Questo vuol dire che, se al treno Montesilvano-Pescara si assegnano 13 minuti più del dovuto, la comunità pagherà in più 130 euro al giorno; quasi 50.000 euro ogni anno, solo per quel treno! (E questo vale per tutte le altre tratte interessate!

Se il risultato dei vari algoritmi utilizzati per calcolare il prezzo dei servizi da pagare conserva l’apparenza della neutralità, la traccia oraria è chiaramente determinata dagli interessi delle Ferrovie, senza che nessuno possa eccepire alcunché.

Eppure dalle tracce orario dipendono: 1) i costi sostenuti dalle regioni per pagare i corrispettivi a Trenitalia per l’offerta del servizio regionale; 2) la possibilità di applicare o meno le sanzioni a Trenitalia in caso di ritardo; 3) la qualità del servizio ferroviario regionale ;4) la concreta possibilità di apertura del mercato ferroviario.

Per evidenziare un abuso di posizione dominante da parte delle Ferrovie italiane nel mercato ferroviario, la Federconsumatori ha presentato un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo stesso esposto è stato inviato all’Autorità di Regolazione dei Trasporti e, per conoscenza, anche al Ministro dei Trasporti (con due precedenti esposti della nostra Associazione al Garante, sono state comminate due diverse sanzioni: la prima da un milione di euro nel 2014, la seconda da cinque milioni di euro nel 2017).

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Consumatori

Paghereste un caffè l’80% in più della media? La polemica su Starbucks a Milano

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Starbucks, il colosso del caffè americano sbarca in Italia con il primo mega store a Milano: per il nostro Paese si tratta di una piccola rivoluzione culturale che da una parte, sicuramente, amplia la concorrenza tra bar e caffeterie, dall’altra suscita qualche perplessità sui costi, davvero molto alti. Pagare un caffè espresso 1,80 è davvero esagerato, senza contare i 3,50 euro del caffè americano, per poi salire di prezzo per caffè più sofisticati: è l’80% in più rispetto alla media milanese!

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili dell’Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, infatti, che utilizza i prezzi ufficiali rilevati dagli Uffici comunali di statistica nell’ambito della rilevazione mensile dell’Istat, in media il caffè espresso a Milano costa 1 euro, 1,10 euro la quotazione massima. Da Starbucks, quindi, si paga l’espresso, mediamente, 80 centesimi più rispetto al resto della città, 70 centesimi di differenza considerando i bar più cari. Considerato che per molti il caffè al bar è un’abitudine giornaliera irrinunciabile, diventa quasi un lusso!

Ma quanto costa, invece, il caffè fatto in casa? In generale utilizzando 7 grammi di miscela,  il caffè casalingo costa mediamente 12 centesimi, quindi andare da Starbucks ci costa il 2471% in più della tazzina di caffè home made.

Non tutti sanno però che il costo del caffè di casa dipende anche dallo strumento utilizzato: una tazzina di caffè con la tradizionale moka costa infatti circa 0,12 centesimi, mentre con la macchinetta a capsule 0,41 centesimi; per sapere qual è la macchinetta per il caffè più adatta alle diverse esigenze e confrontare i prezzi del caffè fatto con moka, macchinetta automatica, a capsule o a cialde, leggi la nostra indagine Quanto ci costa un caffè espresso fatto in casa

Autore: Unione Nazionale Consumatori

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Cambio operatore telefonico| MDC : caos portabilità AGCOM garantisca tempi certi e indennizzi agli utenti coinvolti.

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Evidentemente non sono bastate le multe per la fatturazione 28 giorni e quelle per la minaccia di iscrizione a inesistenti banche dati morosi irrogate da Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e Antitrust alle principali compagnie telefoniche per far rispettare i consumatori italiani.

Come denuncia il Movimento Difesa del Cittadino l’Annus horribilis degli utenti della telefonia continua ancora per migliaia di utenti infuriati a causa dei ritardi della migrazione del proprio numero verso Iliad ed altri nuovi operatori da parte degli incumbents.

È soprattutto il caso Vodafone a tenere banco in queste ore, con numerosi clienti di fatto irraggiungibili a causa dei gravi rallentamenti nella trasmissione del proprio numero di cellulare dalla compagnia al nuovo operatore prescelto dal consumatore.

Come sottolineato da MDC, al danno per la irreperibilità si aggiunge la beffa di dover tollerare scuse banali come l’errore nella trascrizione del proprio codice fiscale e continui rimpalli della responsabilità tra vecchio e nuovo operatore.

Per il Presidente nazionale del Movimento Difesa del Cittadino Francesco Luongo è urgente un intervento di AGCOM per garantire il sacrosanto diritto degli utenti alla Mobile Number Portability oltre ad una istruttoria sulla plateale violazione di quanto stabilito nella Delibera 147/11/CIR e connesso diritto dei clienti di ricevere il pagamento degli indennizzi previsti dall’articolo 14 pari a € 2,5 per ogni giorno lavorativo di ritardo fino ad un massimo di € 50,00 che dovrà versare l’operatore ricevente che a sua volta si rivarrà poi sul donating.

Tutta la rete del Movimento si sta attivando in queste ore per supportare i reclami dei consumatori e garantire il pagamento delle somme dovute.

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